Il Triste Natale della comunicazione

Questa mattina di sole mi ricorda qualche Natale passato a Valencia, l’ultima capitale Repubblicana prima della capitolazione sotto il tacco del franchismo orrido e assassino.
I ricordi spesso portano tristezza e inducono fatalmente alla riflessione.
I Ricordi, sono fondamentali  per non precipitare nel sonno della ragione… generatore di mostri, come diceva Goya. Anche la dichiarazione alla TV dell’inquirente dal luogo del sabotaggio al sistema ferroviario dello snodo di Bologna mi ha riportato alla mente affermazioni altrettanto inquietanti, già sentite in tempi passati… mai cancellati dalla memoria a causa della menzogna calcolata che li ha pervasi. A caldo, un dirigente della polizia di Stato ha letteralmente dichiarato: “Quelle scritte in prossimità non lasciano dubbi sulla natura dell’azione”.
Tutto questo indicando una scritta su una pietra in prossimità di un pozzetto incendiato.

no tav definitiva

“NO TAV”… scritto anche in maniera confusa, con una grafica incerta e tipicamente simbolista.
Nessun dubbio insomma, come in quei giorni tristissimi del Natale ’69 dopo il 12 dicembre… Piazza Fontana, ore 16:37… 16 morti, 88 feriti. “Si indaga negli ambienti anarchici”.
Dopo questa frase – che ha accompagnato le dichiarazioni dell’inquirente di cui sopra anche questa volta – si scatenò un delirio che causò subito la morte della diciassettesima – innocente – vittima di questa strage poi definita di Stato… Giuseppe Pinelli.
E poi la persecuzione di Pietro Valpreda e la manipolazione sistematica della realtà che preferisco riassumere con una stringa giornalistica non mia: (…) nel corso dell’inchiesta emerge la matrice nera. Al termine di un iter processuale durato circa 35 anni e sette processi in varie città d’Italia, tutti gli accusati dell’eccidio saranno sempre assolti in sede giudiziaria, alcuni verranno condannati per altre stragi, altri invece godranno della prescrizione evitando la pena. Nel 2005 la Corte di Cassazione concluderà sostenendo che la strage di piazza Fontana fu realizzata da «un gruppo eversivo costituito a Padova, nell’alveo di Ordine Nuovo» e «capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura», non più processabili in quanto «irrevocabilmente assolti dalla Corte d’assise d’appello di Bari» per questo stesso reato. Al termine il processo del 3 maggio 2005 ai parenti delle vittime verranno anche addebitate le spese processuali. (…)
Anche stavolta il ministro dell’interno ha dichiarato che lo Stato non si lascerà intimidire; quello dei lavori pubblici ha invece detto che siamo di fronte al terrorismo, facendo riferimento al processo appena conclusosi per i fatti della Val Susa. Un ex ministro nato sottosegretario dei governi Craxi ha invece ammonito il governo… “via l’art. 18 o si va al voto”. Per la cronaca sono tutti e tre appartenenti allo stesso partito… che dite, si saranno consultati prima?
In questo delirio mediatico, sparato su tutti media a tappeto, con destinazione utenti distratti distolti dagli acquisti natalizi, si coglie a mio avviso tutta la natura di questo popolo disgraziato, indifferente davanti alla menzogna e propenso storicamente alla schiavizzazione volontaria…
e soprattutto non si rintraccia una voce giornalistica che è una a testimoniare – similmente a queste mie naturali e semplici considerazioni – la triste riproposizione di tecniche ben note a noi tutti.
Davvero un triste natale della comunicazione
 
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