Il sogno di Verdino… e il vizio di Marino – di elcordobés

IL PARTITO DEI VERDINI… e cioè il PVI, di cui abbiamo già riferito su questa testata giornalistica ben prima che se ne accorgesse la cosiddetta opinione pubblica (eccovi qui il link relativo, per chi se lo fosse perso… http://www.magazzininesistenti.it/il-partito-dei-verdini-di-el-cordobes/) ha colpito ancora…
e verdino, il suo capo senza nessuna vergogna, è riuscito nel sogno che sembrava impossibile…
infiltrare la maggioranza e riportare all’ovile del nazzareno il cavaliere mascarato e tutte le sue truppe cammellate. 
Sì, perché mentre ci appassioniamo tutti ai lanci mediatici costruiti ad arte e destinati a sviare i veri drammi di questo sventurato paese (dai casamonica ai gestacci in parlamento, passando per le stupide canzoncine sempre verdiniane mandate in TV) questi sono riusciti a certificare l’abolizione oggettiva della democrazia, votando tutti insieme appassionatamente la cosiddetta riforma del senato.
La cancellazione del bicameralismo perfetto che, pare, i padri costituenti avrebbero voluto cancellare una mezz’oretta dopo dalla sua entrata in vigore… evidentemente non c’è proprio limite al peggio.

Siamo insomma ormai in un regime di stampo sudamerikano, dominato da pluri-indagati e condannati senza nessuna vergogna, ragazzini irresponsabili e pericolosissimi e similciccioline ministeriali figlie di bancarottieri impuniti… e sembra quasi che non ce ne siamo accorti, visto che la cosiddetta opinione pubblica di cui sopra non fa un fiato d’indignazione e di fattiva reazione a cotanto scempio…
e all’abolizione, di fatto, del voto democratico.

Già… l’opinione pubblica (che ormai non esiste più di fatto, spazzata via proprio dall’azzeramento d’ogni regola democratica) impegnata in questo momento a indignarsi a chiacchiere o addirittura giustificare, l’ennesimo capitolo della marino story, ascoltando noncurante le parole di un ex magistrato nominato assessore alla legalità (pur di far passare l’illegalità un fatto normale e di fatalità si sono inventati l’ennesimo assessorato inutile e contro ogni logica di contadino buon senso) del comune di Roma che, davvero senza nessuna vergogna, sostiene che la falsificazione dei rimborsi del sindaco furbetto è ben poca cosa al confronto di mafia capitale…
un magistrato che giustifica i reati di peculato e falso definendoli minori: siamo dunque alla follia che però accettiamo senza nessuna reazione degna di nota.
Come dire… tutti innocenti fino al terzo grado di giudizio, prescrizioni e prebende varie comprese…
ma non si era detto che tutto questo abbassava il livello di legalità e portava il paese alla catastrofe, ai tempi dei governi del cavaliere mascarato? Adesso ci sono loro e, senza nessuna vergogna, difendono i privilegi che prima dicevano di combattere.

Abbiamo davvero smarrito il senso di dignità, fin dai tempi lontanissimi in cui un politico si dimetteva (solo) perché padre di un presunto stupratore e assassino poi scagionato. Piccioni, allora ministro delle finanze, se ne andò in silenzio e scomparve dalla scena politica per il caso Montesi (ma figurati se la gente ricorda queste cose, visto che cancella dalla mente le cazzate dette dai politici due giorni prima di avere sostenuto l’esatto contrario) e mai più tornò a calcare la scena politica… eppure era uno degli esponenti più importanti della democrazia cristiana di allora.
Oggi questi non se ne vanno manco con le cannonate… ben sapendo che ogni loro azione criminale rimarrà scientificamente impunita per legge. 
Quanto a marino sindaco sibillino si è dimesso ma… a norma di legge (fatta appunto ad uso e consumo di lor signori) può ripensarci entro venti giorni, aggravando così la già disperata situazione amministrativa della caput mundi.
Siamo davvero un popolo di ignavi… altrimenti nessuno si sarebbe sognato di candidare a Sindaco di Roma uno che già nel 2002 (il lupo perde il pelo ma non il vizio) aveva tentato di gabbare gli americani con i falsi rimborsi…
quelli della University of Pittsburgh Medical Center però, l’avevano cacciato a calci nel culo…
trattenendogli gli emolumenti residui dovuti. Cosa poteva fare dunque il povero marino…
se non tornare in Italia e candidarsi, come se nulla fosse, a sindaco della capitale?
Nell’insulso e indecente dibattito su queste questioni, nessuno rammenta che la Democrazia ha bisogno di esempi specchiati per contrastare il malaffare e le mafie che ormai l’hanno avvilita e annullata…
l’entità del reato è un dettaglio, quel che conta è il comportamento immorale e contra legem
piccolo o grande che sia.

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il sogno di verdino

Un pensiero riguardo “Il sogno di Verdino… e il vizio di Marino – di elcordobés

  • ottobre 10, 2015 in 5:41 pm
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    …memoria!…che è? che vuol dire?
    ah si, pure quella ad Uso e Consumo!!

    Risposta

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