Il sabato del vinile – di Maurizio Garatti

E’ sabato… e per i vecchi musicofili milanesi come me questo giorno è sopratutto simbolo tradizionale
di ricerca. Musicale naturalmente. Così eccomi qua, ancora una volta perso tra le bancarelle della storica
“Fiera di Senigallia”, crocevia di tutta la mia carriera musicale.

Non ho idee precise; certo, qualche titolo in mente c’è sempre, ma in realtà non so bene cosa troverò.
E qui sta il bello. Aggirarsi in questo mercato, spulciare tra bancarelle che offrono vinile vecchio e nuovo, senza porre limiti alla fortuna e alla speranza. Una sensazione unica e appagante.
La musica, il vinile, fa da sempre parte della mia vita; fin da quando nell’ormai lontano 1969, comprai il secondo Album dei Led Zeppelin. Da allora sono trascorsi tantissimi anni e casa mia si è riempita a dismisura di dischi. Eppure…

prima

Ancora sono alla ricerca dell’ennesimo vinile; ancora cerco quel “non so bene che…” impossibile da trovare. Perché è sempre così; è nella natura intrinseca di noi cacciatori di vinile.
Il disco che più desideriamo è sempre quello che ancora dobbiamo acquistare. E adesso che il vinile è tornato prepotentemente a occupare il posto che gli spetta, tutto è tornato a posto. Il mondo ha iniziato nuovamente a girare dalla parte giusta.
Dopo un paio d’ore trascorse a chiacchierare con vecchi “amici di vinile” mi dirigo verso il centro città, con il dolce peso di un sacchetto di dischi che accompagna i miei passi. La destinazione è un noto negozio di settore, anche questo meta costante del pellegrinaggio di molti come me.
Entro, saluto vecchi amici (anche qui) e chiedo se il mio disco è arrivato…
Sì… è
 un album uscito solo in vinile, un Live dei Fever Tree del 1969Un concerto splendido con brani molto lunghi e molto psychedelici. Il tempo di aggirarmi come di prassi tra gli scaffali che finalmente hanno ripreso l’antico e inconfondibile aspetto fatto di mille copertine colorate e via a casa… per godermi la nuova incisione. Accendo l’amplificatore, tolgo il cellophane dal disco…
la copertina è splendida, leggermente ruvida e pesante. L’incisione poi è un capolavoro; 180 grammi di vinile vergine che racchiudono grande musica. La puntina cala sul primo solco, e subito la magia si rinnova…
Il vinile è tornato prepotentemente, e lo ha fatto con piglio da padrone.
Dopo anni passati in balia della musica digitale – compressa e fredda – anche le nuove generazioni si sono accorte della profonda bellezza del suono proveniente da un album in vinile.

seconda

La profondità e la corposità di questo tipo di suono sono un’esperienza incredibile… e chi la prova difficilmente torna indietro. I numeri parlano chiaro. Il fatturato delle vendite di vinile è più che raddoppiato. Se ne sono accorti tutti insomma. In primis l’industria discografica, che si sta attrezzando alla nuova richiesta del mercato. Al momento si ha più richiesta che offerta… e questo risulta oggettivamente emblematico. Il pubblico ha scoperto e riscoperto – in modo più profondo rispetto agli anni ruggenti – il disco in vinile e lo cerca… al di là delle mode.
Il suo popolo ha scoperto che la musica può essere altro; che un album non è solo un oggetto di consumo che magari scarichi e ascolti distrattamente, mentre fai dell’altro; che il CD ascoltato in macchina, come sottofondo, non può in alcun caso essere la realtà di quei suoni messi a spartito. Il vinile insomma ricorda a tutti che la musica ha una sua dignità e che un album va trattato come merita… come un’opera d’arte.
Ti può piacere o no ma merita di essere ascoltato nel modo giusto.
I giovani sono stati il motore trainante di questa nuova realtà, come è logico. Sono loro che, sempre in modo maggiore, chiedono l’edizione in vinile dell’ultimo album di questa o quella band e, come dicevo prima, l’industria discografica sta correndo ai ripari, dotando le fabbriche di nuove presse e aprendo nuovi centri di distribuzione.
Ci sono album – di cui non dico il titolo – che recentemente hanno venduto centoventimila copie nella prima settimana, di cui oltre quarantamila dell’edizione in vinile.
Sono numeri importanti, che modificano sostanzialmente le strategie di vendita. Succede così che le poche aziende che stampano dischi si trovino sommerse da ordini sempre più urgenti e non facilmente smaltibili.
Per il momento si fa quel che si può e le conseguenze sono molteplici.
Spesso la casa editrice, d’accordo con gli artisti, fa slittare l’uscita dell’album per avere nei negozi, simultaneamente, entrambi i supporti fonografici (CD e vinile).
Si… il vinile è davvero tornato, non ci sono dubbi, e se la stupidità del business non lo affonderà saturando il mercato con prodotti inutili questa nuova realtà potrà durare nel tempo.
Bentornato amico mio, mi sei mancato sai?
Certo, non ho mai smesso di cercarti, di inseguirti… ma non era la stessa cosa.
Ora che ti rivedo sugli scaffali dei negozi di dischi, il cuore ricomincia a battere ancora in modo incontrollato.
Si, bentornato vecchio vinile. Non sai quanto ti ho atteso…
 
Illustrazioni: Robert Crumb © Tutti i diritti riservati

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