Il Muro del Canto: “L’Amore Mio Non More” (2019) – di Laura Pescatori

Torna con il quarto lavoro in studio Il Muro del Canto Daniele Coccia Paifelman ci lascia entrare nel dettaglio del disco. “L’amore mio non more” (Goodfellas 2019) è un disco in grado di unire voce popolare e tradizione, che radici ha questo nuovo album di inediti?
“È evidente che la radici di questo album siano piantate a Roma, ma per dare una base solida e ben radicata a questo disco quello che è contato maggiormente è stata la nostra passione per la musica e per il nostro progetto comune”.
Moltissime le novità nella sezione ritmica ed armonica seppur con una costante classica e tipica che vi caratterizza, in continua evoluzione l’esplorazione e l’introspezione delle culture linguistiche vedi il dialetto capitolino che da sempre vi segue. L’evoluzione, la ricerca, e l’esplorazione sonora e culturale quanto sono importanti per il Muro del Canto?
“Per quanto riguarda l’aspetto sonoro, l’evoluzione e la ricerca per noi sono centrali. Cerchiamo di non ripeterci e nello stesso tempo di non snaturarci. Per quanto riguarda l’aspetto linguistico ci limitiamo a scrivere nel nostro dialetto, che è la lingua dei nostri pensieri”.
Ci si imbatte in varie sonorità in questo nuovo album di inediti che variano dal folk americano alla canzone romana, fino al sound irish e al western… a cosa vi siete ispirati per questo viaggio sonoro?
“Il nostro nuovo disco suona in questo modo perché per alcuni brani abbiamo osato soluzioni per noi inedite e per altri siamo andati sul sicuro suonando quello che ci è sempre venuto più naturale”.
Troviamo anche due brani in italiano: Stoica e Il Tempo Perso… Senza na Stella, invece, torna al dialetto di tutto il disco, ed è interpretato da Lavinia Mancusi. Com’è stato l’approccio con questi due brani e com’è nata la collaborazione con Lavinia?
Lavinia è una nostra amica e una delle interpreti più brave della Capitale: ci è venuto d’istinto coinvolgerla e siamo felicissimi della nostra collaborazione con lei. L’approccio con i brani in italiano è stato molto semplice: sia io che Alessandro Pieravanti avevamo due testi a cui tenevamo molto e li abbiamo sottoposti agli altri che hanno accolto la nostra proposta e fatto un ottimo lavoro”.
Il concept dell’album è sicuramente il tempo che passa inesorabilmente, un album che si schiera decisamente verso chi non ha voce. Cosa rappresenta per voi quest’ultimo lavoro?
“Nonostante la musica sia un bel sogno e motivo di grande rivalsa e soddisfazione per noi, siamo dei lavoratori e fatichiamo spesso ad arrivare a fine mese, quindi non abbiamo a cuore solo la condizione di chi non ha voce ma rappresentiamo da sempre il nostro mondo. Nel disco abbiamo affrontato il tema del tempo e dei ricordi, perché è stato per noi un periodo di grandi riflessioni e forse perché stiamo invecchiando… (ahahahahaha)”.
Grazie per la chiacchierata Daniele e a presto, magari dal vivo… in tour.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: