“Il futuro?… tra cento anni” – di Angela Caporaso

“La vita e l’arte sono permeate dalla casualità, e il principio del caso diviene quindi l’elemento informante del prodotto artistico, che non è più eccellente rispetto al comune quotidiano ma ne condivide i valori, le forme, gli strumenti operativi” (Cenni storici sulla mail art: presentazione della mostra “Il futuro?… tra cento anni”). 
Dal 6 al 31 maggio 2017, presso il Bar Bara’s Pub di Delebio in provincia di Sondrio sarà possibile visitare la prima tappa della mostra itinerante di mail art “Il futuro?… tra cento anni”, curata da Franco Ballabeni – progetto Metropolis; in seguito, dal al 31 luglio, la mostra sarà ospitata dallo Spazio d’arte La dERiVA  di Colico (LC), mentre dal 16 al 31 agosto, per la sua terza ed ultima tappa, la troveremo presso l’Artestudio di Ponte Nossa in provincia di Bergamo. La mostra, che ha visto la partecipazione di 100 artisti provenienti da tutto il mondo ai quali si sono aggiunti anche gli Alunni della Scuola Primaria di Piuro (SO), si interroga sia sul futuro dell’essere umano che su quello dell’arte focalizzando la sua attenzione sull’abbattimento delle barriere che separano l’arte dal flusso della vita quotidiana, in modo da fare proprie alcune  istanze del Gruppo Fluxus. Da quanto scritto nella presentazione della mostra si evince infatti che la Mail Art, nata negli anni sessanta negli Stati Uniti e diffusasi in seguito in tutto il mondo, al pari del movimento Fluxus, pone l’accento su valori quali la spontaneità, l’aleatorietà, il mutamento e il viaggioL’opera di mail art infatti viene creata spontaneamente – e difatti ai progetti spesso partecipano anche i bambini – in seguito essa “viaggia” grazie al mezzo postale che inevitabilmente e aleatoriamente ne determinerà un possibile e casuale mutamento. Inoltre, sempre nella presentazione della mostra, è precisato che la Mail Art è aperta a tutti: tutte le opere inviate vengono infatti automaticamente incluse nel progetto senza alcuna previa accettazione da parte di una qualsivoglia giuria e, allo stesso tempo, essa è una pratica artistica che rifugge dal mercato dell’arte, evitando qualsiasi mostra  a pagamento. In realtà ci troviamo dinanzi ad un vero e proprio baratto che travalica ogni tipo di commercializzazione dell’opera d’arte; infatti, in cambio del lavoro e dell’impegno svolto dal curatore del progetto, l’artista dona il suo lavoro che viene così archiviato e custodito in collezioni pubbliche o private. Per quel che concerne il Gruppo Fluxus invece, diremo che esso, pur essendo stato attivo già dalla fine degli anni cinquanta, si costituì come movimento artistico nel 1962, intorno alla figura di George Maciunas, con l’intento per l’appunto di rivendicare l’intrinseca artisticità di ogni azione della vita quotidiana; tra gli artisti che vi aderirono ricordiamo Joseph Beuys, George Brecht, Robert Filliou, Al Hansen, Dick Higgins, Alison Knowles, Addi Køpcke, Yoko Ono, Nam June Paik e altri.

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