IL FREDDO (seconda puntata) – di Gianluca Morozzi –

Riassunto puntata precedente: Uno scrittore di belle speranze, mentre viaggia in macchina verso un incontro galante, dà sfogo al suo delirio esistenziale in compagnia di spiritelli e personaggi della sua mente…
 
Sto andando a Firenze a incontrare una ragazza che si chiama Rosanna. Questa ragazza che si chiama Rosanna, un giorno, ha scritto un racconto. Per un concorso letterario. In cui facevo il giurato.
Questo racconto parla di una ragazza di Firenze che si chiama Rosanna che s’invaghisce di uno scrittore che, ve’, si chiama come me, abita dove abito io, ha la mia stessa età e ha scritto i miei stessi libri. Quando spiego questa cosa, l’Allegro Lettore sta già ridendo come un pazzo.
Rosanna e lo scrittore, nel racconto, si conoscono. Finiscono in albergo. In albergo, be’, scopano, e qui Elena si mette nella posizione del piccione travolto, ridacchia un po’ amara e dice Vedi che stiamo andando a parare lì, come al solito?
Se lo scopo di Rosanna era vincere il concorso, non ha ottenuto il suo scopo. Non ha vinto il concorso.
Se lo scopo di Rosanna era lanciare un’esca al di là dell’Appennino e agganciarmi con cento chilometri di lenza, allora ha funzionato. Perché sto andando a Firenze per conoscerla.

Copia di il freddo 2 puntata prima

L’Allegro Lettore ride, che questa cosa della lenza gli è piaciuta, si vede. Allora vediamo se ride anche adesso.
Allegro Lettore, lo vedi quell’autogrill lì sulla destra,  quello di Roncobilaccio?
Roncobilaccio!, scoppia a ridere lui, Uah, uah, bellissimo! Roncobilaccio! Che nome!
Eh, Allegro Lettore, si chiama così. Un anno fa, anzi, un po’ meno di un anno fa, io ed Elena ci abbiamo passato la mezzanotte dell’ultimo dell’anno. Stavamo andando a Firenze al concerto di un nostro amico, e l’autostrada era libera e bellissima, il cielo era stupendo, non c’era in giro nessuno, solo io e lei in questa stessa macchina, e a un certo punto abbiamo guardato l’ora, mancavano cinque minuti a mezzanotte, e allora siamo entrati in questo autogrill, abbiamo comprato una bottiglia di spumante,   a mezzanotte lo abbiamo stappato chiusi in macchina per ripararci dal freddo, lo abbiamo bevuto a collo, senza   bicchieri, c’eravamo solo noi a festeggiare, noi, e i due baristi dell’autogrill che erano usciti per stappare lo spumante tra le pompe di benzina, e poi Elena ha detto Bene, festeggiare abbiamo festeggiato, i baristi ci guardano e ridono, andiamo via. Così l’abbiamo festeggiato, l’inizio del nuovo anno.
Simbolico, dice Elena sull’altra spalla, stravaccata nella posizione del pipistrello in letargo, E un’ora dopo eravamo nel locale e io già dormivo stravaccata sulla tua spalla con un punkabbestia che ci vomitava di fianco, bello, simbolico, iniziare l’anno così.
La ignoro, mi rivolgo all’Allegro Lettore.
Dimmi, Allegro Lettore, fa ridere questa storia qua?, chiedo, ma lui è piegato in due con le lacrime agli occhi.
Scusa, scusa, dice, Sto piangendo dal ridere per come hai imitato la voce di Elena, Bene, festeggiare abbiamo  festeggiato, bwuah-ah-ah!
L’Allegro Lettore, l’ho capito, è pazzo.

il freddo 2 puntata seconda

Poi sono davanti a una chiesa di Scandicci che aspetto che arrivi questa Rosanna, e fa freddo.
E’ dicembre, del resto, non è incredibile che faccia freddo. E’ incredibile che nel mio monolocale di Bologna si sia rotta la caldaia appena è arrivato il freddo. Che io sia accampato a casa dei miei in attesa di un tecnico delle caldaie che continua a rimandare il suo intervento, quello è incredibile. Oh, guarda, eccola là. Da come mi sorride mi sa che è lei.
Appena arriva questa Rosanna, tutta sorridente ed emozionata, i miei compagni di viaggio non fanno mancare il loro commento.
Viso interessante, dice l’Allegro Lettore.
Complimenti, un vero cesso, dice Elena.
Lo diresti anche se fosse Wynona Rider, dico.
Certo non è al mio livello, caro, stai scendendo, precipiti la china.
Taci.
Rosanna fuma in modo compulsivo. Continua a ripetere che ha un sacco di cose da dirmi e dachiedermi ma non ce la fa, è troppo emozionata. Allora parlo io, mi faccio portare a bere qualcosa alla Casa del Popolo di Scandicci, e appena entriamo alla Casa del Popolo di Scandicci per radio stanno passando Girls in Their Summer Clothes di Bruce Springsteen, che è la mia canzone preferita degli ultimi quattro mesi. Lo prendo come un segno, mentre ordiniamo due Negroni e noto dietro il bancone alcuni reperti storici, come la cedrata, l’anice o l’amaro Cora.
Poi Rosanna mi guarda, dice Andiamo a bere fuori?
Fa freddo, dico.
Ma così posso fumare.
Ma fa freddo.
Oh, va bene, se vuoi…
No, dai, va bene, andiamo a bere fuori.
E mentre mi preparo a bere un Negroni con i guanti, la sciarpa e il berretto, Elena mi sussurra all’orecchio Con me non sarebbe mai successo, sai che soffrivo il freddo anche d’estate.
Elena, dico, Se io stessi con te non sarei di certo qui, adesso, alla Casa del Popolo di Scandicci, a bere un Negroni con i guanti con una sconosciuta.
Ah!, ride lei, Santerellino, come se fosse la prima fan  innamorata e adorante che vai a trovare per scopartela, figurati!
Taci.

Segue…

Tutti i diritti riservati © (Gianluca Morozzi – illustrazioni el cordobès)

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