Il “Doppio Sogno” di Cesare Picco – Pietro Previti

Napoli, 15 Luglio 2021. Ha del mirabile il solo immaginare, figurarsi a realizzarla compiutamente, una rassegna musicale in questa torrida ed interminabile estate. Sarà anche per l’incertezza dei tempi che viviamo, ma i pochi eventi organizzati a Napoli mi appaiono di per sé un miracolo a prescindere dalla programmazione e dai contenuti. Talvolta la realtà supera l’immaginazione come nel caso di “Doppio Sogno XXI – Eclettica 2.2”, un’anteprima della nuova stagione di Eclettica 2.2, dedicata dal Teatro d’innovazione Galleria Toledo alle molteplici declinazioni della musica contemporanea. Curata con la dedizione di sempre da Girolamo De Simone, pianista, compositore, scrittore e direttore dell’etichetta Konsequenz, la rassegna aveva l’onere di celebrare degnamente il quarantennale di “Avanguardia e Ricerca Musicale a Napoli negli anni ’70”, che si svolse a Villa Pignatelli nel luglio del 1981 sotto la direzione e cura del compositore partenopeo Luciano Cilio. E De Simone, proprio in quanto testimone diretto di quell’evento, cui partecipò da amico e giovanissimo compagno di percorso di Luciano, aveva in cuor suo l’obiettivo di non far cadere nell’oblio questa ricorrenza.
Notevole, pertanto, appare la programmazione proposta nelle due serate consecutive affidate a Cesare Picco con “Notturno sotto le nuvole”, giovedì 15 luglio 2021, ed al giovane talento pianistico napoletano Andrea Riccio con “Centro d’astrazione”, venerdì 16 luglio. Ho avuto modo di assistere al solo concerto inaugurale, quello di Picco. Il compositore e pianista vercellese, classe 1969, non necessita di particolari attenzioni per la presentazione. Il suo valore e la sua notorietà sono indiscutibili, pari soltanto al suo inappuntabile percorso artistico, costellato da eccellenti collaborazioni intrattenute anche in ambito pop. Ne sono testimoni Ligabue, Bocelli, Giorgia ed altri ancora. Il Cesare Picco andato in scena per “Doppio Sogno” è quanto di più prossimo a quello che si esibisce in occasione di concerti unici ed irripetibili, denominati “Blind Date Concert in the dark“. È proprio in questi contesti che Cesare, raffinato pianista, diventa eccellente improvvisatore. Riesce ad alternare momenti timbrici delicati ad altri più meditativi, interrotti da soluzioni più vivaci e ritmiche grazie all’azione diretta sulle corde del pianoforte che percuote, comunque, con dolcezza.
I suoni che ne fluiscono sembrano così sgorgare dall’Anima, come riportati alla luce al termine di un processo liberatorio e catartico che arriva in dono agli spettatori presenti. Questi, attentissimi e silenziosi, seguendo la rotta del musicista-sognatore, diventano partecipi di un viaggio onirico ed iniziatico la cui rotta viene disvelata poco alla volta. Eppure l’apertura del concerto è quanto mai semplice, affidata ad uno spunto morriconiano, quasi a volere omaggiare la memoria del Maestro romano, la cui scomparsa risale a solo un anno fa. L’incipit introduce gli ascoltatori, ben presto, ad un flusso danzante e creativo di Musica Improvvisata, la cui durata supera abbondantemente i trenta minuti. In Cesare non vi è alcun accenno di autoreferenzialità, così come sono del tutto assenti tecnicismi solipsistici. Musica spontanea e sincera come sarebbe piaciuta allo stesso Cilio. Da ricordare, infine, che il nuovo album di Picco sarà disponibile dal prossimo 1° di ottobre. Sarà la sua prima volta su etichetta Decca Records e si intitolerà, non a caso, “The Last Gate”.

Foto e articolo Pietro Previti©tutti i diritti riservati
© RIPRODUZIONE RISERVATA

https://www.cesarepicco.com/music

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