Iggy Pop and The Stooges: “Ann” – di Lorenzo Scala

Una mattina Marco Fidi, destatosi da sogni inquieti, si ritrovò in ciabatte davanti il frigorifero spalancato, all’interno del quale  Iggy Pop, vestito solo da un paio di pantaloni di pelle, alto non più di una ventina di centimetri, tra una busta d’insalata e due yogurt al cocco, cantava con entusiasmo mentre faceva esercizi per gli addominali: “now i wanna be your dog! Now i wanna be your dog, well c’mon”. Marco Fidi chiuse il frigorifero, si grattò la testa per qualche secondo… dopodiché, con movimenti lenti lo riaprì: Iggy Pop non c’era più. Quella mattina decise di fare colazione al bar, dopo aver ragionevolmente rimosso il ricordo con una scrollata di spalle. Nei giorni seguenti Marco si sentì avviluppato da una forma di stress simile a un enorme polipo che lo abbracciava togliendogli il respiro con i sui tentacoli implacabili. La notte dormiva poco e male. Non riusciva a distogliere il pensiero dalle fossette di  Ann, sua unica collega al negozio di dischi dove lavorava in quel periodo. Ann aveva dieci anni meno di lui. Ann e il suo caschetto nero, vestita di gentilezza e profumo di viole. Ann e la sua mania per la musica e gli Iguana, animali che amava descrivere come veri rettili punk. Marco sentiva di amare Ann con tutte le riserve del suo amore ma non era mai riuscito a farsi avanti. Il giorno in cui il suo cervello tornò a frequentare i quartieri della suburra schizofrenica, era un mercoledì e il suo unico intento era quello di dissetarsi con una Fanta. Aprì il frigorifero e tra il bagliore della lampadina interna e il vuoto desolante dovuto alle poche cibarie presenti, Iggy Pop se ne stava a testa in giù, ancorato con le gambe alla prima mensola superiore… con tutti i lunghi e grassi capelli che penzolavano verso il basso. Appeso come un pipistrello ghignava ammiccando e salutando con la mano. Marco questa volta non chiuse il frigo, restò imbambolato qualche secondo con aria divertita, poi esclamò: “Cos’è? Devo chiamare i Ghostbusters?”. Iggy cominciò a dondolarsi e una volta preso lo slancio sganciò le gambe e con una capriola si trovò in piedi sulla mensola sottostante. “Puoi parlare con me o preferisci fare il buffone? Non per fare il pignolo ma questo elettrodomestico è mio, proprietà privata”. Iggy diventò serio, le labbra serrate e  lo sguardo appuntito, prese a indicare Marco, poi prese a indicare la propria testa, come a dire: “il frigo sarà pure tuo ma rimane il fatto che sei uscito fuori di testa, amico”. Marco, inizialmente divertito cominciava a irritarsi. “Ascolta superstar della mia fava, io sarò pure matto, ma voglio farti presente che sei alto come un pupazzo, non ci metto niente a prenderti e a lasciarti cadere giù nello scarico del water”. Iggy scosse la testa e alzò gli occhi al cielo. Dopodiché, con un salto da atletica leggera si avventurò in una piroetta e, ruotando su se stesso nell’aria, diede un calcio degno di Bruce Lee al barattolo di Ketchup alla sua destra. Si chinò sul barattolo ormai orizzontale, avvinghiò le mani secche e grinzose al coperchio e riuscì ad aprirlo. Poi prese a saltarci sopra finché uno spruzzo di polpa rossa fuoriuscì. “Iggy io ti ho sempre stimato, giuro ho tutti i tuoi dischi a partire da The Stooges, sei  una vera forza della natura, ma se ti metti a giocare con il cibo alla tua età  io fossi in te mi preoccuperei”. Iggy allora scoppiò in una risata genuina, aveva gli occhi lucidi e scuoteva sempre di più la testa, poi lo guardò con aria scettica e prese a indicarsi il petto muscoloso, come a dire : “Tu soffri di allucinazioni e quello che dovrebbe preoccuparsi sarei io?”. Marco stavolta evitò di controbattere. L’iguana dai pantaloni in pelle prese del Ketchup con il dito e scrisse sopra l’etichetta della Fanta la parola: “Ann”. Marco impallidì. “Cosa c’entra Ann? Che stai cercando di dirmi?”. La rockstar in miniatura sembrava spazientita, si guardò intorno e vide la busta dei pomodori. Cominciò a mordere fino a romperla, si intrufolò dentro e, spingendo con le spalle, fece rotolare fuori un pomodoro. Marco, che osservava tutta la scena con grande interesse prese una Camel e se la portò alla bocca: “Ti spiace se fumo mentre mi cambi l’arredamento del frigo?”. Iggy diede un pugno al pomodoro formando un buco alla sua base, successivamente si voltò a indicare Marco.  “Ok Iggy, ci sono, ti seguo, mi stai dicendo che io…”.  A quel punto Iggy indicò il nome di Ann scritto con il Ketchup sulla Fanta. “Perfetto, mi stai dicendo che io e Ann…”. Poi, con aria divertita, abbassò la zip dei pantaloni in pelle, tirò fuori il suo iguana e lo infilò nel pomodoro… e cominciò a farselo intonando posseduto dallo spirito del rock: “No fun my baby no fun!”. L’amplesso ortofrutticolo durò un paio di minuti. Minuti in cui la bocca di Marco si spalancò lasciando cadere la sigaretta. Marco chiuse il frigo e pensò: “Per prima cosa devo buttare quel pomodoro, poi devo trovare il modo di farmi avanti con Ann, altrimenti esco pazzo”Il giorno dopo comprò un’iguana, fece mettere sulla testa dell’animale un bel fiocco nero e si diresse verso il negozio. Mentre camminava si sentiva leggero e canticchiava: “Ann, my ann, I love you ann”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.