I Martiri e i mostri – Editoriale

Il Popolo Turco aveva già da tempo capito la follia dei suoi governanti e già alle ultime elezioni i rapporti di forza nel parlamento di Ankara era cambiato, con l’affermazione dei partiti dell’opposizione e con una strabiliante avanzata di quelli rappresentanti l’etnia Kurda, da sempre perseguitata dal regime.
Tutto questo nonostante i tentativi d’intimidazione sfociati nell’attentato al raduno del Partito Democratico Kurdo di Diyarbakir alla vigilia delle stesse elezioni. Quasi ouverture di una musica ormai nota alle orecchie di chi vuol capire e ribadita con la macabra sinfonia dell’ultimo attentato di Suruc.

Il ruolo diabolico della Turchia nell’affermazione, consolidamento ed espansione del califfato nero dell’ISIS è ormai sotto gli occhi di tutti… anche di quelli che hanno preferito girare la testa di fronte al dramma di Kobane e di tutti i territori che il Popolo Kurdo cerca di strappare da tempo alla follia dell’esercito nero, con un tributo di sangue che ricade su di noi e su questo “occidente” imbelle di fronte a tanto scempio.
A Suruc si è voluto colpire il movimento turco trasversale che si batte per la democrazia e la salvezza dei popoli tutti dal baratro del terrore propagato dall’ISIS senza nessun vero contrasto da parte delle potenze occidentali.
Il martirio delle decine di giovani che cantavano  felici di poter portare solidarietà a Kobane cinta d’assedio pesa su tutti noi come un macigno difficile da rimuovere.

Non ci resta che la mobilitazione civile, la protesta decisa verso i governi in primo luogo europei che continuano ad avallare la politica occidentale fin qui messa in campo dagli americani.
Sì, perché lo sanno anche i bambini di quale potenza militare sono capaci questi signori che, ai tempi dell’invasione dell’Iraq di Saddam, spazzarono via in poche ore un esercito potente e temibile… e adesso giocano alla guerra coi droni lasciando in mano ai sanguinari fondamentalisti un territorio esteso e di enorme importanza strategica per il futuro del mondo libero. Mobilitazione e solidarietà dunque.
Mobilitazione contro il governo turco e i governi d’occidente che lo lasciano fare… solidarietà vera per il Popolo Turco e quello Kurdo che tentano insieme di salvarsi dall’orrore.

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