Hypnotic Wheels & Various: “Muddy Gurdy” (2018) – di Claudio Trezzani

Ci sono dischi che scopri per puro caso… nella rete e forse questa è una delle poche note positive che trovo, personalmente, nell’avvento di Internet nel mondo della musica: poter aver accesso ad artisti che altrimenti, nel nostro paese, sarebbero stati pressoché sconosciuti, ahimè. Un disco che per bellezza e originalità merita di essere ascoltato e senza dubbio annotato fra le cose migliori che il blues abbia prodotto in questo periodo. Tutto nasce dal trio francese degli Hypnotic WheelsTia Goutteble (voce e chitarra), Gilles Chabenat (hurdy-gurdy) e Marco Glomeau (percussioni). Una band che mescola in maniera molto personale la musica tradizionale francese, di cui parte fondamentale è lo strumento chiamato hurdy-gurdy… e una variante del blues tradizionale americano chiamato North Mississippi Hill Country Blues… un blues caratterizzato dalle percussioni ritmate che creano un groove molto potente e con delle canzoni che sono un po’ delle jam session ipnotiche, forse una delle derive blues che hanno il filo più diretto con l’Africa. Dopo un primo album di buon successo uscito nel 2014 (grazie anche al lavoro del talentuoso ingegnere del suono Pierre Bianchi) la band decide nel 2015 di realizzare questo progetto ambizioso e cioè di registrare il successivo disco nella terra da cui la loro musica ha tratto decisiva ispirazione e collaborare con musicisti locali. Eccoli quindi partire per il North Mississippi, armati di volontà e talento vero. I musicisti coinvolti dai tre francesi nel loro lavoro, sono Shardè Thomas (voce), Cedric Burnside (grandissimo chitarrista blues), Cameron Kimbrough (voce e chitarra) e Pat Thomas (voce e chitarra). Tutti e quattro sono i diretti discendenti dei fondatori del blues del North Mississippi, e portano avanti con talento e dedizione questa eredità musicale. Forse il merito più grande del progetto è l’umiltà nel collaborare nell’incisione, senza voler mai strafare. Il lavoro impegna la band per tantissimo tempo, ma il risultato è davvero interessante e spicca per originalità nel panorama musicale. Quindici pezzi che vanno da branii tradizionali, Glory Glory Hallelujah, a pezzi degli artisti americani coinvolti, come la stupenda That Girls Is Bad di Burnside, ma anche a brani che hanno fatto la storia della musica blues come Rollin’ and Tumblin’ di Muddy Waters. Un disco che trasuda passione e bravura, intenso ma non facile. Le canzoni sono spesso delle lunghe sessions che fanno del groove e del suono ipnotico il marchio di fabbrica, con le percussioni sugli scudi. Il tocco che l’hurdy-gurdy dà a tutto l’album è davvero la marcia in più, la fusione di due musiche tradizionali che non si snaturano ma. anzi, si migliorano, regalandoci il più grande risultato ottenuto dal combo francese. Se amate il Blues e il Jazz di qualità, potreste innamorarvi di questo sound intenso, assolutamente consigliato. Buon ascolto.

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