Humpty Dumpty: “Lie/Ability” (2020) – di Ignazio Gulotta

Alessandro Calzavara, messinese in arte Humpty Dumpty, è arrivato al ventesimo disco sempre fedele all’autoproduzione, al DIY, al non accettare le logiche del mercato ma, finalmente, ha deciso di cedere agi estimatori e pubblicare i suoi dischi in CD, questo è il secondo, anche se rimane sempre la possibilità di scaricarlo liberamente sulla sua pagina bandcamp. Quelle di Calzavara sono i genere canzoni di pop psichedelico, spesso scure, altre volte sognanti, ma in “Lie/Ability” (2020) prevalgono toni inquietanti e dark, con test di Gianluca Ficca e tutti in inglese che evocano riuscite immagini fosche e figure tormentate. Testi talvolta criptici, nei quali non sempre è facile cogliere i riferimenti e i significati ma efficaci nel delineare l’atmosfera di ogni singolo brano, probabilmente influenzati dal momento di claustrofobica chiusura per epidemia durante il quale sono stati incisi.
Il disco è dedicato a Robyn Hitchcock riconosciuta fonte di ispirazione, accanto all’ex Soft Boys altri nomi della new wave dark come Joy Division e Cure sono quelli che saltano per primi in mente già dal giro di basso che apre la prima, bellissima, traccia, Cacophony e dalla successiva cupa Self Crucify o dall’incubo new wave di I Found You Have Gone. Ci sono brani che fanno metaforicamente riferimento al Covid come Standards e White Noise che trasuda abbandono e solitudine nel suo probabile riferimento al romanzo distopico di Don De Lillo. Delle quattordici tracce segnalo il viaggio psichedelico a cavallo di un rospo di My Little Toad, i notturni lampi post-punk di Bordermines, le atmosfere dense e nere di Monster’s Ride col cantato di Calzavara che vira verso suggestioni teatrali prog, la complessa e acida Prison, l’obliquo e marcio rock’n’roll The Dreg che poi evolve in una salmodia rock ipnotica, vagamente alla CSI, la desolata tristezza di We Would Cry sottolineata da un ombroso e dolente contrabbasso. Chiude l’album l’illusione di esserne usciti salvi con il sole dell’estate della beatlesiana Summer.
Calzavara è autore di tutte le musiche e suona tutti gli strumenti a eccezione del basso affidato a Giovanni Mastrangelo e dell’organo e dell’armonica suonati da Giuseppe Minolfi in My Little Toad e si dimostra musicista di grande talento e visionarietà che merita da parte degli appassionati tutta quell’attenzione dalla quale invece si ha l’impressione che lui rifugga. Sottolineiamo anche l’ottimo packaging, fornito anche di un indispensabile libretto con i testi, del CD autoprodotto.

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