HP LOVECRAFT

HP Lovecraft… una band statunitense di psychedelic rock, formatasi a Chicago nel 1967.

Il nome è mutuato da quello dello scrittore horror Howard Phillips Lovecraft. La musica del gruppo, pervasa da atmosfere inquietanti, si ispira ai macabri scritti di quell’autore… ambienti chiusi e velati di tristezza. Combinando elementi di psichedelia e di folk rock, il sound del gruppo è caratterizzato dalle armonie vocali dell’ex-cantante folk George Edwards e dallo stile classico di Dave Michaels. Le abilità multi-strumentali di Michaels su organo elettronico, piano, clavicembalo, clarinetto e recorder donano alla band una tavolozza sonora più ricca di quella di molti altri loro contemporanei. Il gruppo firma un contratto con la la Philips Records nel 1967 e pubblica il singolo di debutto “Anyway That You Want Me”. Nello stesso anno pubblicano anche il  primo album H. P. Lovecraft, contenente quello che è probabilmente il loro brano più noto, “The White Ship”. Dopo questa prima fase si trasferiscono a San Francisco, dove diventano una notevole attrazione dei locali della Bay Area… inclusi The Fillmore e Winterland Ballroom. Nel 1968 esce il secondo album, intitolato semplicemente H. P. Lovecraft II, di cui va ricordato almeno “At the Mountains of Madness”. A dispetto del buon successo conseguito, però, si sciolgono nei primi mesi del 1969. Edwards e Michael Tegza riformamo quindi il gruppo con nuovi componenti e accorciarono il nome in Lovecraft.
Vediamo più nel dettaglio la loro genesi.

hp lover craft prima

La prima formazione degli H. P. Lovecraft si formò quando l’ex-folk singer George Edwards – che a quel tempo stava lavorando come cantante turnista per la Dunwich Records – entrò in studio per registrare una cover del brano “Anyway That You Want Me” di Chip Taylor (una canzone che era stata poco prima un successo inglese dei Troggs). Edwards era stato in precedenza un folk singer affermatosi a Chicago, in California e in Florida e aveva pubblicato nel 1966 – senza successo commerciale – una reinterpretazione del brano dei Beatles “Norwegian Wood” per la Dunwich. Aveva anche registrato una versione cover di “Quit Your Low Down Ways” di Bob Dylan per la stessa etichetta… ma questa verrà pubblicata solo agli inizi degli anni ’70.
Per le registrazioni in studio di “Anyway That You Want Me”, Edwards era stato supportato dai membri di The Rovin’ Kind – una band di Chicago – e da Dave Michaels, un cantante classico e polistrumentista con una voce dall’estensione di quattro ottave che Edwards aveva incontrato mentre suonava in un trio di lounge jazz in un Holiday-Inn della zona. La canzone venne abbinata a “It’s All Over for You”… un pezzo solista di George Edwards dell’anno prima e pubblicato all’inizio del 1967 come singolo con il “soprannome” di H. P. Lovecraft dalla Mercury Records, etichetta della Philips. La decisione di pubblicare il singolo come H. P. Lovecraft, piuttosto che come disco del solo George Edwards, era stata presa da Bill Traut e George Badonsky, fondatori della Dunwich e tutti e due fan delle opere letterarie horror dello scrittore Howard Phillips Lovecraft. Di fatto, la Dunwich Records prendeva il nome dal racconto di Lovecraft “The Dunwich Horror”.
Edwards e Michaels furono subito entusiasti del nome per il gruppo e, dopo aver ottenuto il permesso dai Lovecraft, cercarono altri musicisti per mettere in piedi una formazione stabile della band. Le prime audizioni si svolsero nel marzo 1967 e il risultato fu il reclutamento di Tony Cavallari (chitarra), Mike Tegza (batteria) e Tom Skidmore (basso). Skidmore lasciò però presto il gruppo e venne rimpiazzato da Jerry McGeorge che era stato in precedenza chitarrista con gli Shadows of Knight, una band di Chicago. McGeorge aveva visto diverse volte gli H. P. Lovecraft in azione in un dance club di Chicago chiamato The Cellar e, sebbene egli considerasse se stesso soprattutto un chitarrista, accettò l’offerta di Edwards di unirsi al gruppo come bassista. Con Edwards e Michaels come menti creative del gruppo, H. P. Lovecraft iniziò a sviluppare una miscela di folk rock e psichedelia, con un repertorio che comprendeva brani folk tradizionali e contemporanei abbinati a brani di loro composizione.
Il sound del gruppo era caratterizzato da una strana sorprendente armonia che risultava dalla giustapposizione della voce di Edwards, con influenze folk, con quella di Michaels, con fraseggi vocali lirici. Una mistura anche influenzata dal folk singer Fred Neil che lavorava con Vince Martin. La musica del gruppo veniva resa ancora più particolare dal virtuosismo di Michaels con i tanti strumenti a lui familiari che ampliava il range di suoni e timbri in modo non usuale.
Alla fine del 1967, la band registrò e pubblicò come già detto il primo album per la Philips… H. P. Lovecraft. Una reinterpretazione del brano tradizionale “Wayfaring Stranger” venne pubblicata poco prima dell’album come singolo nel settembre 1967 ma non entrò in classifica. Anche l’album non scalò le classifiche USA ma nel tempo ebbe un buon riscontro di vendite.
Fatto di brani strumentali e canzoni che proponevano una varietà di stili diversi, l’album sembrava pervaso da un’atmosfera inquietante e ossessiva che faceva ben capire come la band volesse ispirarsi ai “racconti e poemi macabri della Terra popolata da un’altra razza” di H. P. Lovecraft (come scritto sul retro della copertina dell’LP). L’album includeva materiale originale, compreso il brano jazzato “That’s How Much I Love You, Baby (More or Less)” e la psichedelia vaudeville di “The Time Machine” ma la maggior parte di H. P. Lovecraft consisteva in versioni cover… tra queste l’inno hippie “Get Together” di Dino Valente, “I’ve Been Wrong Before” di Randy Newman, “The Drifter” di Travis Edmonson e le composizioni “That’s The Bag I’m In” e “Country Boy & Bleeker Street” di Fred Neil. Il pezzo principale dell’album, comunque, era “The White Ship” di Edwards-Michaels-Cavallari… costruito sul racconto “The White Ship” dello scrittore H. P. Lovecraft. Il pezzo, della durata di sei minuti e mezzo, con passaggi barocchi al clavicembalo, un feedback confuso, armonie cupe e il rintocco di una vera campana di un vascello del 1811, è stato poi descritto dallo storico musicale Richie Unterberger come avente una “ondeggiante, indistinta bellezza, con alcune lugubri tastiere di Michaels.”
Il brano divenne un favorito delle radio FM underground e fu anche pubblicato come singolo, sebbene non riuscì a raggiungere la Hot 100 di Billboard. Gli H. P. Lovecraft intrapresero il loro primo tour della West Coast alla fine del 1967, affermandosi come uno degli eventi live preferiti dagli hippies di San Francisco e Los Angeles. Nel novembre 1967, la rivista Billboard riportò che l’album degli H. P. Lovecraft era diventato un successo underground a San Francisco e aveva già venduto 1.100 copie solo in quella località. Ritornati brevemente a Chicago per alcuni obblighi contrattuali, il gruppo decise di trasferirsi permanentemente sulla West Coast, nel tentativo di ottenere il lancio definitivo e così, nei primi mesi del 1968, si spostarono nella Contea di Marin.

hp lovercraft seconda

Il bassista Jerry McGeorge decise però di non lasciare Chicago e venne rimpiazzato da Jeffrey Boyan che era stato in precedenza un membro dei Saturday’s Children di Chicago. Boyan era un bassista completo con una potente voce e il suo inserimento aumentò considerevolmente la loro potenzialità nelle esibizioni live. Durante questo periodo la band tenne molti concerti in varie località della West Coast, apparendo a fianco di gruppi come Grateful Dead, Jefferson Airplane. Moby Grape, Pink Floyd, Traffic e Who.
A San Francisco il gruppo venne appoggiato dall’organizzatore di concerti Bill Graham e questi consentì loro di esibirsi in locali famosi come il Fillmore e il Winterland Ballroom. Registrazioni in concerto di questo periodo possono essere ascoltate nell’album Live May 11, 1968, dove già appare Boyan al posto di McGeorge. Questo lavoro dal vivo che offre una qualità sonora molto buona per quei tempi, è stato poi pubblicato nel 1991 dalla Edsel Records e ristampato nel 2000 dalla Sundazed Records. Nel giugno del 1968, gli H. P. Lovecraft si trovano negli I.D. Sound Studios di Los Angeles, con l’ingegnere del suono Chris Huston, impegnati nella registrazione del loro secondo album. A causa dell’intensa attività concertistica durante la prima metà del 1968, c’era una mancanza di nuovo materiale già arrangiato e di conseguenza gran parte dell’album venne improvvisato in studio. Huston risultò fondamentale nel consentire alla band impreparata di completare le sessioni di registrazione e fu anche l’ideatore di molti degli effetti sonori psichedelici dei brani. L’album venne pubblicato con il titolo di H. P. Lovecraft II nel settembre 1968 e sebbene fosse meno centrato del precedente, riuscì a superare con successo la proposta musicale del primo album della band.
Tra i suoi nove brani troviamo “At the Mountains of Madness”, un altro pezzo ispirato dalle opere dello scrittore H. P. Lovecraft (questa volta il suo racconto del 1931 At the Mountains of Madness). L’album include anche la reinterpretazione di “Keeper of the Keys” di Brewer & Shipley, i brani di Edwards “Electrollentando” e “Mobius Trip”, un contributo vocale di Ken Nordine nel brano “Nothing’s Boy” e due brani scritti da Terry Callier, amico di Edwards: “Spin, Spin, Spin” e “It’s About Time”.
Similmente al primo album, anche H. P. Lovecraft II non vendette in quantità sufficiente per entrare nelle classifiche americane. Alla fine del 1968 Michaels decise di lasciare la band per tornare all’università e, come risultato, gli H. P. Lovecraft si sciolsero agli inizi del 1969, e Tegza passò al gruppo dei Bangor Flying Circus. Nello stesso anno Edwards e Tegza formarono un nuovo gruppo, chiamato Lovecraft ma Edwards ne uscì quasi subito. Lo stesso Edwards intraprese poi un percorso da produttore, esibendosi saltuariamente da solista nei folk club con il suo vero nome… Ethan Kenning e talvolta riunendosi con Michaels che nel frattempo aveva  rispolverato per il pubblico, a sua volta, il nome di battesimo…  David Miotke.
 
HP Lovecraft (1967)
Side 1

“Wayfaring Stranger” (traditional, arranged by George Edwards) – 2:35
“Let’s Get Together” (Chet Powers) – 4:35
“I’ve Been Wrong Before” (Randy Newman) – 2:46
“The Drifter” (Travis Edmonson) – 4:11
“That’s The Bag I’m In” (Fred Neil) – 1:46
Side 2
“The White Ship” (George Edwards, Dave Michaels, Tony Cavallari) – 6:33
“Country Boy & Bleeker Street” (Fred Neil) – 2:35
“The Time Machine” (George Edwards, Dave Michaels) – 2:05
“That’s How Much I Love You, Baby (More or Less)” (George Edwards, Dave Michaels, Tony Cavallari) – 3:55
“Gloria Patria” (traditional, arranged by George Edwards, Dave Michaels) – 0:27
 
George Edwards – vocals, acoustic guitar, electric guitar, guitarrón, bass
Dave Michaels – vocals, organ, piano, harpsichord, clarinet, recorder
Jerry McGeorge – bass, vocals
Tony Cavallari – lead guitar, vocals
Michael Tegza – drums, percussion, timpani, vocals
 
HP Lovecraft II
 
Side 1
“Spin, Spin, Spin” (Terry Callier) – 3:21
“It’s About Time” (Terry Callier) – 5:17
“Blue Jack of Diamonds” (Jeff Boyan) – 3:08
“Electrollentando” (George Edwards) – 6:34
Side 2
“At the Mountains of Madness” (George Edwards, Dave Michaels, Tony Cavallari) – 4:57
“Mobius Trip” (George Edwards) – 2:44
“High Flying Bird” (Billy Ed Wheeler) – 3:21
“Nothing’s Boy” (Ken Nordine) – 0:39
“Keeper of the Keys” (Mike Brewer, Tom Shipley) – 3:05
 
George Edwards – vocals, acoustic guitar, electric guitar, bass
Dave Michaels – vocals, keyboards
Tony Cavallari – lead guitar, vocals
Jeff Boyan – bass, vocals
Michael Tegza – drums, percussion, vocals
 
Questo e molto altro nel link qui sotto
 
Magazzini Inesistenti
 
 http://magar57.altervista.org/hp-lovecraft/

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