Hippies e Yuppies – di Gianluca Chiovelli

Stimolato da un articolo di Dario Lopez su questa rivista sono andato a riguardarmi “Il lupo di Wall Street” di Martin Scorsese. Questa banda criminale di yuppies è davvero molto simpatica. Il lancio del nano e le ciarle sulla depilazione femminile danno di gomito al maschio cinico che alberga in noi (in noi maschi, almeno); la scena slapstick con Leonardo DiCaprio strafatto che cerca di impedire una telefonata dell’amico altrettanto strafatto, esilarante… e così via. Che dire? È un bel film, ma qual è il significato profondo? Mi pare fosse Umberto Eco a dire che l’interpretazione (qualsiasi interpretazione) è un picnic in cui l’autore e il lettore (o l’interprete) portano ciascuno le proprie vivande. Scorsese aveva sicuramente in testa una propria idea di fondo mentre girava “Il Lupo”. Magari voleva solo impressionare su pellicola il romanzo-confessione di Jordan Belfort o, forse, mettere in rilevo il carattere grottesco e psicopatico della finanza d’assalto, oppure delineare la consueta ascesa e relativa caduta dell’ennesimo self made man americano. Io, invece, son sempre interessato ad aspetti secondari e nascosti; a ciò che un’opera trasmette in sottofondo o, addirittura, suo malgrado. Vi è una sequenza de “Il lupo di Wall Street” che colpisce e che dice tutto sul capitalismo globale di rapina di quegli anni che sono anche i nostri; una scena che pare goliardica  ma è, invece, assolutamente rivelatrice: Donnie, l’amico più stretto di Jordan e co-fondatore della società, riceve pacchi di intimazioni, citazioni e avvisi di garanzia da parte del Federal Bureau… e cosa fa? Li straccia, li getta nel cestino dei rifiuti e ci piscia sopra al grido di: “Fuck USA!” in una parodia, a ruoli epocali invertiti, degli hippies che rifiutavano le cartoline precetto per la guerra in Vietnam e bruciavano la bandiera a stelle e strisce. Qui Martin Scorsese forse insinua, sornione: “Caro spettatore, con questa metafora voglio significare: dall’opposizione antisistema hippy (che anch’io ho fatto in tempo a vivere) siamo passati, da Reagan in poi, all’opposizione yuppie. Gli hippies vagheggiavano un mondo di pace e amore senza divisioni nazionali; gli yuppies un mondo diviso in caste di ricchezza e altrettanto ecumenico, dove solo le multinazionali, e non gli Stati, hanno rilevanza”. Un ribaltamento ideologico secondo cui il Chief Executive d’una corporation (e i suoi sgherri) sono entità apolidi ben più potenti di presidenti e governi (ormai a loro libro paga) e, pur americani (o italiani o coreani), si sentono estranei alla propria patria e fedeli esclusivamente alla Prima Internazionale del Capitalismo Finanziario e di Rapina basato sulla Truffa.
Jordan Belfort è il Woody Guthrie del turbocapitalismo finanziario: lotta di classe, ma dall’alto verso il basso. Altri esempi? Charles Manson fu un hippie che odiava i ricchi e divenne, perciò, assassino; Patrick Bateman, il protagonista di “American Psycho” di Bret Easton Elllis, uno yuppie che odiava i poveri e divenne, perciò, assassino. C’è ancora qualcuno che crede che le rivoluzioni son solo dal basso verso l’alto? Vi sono anche rivoluzioni contrarie. La Rivoluzione Industriale: contadini privati della terra, inurbamenti forzati, operai sottopagati, sfruttamento minorile, aspettativa di vita a trent’anni. Ci vollero due secoli, e qualche milione di morti, per uscire fuori da quel buco inventando il socialismo e il welfare… e ora? Pare si voglia ricominciare. Al contrario, stavolta. La Storia è una barzelletta sulle montagne russe.

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2 pensieri riguardo “Hippies e Yuppies – di Gianluca Chiovelli

  • aprile 30, 2017 in 11:39 pm
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    Leggo solo ora causa cronica mancanza di tempo. Condivido, questa è una delle più interessanti (e deprimenti) considerazioni che Scorsese va a stimolare. Purtroppo sembra che nei nostri tempi le rivoluzioni le vincano solo quelli che le iniziano dall’alto della piramide economica e che, ancor più impressionante, quelle del nostro tempo saranno quelle dei più poveri sui poveri, in cima staranno comodamente seduti a guardare sorseggiando Martini o champagne.

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    • maggio 1, 2017 in 8:18 pm
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      Sorseggeranno Martini mentre noi ci scanneremo sulle primarie, la fuffa della fuffa o, come diceva Gaber, sul luogo più adatto a far pisciare i cani.

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