Herbie Hancock: “River: The Joni Letters” (2007) – di Mr. Hyde

Herbie Hancock è il blu di Joni Mitchell , così come Wayne Shorter è il suo rosso, il colore intenso della passione. Mi viene in mente la copertina di “The Hissing of Summer Lawns”, lo skyline dei grattacieli su uno sfondo grigio,in basso le casette della periferia e poi un grande spazio verde dove si muovono alcuni indigeni dell’Amazzonia. Molte canzoni di Joni nascono da questa dialettica-scontro: la frenesia della metropoli e la tranquillità di luoghi incontaminati dalla civiltà ma anche tra la passione e la ragione dei  sentimenti, la libertà a volte cercata nella solitudine e a volte nell’euforia del successo.
“Sta arrivando il Natale, tirano giù gli alberi
mettono su renne ,cantando canzoni di gioia e di pace
Oh, vorrei avere un fiume su cui poter pattinare lontano”
(versi di River – da Blue , 1970)

Herbie traduce in jazz le canzoni di Joni. Anzi no, tira fuori e manipola il jazz che c’è in quelle canzoni.
Il pianista, tastierista e compositore ha già compiuto un’operazione del genere col suo album
“The New Standard” del 1996, dove rivisita successi pop, rock, etc., dai Beatles a Peter Gabriel, dai Nirvana a Prince e altri autori dalla musica anni ’60 -’90. L’atmosfera di tutto l’album è molto intima, raffinata, elegante e misurata, come è nel suo stile.
Sceglie alcune canzoni  della cantante canadese e le ripropone con l’aiuto di musicisti di talento e grande sensibilità come Dave Holland, Vinnie Colaiuta, Lionel Loueke, e Wayne Shorter.

“Ho guardato la vita da entrambi i lati ora
Da su e giù, e ancora
in un modo o nell’altro,
E ‘ illusioni di vita ciò che ricordo,
Io  davvero non conosco del tutto la vita”
(versi di Both Sides Now – Both Sides Now , 1968)
Hancock ripropone “Both Sides Now” in versione strumentale, molto diversa dall’originaria canzone di Joni tratta dall’album del 1968 e da quella riarrangiata nel 2000, dove lo ritroviamo insieme a Shorter.
Pur essendo solo strumentale, questo brano racconta la vita di una donna con le sue debolezze, le incertezze, la felicità e la tristezza, i successi e le sconfitte, un’artista che non ha mai barattato i consensi con la purezza del suo pensiero e con la sua vita affettiva colma di forte individualità.
A questo affettuoso omaggio si aggiungono altri due brani strumentali: “Solitude” di Duke Ellingon e “Nefertiti”, composto da  Wayne Shorter. Brano e compositore sono anche anima dell’omonimo album di Miles Davis del 1968. Nel bel lavoro di Hancock partecipano anche, cantando una brano a testa,
Tina TurnerNorah JonesCorinne Bailey Rae, Luciana Souza, e la stessa Joni  in
“The Tea Leaf Prophecy (Lay Down Your Arms)“ tratta da “Chalk Mark In a Rainstorm” del 1988.
Gli altri  brani sono tratti da The Hissing Of Summer Lawns del ‘75, (“Edith and the Kingpin”, “Sweet Bird, The Jungle Line”) “Court and  Spark” dall’ omonimo album del ‘74, “Amelia” da Hejira del ’76. L’ultima traccia è  “The Jungle Line“, recitata da Leonard Cohen, gran sacerdote di Musica e Poesia.
In fin dei conti, nel succedersi di mode e stili, nello scontro fra antico e moderno ciò che sopravvive è la poesia… e questo album è dedicato proprio al lato poetico di Joni Mitchell.

“Rousseau walks on trumpet paths
Safaris to the heart of all that jazz
Through I bars and girders through wires and pipes
The mathematic circuits of the modern nights
Through huts, through harlem, through jails and gospel pews
Through the class on park and the trash on vine
Through europe and the deep deep heart of dixie blue
Through savage progress cuts the jungle line.”
(versi di  The jungle Line – The Hissing of Summer Lawns 1975)

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Scheda riassuntiva:
Herbie Hancock – River: The Joni Letters   (2007) -Verve
Grammy Award al miglior album jazz contemporaneo dell’anno 2008

  1. Court and Spark – (Joni Mitchell) – 7:36, con Norah Jones
  2. Edith and the Kingpin – (Joni Mitchell) – 6:33, con Tina Turner
  3. Both Sides Now – (Joni Mitchell) – 7:39
  4. River – (Joni Mitchell) – 5:26, con Corinne Bailey Rae
  5. Sweet Bird – (Joni Mitchell) – 8:17
  6. The Tea Leaf Prophecy (Lay Down Your Arms) – (Joni Mitchell) – 6:35, con Joni Mitchell
  7. Solitude – (Eddie DeLange, Duke Ellington, Irving Mills) – 5:44
  8. Amelia – (Joni Mitchell) – 7:28, con Luciana Souza
  9. Nefertiti – (Wayne Shorter) – 7:31
  10. The Jungle Line – (Joni Mitchell) – 5:00, con Leonard Cohen

Herbie Hancock – pianoforte
Wayne Shorter – sassofono soprano e tenore
Dave Holland – contrabbasso
Lionel Loueke – chitarra
Vinnie Colaiuta – batteria

joni letter anteprima

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