Her Skin: “Find a Place to Sleep” (2018) – di Valerio Pozzi

Sono stati il profumo del lago, una silhouette in controluce ed una melodiosa voce. Sono stato trasportato sotto quel palco per loro volere. Un paio di lacrime versate mi hanno convinto ad acquistare il cd, un paio di banconote per una vita di poesia. “Find a Place to Sleep” (2018) è il primo album di Her Skin: un contenitore bianco nel quale sono immerse sonorità sognanti, parole che si avvolgono in intensi abbracci di ricordi e corde che vibrano al richiamo di malinconiche dita. Il disco inizia a roteare, un banjo precede le parole: “Treat me like a prickly pear”, una similitudine semplice, come premere un grilletto, una canzone penetrante, come lo è una pallottola.
Prickly Pear inaugura la semplicità, la genuinità e la naturalezza che compongono le parole e le note di ogni singola canzone, caratterizzate episodicamente da frasi all’apparenza sconnesse, ma piene di significato metaforico per la loro scrittrice, capaci di interpretare molteplici ruoli alle orecchie dell’ascoltatore, come se ognuna di esse fosse dedicata a quest’ultimo. Durante l’ascolto si crea un legame tra i due ruoli: il produttore e il consumatore diventato artista e fan, ma mutano molto velocemente verso qualcosa di più intimo, come un’amicizia ipotetica, la quale è matrice di un’intimità unica che si esprime nei ricordi vissuti, nelle gioie e nelle avversità passate e trova il suo sfogo nelle lacrime versate. I venticinque minuti di ascolto si susseguono veloci mentre l’ascoltatore passeggia in una dimensione parallela: un luogo dove è possibile dormire, rilassarsi, ma soprattutto riflettere, interpretare ed esplorare per trovare qualcosa di sé stessi.
La realtà fa il suo ritorno troppo velocemente e l’ultima parola pronunciata avvia un crescente desiderio di riascolto: la curiosità dell’esplorazione testuale e la pace procurata da quelle dieci tracce fungono da richiamo alla funzione “attiva ripetizione” e così ci si ritrova al terzo riascolto consecutivo senza rendersene conto, convinti di aver vissuto tre diverse esperienze musicali, ognuna con la sua diversa interpretazione, ognuna con le sue singolari emozioni. “Find a Place to Sleep” è innegabilmente un album dotato di particolare importanza: è stato capace di cambiare la vita della sua creatrice, ed è capace di cambiare la vita dell’ascoltatore.

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