Help: Università di Chieti-Pescara… abbiamo toccato il fondo – di Silvia D’Orazio –

L’Università pubblica peggiore d’Italia può riscattarsi e avanzare nella classifica? Certo che sì.
Non sarà facile, perché il punto cruciale consiste nell’ascoltare le proposte degli studenti, che da anni ormai sembrano non essere accolte a dovere.
Correva l’anno 2012 quando per la prima volta comparivano articoli spiazzanti: il nostro bell’Ateneo, coi i suoi verdi prati soleggiati, era il quarantottesimo su cinquantotto Università esaminate.
Tragedia nel web.
Di chi era la colpa? Qualcuno diceva che era colpa degli studenti fannulloni, “bamboccioni” fuori corso, figli di papà viziati che non ci tengono alla scuola (non come quei bravi figli dei fiori “fattoni” col diciotto politico, quelli si che erano studenti). Altri hanno cercato di esaminare con attenzione le motivazioni di tale verdetto, ma la verità è una sola: è un’università vecchia, sorpassata, fondata sulla burocrazia. Poi la crisi ha fatto il resto. Ma passiamo in rassegna alcuni difetti gravi della “D’Annunzio” e le possibili soluzioni.
Le tasse hanno toccato negli ultimi quattro anni il massimo storico, le borse di studio sono erogate sempre con più difficoltà, gli affitti hanno un costo eccessivo (ci troviamo a Chieti diamine!). In più uno studente affronta anche altre spese: le bollette, i trasporti pubblici, i libri … Insomma sempre più giovani preferiscono non iscriversi, sconfortati dai numeri.
Il problema potrebbe essere risolto da una commissione, istituita in Consiglio di Amministrazione, in cui studenti e docenti ridefiniscano le fasce di reddito per un sistema contributivo più equo, con ampliamento delle fasce che vada oltre i venticinquemila euro di reddito, abolizione delle more, preparare piani contributivi personalizzati … insomma la soluzione è dietro l’angolo!
Ma procediamo: le opinioni degli studenti hanno davvero spazio nel Senato Accademico e nel Consiglio di Amministrazione? Non molto direi, almeno per ora. Basterebbe interpellarli tramite sondaggi e concorsi di idee. Inoltre gli universitari chiedono anche di poter valutare la didattica, le strutture e le segreterie, ciò sarebbe fondamentale per la crescita dell’Università.
Poi, per essere al pari delle migliori, è necessario istituire diversi servizi gratuiti quali il difensore legale degli studenti ed il medico di ateneo, figure professionali utili soprattutto a chi studia lontano da casa.
Gravissima la mancanza del servizio di tutoraggio, ormai bloccato da due anni. Se prima a ogni matricola veniva assegnato un docente-tutor che si occupava di fornirgli utilissimi consigli ed informazioni,  oggi non è più così. Perché? Questa non è difficile da risolvere e credo sia un dovere degli insegnanti stessi chiedere ai “piani alti”  dov’è finita questa figura essenziale, in quanto a oggi sono gli studenti veterani ad addestrare le nuove reclute!
La base di tutto però sta nella burocrazia infinitamente lenta, che ha causato gravissimi disagi soprattutto ai laureandi. Molte facoltà italiane, e non solo, per questo sono passate al digitale: il libretto elettronico permetterebbe la registrazione dell’esame online al momento e renderebbe più semplice anche la fruizione di sconti, servizi e convenzioni.
Per non parlare del numero troppo basso di appelli d’esame, del fatto che la biblioteca e gli spazi preposti per studiare chiudano troppo presto, del fatto che non ci sono agevolazioni per studenti lavoratori o per studentesse madri, che si sta investendo troppo poco nel progetto Erasmus
Credo di aver chiarito abbastanza perché abbiamo “scavato” le classifiche e spero, anche grazie alle proposte avanzate dai miei colleghi dell’Unich, di aver fornito soluzioni valide e fattibili.
Ho elencato solo i problemi principali. Sono comunque alla base del declino. Forse, nel giro di qualche anno, l’Abruzzo risalirà la china ma nel frattempo evitiamo ancora tristi commenti in blog e pagine varie, secondo i quali la causa della discesa sarebbe da attribuire a studenti svogliati.
Al massimo siamo sconcertati!

Copia di unich

Un pensiero riguardo “Help: Università di Chieti-Pescara… abbiamo toccato il fondo – di Silvia D’Orazio –

  • Novembre 24, 2014 in 2:41 pm
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    Ottima e veritiera analisi. Se i vecchi schemi burocratici e ideologici venissero sradicati, l’Unich sarebbe un’ottima università. C’è anche da sottolineare che, purtroppo, molti atenei italiani riescono, con sistemi poco ortodossi, a nascondere le proprie carenze e i propri illeciti, avvicinandosi indebitamente alla vetta della classifica.

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