Heart Of Pine: “Highly Flammable” (2019) – di Trex Willer

Le pesche della Georgia, quelle evocate dalla Allman Brothers Band e dai Lynyrd Skynyrd, con  il loro sapore e le loro vitamine: ecco cosa troviamo  nel corpo di questi quattro musicisti di livello superiore (Steven Bagwell: voce e chitarra. Curt Spell: percussioni. Burton Hood: basso elettrico. Travis Richardson: chitarra e voce) che rispondono al nome di Heart of Pine. Un disco che è una vera sorpresa e un fulmine nel cielo terso e sereno di Athens, cittadina a est di Atlanta: un southern rock di classe e qualità che è diretta eredità delle band sopra citate ma che non dà mai la sensazione di già sentito o banale. Basta ascoltare l’opener Evangeline, con il suo riff di chitarra del sud e quella voce piena ed evocativa per dimenticare che siamo in presenza di un esordio discografico: finestrini abbassati, sole sulla faccia e vento nei capelli, percorrendo strade nella campagna della Georgia e un assolo incastrato alla perfezione. Un disco senza cedimenti, tutto perfetto, ogni cosa esattamente al suo posto: ascoltate l’incipit di pianoforte e chitarra di Demons, qui c’è del talento vero e un’orecchio per la produzione eccezionale… che ci portano a una domanda: ma dove sono stati finora? E perché il music business non celebra questo lavoro come uno dei dischi rock e southern rock del 2019? Old Soul è una semi-ballad evocativa ed emozionante, con la chitarra che ci accompagna sotto le piante di pesche, con  l’organo hammond che fa da tappeto, un meraviglioso tappeto dal sapore molto AllmanTrascinante e da ascoltare e riascoltare Ghost Town, una di quelle canzoni che entrano nelle orecchie e non escono più, un brano che avrebbe reso orgoglioso Ronnie Van Zandt (compianto leader dei Lynyrd Skynyrd). Parafrasando il titolo del disco, un suono “altamente infiammabile” da ascoltare e riascoltare in loop, come l’assolo finale, con  i padri ispiratori sempre presenti e un che di country rock, un sapore di BBQ texano che fa capolino qua e la. Bellissima! La chitarra acustica che ci accompagna nell’introspettiva ballad All These Years abbassa i toni ma non la qualità, gli arrangiamenti fanno sempre la differenza e il sound è limpido come un cristallo, un lento radiofonico, ma solo per le radio che vorremmo sempre ascoltare, quelle che trasmettono vera musica di qualità. Un lavoro sorprendente: un esordio davvero notevole. Non una nota fuori luogo per una Band che speriamo venga lasciata libera di esprimere il proprio valore, in grado di farle trovare una distribuzione all’altezza del proprio talento. Ci aspettiamo che non vengano relegati nell’anonimato o nel sottobosco del cantautorato americano, come troppo spesso purtroppo accade. Ascoltate l’album tutto d’un fiato e, arrivati alla conclusiva ed eccitante Four Feet Deep, siamo certi che vorrete ricominciare il viaggio per le strade della Georgia, magari mordendo una pesca dal sapore così dolcemente southern. Buon ascolto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.