Hancock, Shorter, Carter, Wallace, Williams: “A Tribute to Miles” (1994) – di Ubaldo Scifo

Berlino, 1967: il presentatore annuncia i componenti del Quintetto di Miles Davis che uno alla volta scostando le ingombranti tende fanno ingresso sul palcoscenico e tra gli applausi prendono il loro posto. Così entra il giovane Tony Williams, appena ventenne, che siede alla batteria; Ron Carter dalla figura di nobile principe watusso che imbraccia il suo contrabbasso; poi Herbie Hancock, occhiali neri e incedere da giovinastro insolente; Wayne Shorter, il saggio del gruppo, tutti rigidamente in cravattino e completo scuro, tutti appena usciti dal trattamento di un hairdresser tedesco e infine lui, Miles, in cravatta scura e abito chiaro, strumento in mano. Si avvicina al pianoforte dove posa la sordina, sorride guardando Hancock, tradendo una lieve emozione prende il suo posto in mezzo agli altri e senza dire una parola stacca le prime note partendo a velocità della sua luce, insieme all’equipaggio. Salto nel tempo, 25 anni dopo: gli stessi musicisti, in seguito alla scomparsa di Miles Davis nel 1991, si riuniscono nel 1992 per un tour negli Stati Uniti, Europa, Canada, Gran Bretagna, Medio Oriente, Messico, Sud America e Asia per ricordare questa leggenda della storia della musica. Per l’occasione Wallace Roney suona la tromba. 
L’album “A Tribute To Miles” pubblicato dalla Qwest / Reprise / Warner Bros. Records  nel 1994 raccoglie due pezzi registrati durante i concerti dal vivo, So What All  Blues tratti da “Kind of Blue” (1959), considerato da molti il manifesto del modal jazz di Miles, registrato con una un’altra formazione eccezionale (Julian Cannonball AdderleyJohn Coltrane, Bill Evans, Paul Chambers, Jimmy Cobb e Wynton Kelly in un solo brano). Il resto è registrato nel 1992 in studio: tre brani tratti da E.S.P. pubblicato nel 1965, (RJ, Little One, Eighty One) e uno da Nefertiti del 1968 (Pinocchio), album registrati dal questo storico secondo quintetto.
Tony Williams è l’autore di Elegy, dedicata al suo amico e maestro, unico brano registrato per la prima volta nel 1992 e non compreso in alcun precedente lavoro discografico. 
Il batterista nella sua dedica scrive: “Questa registrazione è il nostro omaggio a un uomo che ha influenzato non solo i musicisti che ebbero il privilegio di essere membri della sua band ma tutta la musica del XX secolo, e che divenne una leggenda per milioni di persone in tutto il mondo che hanno amato il suono della sua tromba

Grammy award for Best Jazz Instrumental Performance, Individual Or Group 1994
Herbie Hancock: piano, calliope. Wayne Shorter: tenor saxophone, soprano saxophone.
Wallace Roney: trumpet. Ron Carter: bass. Tony Williams: drums.
Tracklist: 1. So What (Live) [Davis] (00:00). 2. RJ [Carter] (10,16).
3.
Little One [Hancock] (14,14). 4. Pinocchio [Shorter] (21:38).
5. Elegy [Williams] (27:19). 6. Eighty One [Davis, Carter] (35:56).
7. All Blues (Live) [Davis] (43:25).

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Un pensiero su “Hancock, Shorter, Carter, Wallace, Williams: “A Tribute to Miles” (1994) – di Ubaldo Scifo

  • Gennaio 17, 2016 in 8:47 pm
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    Un album eccezionale suonato dai migliori tra i musicisti sulla scena jazz attuale.

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