Half Blood: “Run To Nowhere” (2018) – di Claudio Trezzani

Una bella scoperta per chi ama il country rock a stelle e strisce, sapere che anche in Italia esistono band di talento che sventolano fieri la bandiera dei cowboy. Un movimento quello del country che anche da noi sta facendo numerosi proseliti: lo testimoniano i numerosi festival e concerti organizzati nei quali gli Half Blood, dal 2013, sono protagonisti apprezzati. I quattro membri della band sono il leader fondatore e cantante Alexander De Cunto, il bassista e armonicista Christian Sciaresa, Alessio Brognoli chitarra solista che suona nel disco anche la lap steel guitar e l’immancabile banjo e, infine, il batterista e percussionista Simone Marini. Un gruppo di talento al servizio di una musica che naviga a metà fra il country più legato alle radici e il southern rock che nel nostro paese è associato all’immagine di bande di motociclisti che solcano le consumate strisce d’asfalto della Route 66. Una musica mezzo-sangue: (half blood) appunto. Per iniziare questo viaggio con “Run To Nowhere” (2018) basta premere play e ascoltare la title track che apre il disco:scariche elettriche ma anche svisate acustiche che fanno del brano un viaggio verso l’ignoto sorretto dalla voce convincente di De Cunto e da riff che catturano subito la nostra attenzione. La seconda traccia, What Turns Me On, è la certificazione americana della validità della band: un inedito scritto da Erica Sunshine Lee, una delle più apprezzate nuove leve di Nashville. Si tratta di un brano solare e vivace interpretato con passione, che avrà reso orgogliosa l’autrice di “The South Will Rise Again”, fantastico disco country del 2014 che ha fatto di lei una vera e propria star. Il disco procede sui binari tracciati dalle prime due canzoni: sono brani che fanno ballare, che paiono scritti per i locali honky tonk di Fort Worth e che sono in grado di far ballare tutti gli avventori dei Festival nostrani, come il Voghera Country Festival, uno dei più importanti. Ascoltate Me And My Gang, un hard rock venato di country e provate a stare fermi: splendido il riff centrale dal sapore texano. Sono canzoni da festa nate per ballare certo, ma c’è spazio anche per una ballata semi acustica dal sapore western, Beautiful: anche qui i quattro risultano credibili e la canzone è una delle più belle del disco, con uno splendido finale elettrico. La seconda canzone scritta dalla Lee è Something To Dance To e, anche qui, De Cunto e i suoi rendono onore alla grande cantante americana eseguendo il brano alla perfezione: quello che la canzone trasmette è voglia di ballare e dimenticarsi delle difficoltà della vita. Il disco non ha flessioni, dalla dichiarazione d’intenti di We Are Country, una sorta di festa fra cowboys, sino alla conclusiva e splendida Love Mud, una sorta di celebrazione della vita di campagna: una campagna sporca e vera, situata tra il Sud degli Stati Uniti e la pianura padana. Bellissimo anche il video che accompagna il disco. Un brano potente sorretto da un riff assassino e dai cori. Un lavoro quello della band milanese coraggioso e riuscito: canzoni che dal vivo di sicuro renderanno felici gli appassionati italiani di un genere mai abbastanza apprezzato alle nostre latitudini ma che non sfigurerebbe di certo al Floore’s Country Store di Helotes, TexasCercate dove si esibiranno e godeteveli dal vivo, non ve ne pentirete. Buon ascolto.

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