Haikara: “Haikara” (1972) – di Piero Ranalli

Gli Haikara si formarono a Lahti (Finlandia) nel 1971. I loro primi due album sono considerati classici della musica prog finlandese, due lavori molto complessi con cantato in lingua madre. Vi parleremo qui del loro album di debutto, un disco oscuro, inquietante e lunatico. La formazione è arricchita da validi ospiti: Vesa Lehtinen (voce, tamburello, campanaccio), Vesa Lattunen (voce, chitarra elettrica e acustica, piano, organo, basso, arrangiamenti), Harri Pystynen (flauto, sax tenore), Timo Vuorinen (basso), Markus Heikerö (batteria, triangolo). Con la partecipazione di: Matti Tuhkanen (violoncello), Markku Johansson (tromba), Kaj Backlund (tromba), Mircea Stan (trombone), Seppo Peltola (trombone). Il brano di apertura, Köyhän Pojan Kerjäyssembra quasi uno scherzo con i suoi toni leggeri e umoristici, anche se la scelta stilistica della musica popolare dei primi anni 60 è adeguata al contesto della canzone perché descrive l’immagine di un uomo ordinario alle prese con la sua quotidianità. Al contrario, i brani che seguono descrivono spaventose visioni del mondo. Luoja Kutsuu annuncia un amaro odio verso il cristianesimo organizzato e i leader del mondo, supportato da un suono di flauto solenne e oscuro che cede il passo a musica forte e violenta. Yksi Maa e Yksi Kansa si apre con tenere linee di chitarra che fanno da introduzione ad un testo dolce e utopico, nella parte centrale la chitarra diventa più ruvida e si unisce un sax incisivo, fino a raggiungere un eccellente dinamismo strumentale. Jälleen on Meidän inizia con un basso interessante caratterizzato da toni alti, testi poetici e ottoni taglienti danno un tocco jazz che in seguito sarà la caratteristica dominante della canzone con lunghe divagazioni strumentali. Manala presenta temi dilatati e silenziosi che si intensificano verso un finale furioso e molto potente. La chitarra diventa dominante mentre sax, tromba, piano e batteria riempiono l’aria che si fa pesante e inquietante. Favoloso! Un album di esordio intenso, originale, che cattura l’attenzione soprattutto per gli stati emotivi in esso contenuti e per come sono magistralmente trasposti in musica, un rock progressivo oscuro che ti lascia con il fiato sospeso lungo tutto l’ascolto, davvero di gran livello che conferma il talento della band e quanto sia inclassificabile la loro musica.

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