Gregg Rolie: “Sonic Ranch” (2019) di Mr. Hyde

Non ci credete? Volete le credenziali? Questo Signore è stato co-fondatore insieme a Carlos, dei Santana di “Abraxas” (1970), (ricordate come canta e suona Black Magic Woman di Peter Green?) “Santana III” (1971), “Caravanserai” (1972), di cui ha fatto parte fino al 1972, successivamente ha fondato i Journey, The Smart, e Abraxas Pool, attualmente è membro parte dello storico supergruppo Ringo Starr & His All-Starr Band. Si tratta di Gregg  Rolie, storico tastierista, voce e compositore di classe superiore che l’11 ottobre  2019 ha pubblicato il suo quarto album da solista (dopo 18 anni da “Roots” del 2001: se la prende comoda l’amico) per la Gregg Rolie Music dal titolo: “Sonic Ranch”, che poi sarebbe uno degli studi di registrazione in cui è stato creato. Allora vogliamo parlare dei musicisti che vi prendono parte? Tutti dotati di tecnica mostruosa, classe ed energia da vendere. A partire da tre ex componenti Santana: Michael Shireve che da ragazzetto, nell’assolo di Soul Sacrifice fece saltare in aria il palco di Woodstock e i freni inibitori già fortemente sollecitati del pubblico, con la sua batteria che sembrava un frantoio sonoro, Neal Schon secondo chitarrista di Carlos Santana dal 1971 al 1972
Alphonso Johnson, bassista eccezionale che ha suonato con i Weather Report, storico gruppo fusion e anche, ma non solo, con il grande Pino Daniele (“Bella ‘Mbriana” del 1982)… e ancora Steve Lukather fondatore dei Toto, un  altro ardito esploratore della possibilità della chitarra elettrica rock: provate ad avvicinare una mano al manico della chitarra dopo l’esibizione di uno questi due e vedrete se non vi ustionate le mani! Il risultato non poteva che essere un prodotto musicale di ottimo livello ma anche la testimonianza di un atteggiamento e un modo di approcciare al rock irripetibile marca anni 70 e 80, suonato da gente che quegli anni li ha vissuti pienamente on stage, e on the road“senza starselo a menare”… come direbbe il buon Finardi.
C’è anche il contributo del batterista Ron Wikso, del chitarrista Alan Haynes e di Sticky Lopez al basso, in Don’t Be Cruel, canzone di Elvis Presley trasformata dall’originario saltellante rock’n’roll in ballata gospel blues. Tra le 13 tracce non mancano ballads intrise di Soul con assoli di chitarra intensi e trascinanti alla Purple Rain, come Give Me Tomorrow, o Look into the Future, If I went Home, quest’ultima carica di stupendi malinconici colori blues prodotti dal piano elettrico di Gregg e dalla slide guitar in sottofondo. Nello scatenato Glam rock di What About Love – partecipa, alla chitarra, anche il figlio di GreggSean – e di Rockit. La musica di Gregg risente, inevitabilmente dello stile di Santana, in maniera particolare in Breaking My Heart e Lift Me Up. Le capacità del tastierista gli consentono di trascinare chi ascolta dentro ambientazioni soft e rarefatte con l’aiuto di suoni sintetici come nella strumentale Us e nella  prosecuzione cantata You. Only you ricorda in qualche modo il  Brian Ferry di Slave to love. They Want It AllThat’s the Way It Goes (quest’ultima una rock ballad alla Bob Seger) sono un ulteriore omaggio alla musica degli anni 80. L’intero album è una occasione per rivivere momenti intensi con un po’ nostalgia ma è anche il pretesto per ascoltare musica che ai tempi d’oggi sono davvero in pochi a sapere suonare… come si deve.

Tracks: 01. Give Me Tomorrow. 02. Breaking My Heart
03. What About Love. 04. That’s the Way It Goes
05. Only You. 06. They Want It All. 07. Lift Me Up.
08. Us. 09. You. 10. Look into the Future
11. Rockit. 12. If I Went Home. 13. Don’t Be Cruel.

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