Graham Nash: “This Path Tonight” (2016) – di Fabrizio Medori

Graham Nash ha attraversato indenne oltre cinquant’anni di musica ad altissimo livello, ed è riuscito a sopravvivere magnificamente, mantenendo intatto il suo sguardo naïve sul mondo che lo circonda. Ha raggiunto il successo al tempo dei Beatles, con gli Hollies, se ne è andato negli USA per affrontare un’avventura straordinaria con David Crosby, Stephen Stills e (qualche volta) con Neil Young; e dei quattro, è sempre stato il meno considerato, il più ingenuo, il più romantico, il meno geniale. in questi strani 2000 – anche per la musica – nonostante tutto, può permettersi di pubblicare nel 2016 un nuovo disco e di promuoverlo con un tour mondiale, finalmente da solo, dopo decenni passati sui palchi di tutto il mondo, dopo decenni passati sugli scaffali dei negozi di tutto il pianeta. In poche occasioni, però, è stato l’unico titolare del progetto. I suoi primi lavori solisti brillavano di luce pura e cristallina, nella loro semplicità pop, e con il passare degli anni la sue uscite soliste sono diventate sempre meno attese, sempre meno fortunate. Lui, a partire dalla fine degli anni 70, non è stato capace di imporre la sua personalità, spesso deve aver pensato che per tornare ai livelli migliori bisognava seguire le mode del momento, così ha affogato le sue bellissime canzoni nel mare di melassa dell’easy listening patinato o nel dinamismo posticcio della tecnologia elettronica, snaturando un prodotto che aveva il suo punto di forza nella semplicità e nella spontaneità.
“This Path Tonight” esce a quattordici anni di distanza dal precedente “Songs For Survivors” e segna un graditissimo ritorno allo stile che ha reso famoso Nash in tutto il mondo. Il chitarrista Shane Fontayne, coautore e produttore del disco è riuscito a far tornare l’autore al punto di partenza, gli ha fatto dimenticare ogni possibile competizione con i suoi ex soci e gli ha confezionato un disco su misura. Non so ai tempi nostri c’è bisogno di un disco di Nash, suonato e cantato come quarant’anni fa, ma sono sicuro che questo disco è nettamente superiore ai suoi predecedenti, che difficilmente potranno mai suscitare nostalgia o rimpianto. In questo lavoro i brani, perfetto mix di pop inglese degli anni 60 e folk rock della west coast americana, scorrono in maniera molto piacevole. Sono belle canzoni, cantate con la particolare e consueta grazia tipica di Graham Nash, suonate magnificamente e prodotte in maniera elegante ma mai levigata. Trovo che Myself At Last, Fire Down Below, Target e Golden Days siano un po’ superiori al resto, ma è Back Home il vero manifesto del Graham Nash di oggi, il doloroso ritorno a casa di un uomo che ha appena visto finire due importanti relazioni, quella sentimentale, durata trentotto anni ed una famiglia che sembrava solida e felice, e poi il sodalizio artistico con David Crosby. Evidentemente Croz” stava meglio quando stava peggio, perché quando è resuscitato, per l’ennesima volta, grazie anche al paziente e costante impegno di chi, come Nash, gli è stato sempre vicino, è riuscito a scatenare le furie dello stesso Nash e di Neil Young, fino a far dichiarare ad entrambi che non lavoreranno mai più con il vecchio socio. A settantaquattro anni, quattordici anni dopo l’ultimo disco in studio, Graham Nash sembra rinato, e ci presenta un disco pieno di ballate acustiche gradevolissime, un disco che si pone tranquillamente al livello dei suoi primi due lavori solisti.

1. This Path Tonight.  2. Myself at Last. 3. Cracks in the City. 4. Beneath the Waves.
5. Fire Down Below. 6. Another Broken Heart. 7. Target. 8. Golden Days.
9. Back Home.10. Encore.
Bonus tracks: 1. Mississippi Burning. 2. Watch Out for the Wind. 3. The Last Fall.
Graham Nash: lead vocals, acoustic guitar. Shane Fontayne: guitars, backing vocals.
Jennifer Condos: bass. Todd Caldwell: hammond organ. Patrick Warren: piano.
Jay Bellerose: drums, percussion.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: