Graal: “Chapter IV” (2015) – di Ivano Morandi

I Graal sono in attività da ormai 10 anni, il loro debutto risale al 2005, e con questo “Chapter IV” provano a uscire allo scoperto, gettando il cuore oltre l’ostacolo e proponendo un mix di Hard Rock e Progressive tipico delle Band che ha le radici strettamente ancorate al suono degli anni settanta. Pur essendo un gruppo che viene identificato abbastanza genericamente con riferimenti ai Deep Purple e agli Ufo, i Graal dimostrano di essere molto altro, e si guadagnano una visibilità che può porli definitivamente al centro dell’attenzione di stampa e pubblico. “Chapter IV” è sicuramente il loro lavoro migliore e testimonia la maturità raggiunta, cresciuta molto sia in fase di songwriting che in tecnica strumentale; è un album dalle molte facce, equilibrato e poliedrico al tempo stesso, nel quale risulta molto evidente l’influenza dei Genesis e del movimento NeoProg (con chiaro riferimento a gruppi come Pendragon e IQ).
L’arpeggio della iniziale Little Song è abbastanza esplicativo di questa tendenza, con il flauto che veleggia dolcemente sulle note della chitarra, e la voce di Andrea Ciccomartino che appare da subito ben dosata. La successiva Pick Up All The Faults è decisamente più Rock, e richiama in modo chiaro scenari Metal, anche se le tastiere di Danilo Petrelli ricompongono in parte il quadro sonoro, dapprima conducendo il brano verso lidi tipicamente Deep Purple, consegnando poi il brano al Prog, con l’aiuto della elegante chitarra di Francesco Zagarese: gran bel pezzo, costantemente in bilco tra Hard Rock e Prog, una costante questa che ci accompagna per tutto il disco, a partire dalla seguente Shadow Play, altro brano che unisce l’incedere Hard Rock a un fondo melodico e romantico nel quale si muove con vigore il suono della chitarra, chiaramente riconducibile ai grandi Guitar Hero del genere.
Tutti i brani risultano perfettamente costruiti, finalizzati a un ascolto che si dipana piacevole e variegato:
il suono ha la giusta densità, e la sezione ritmica confezionata dal basso di Michele Raspanti e la batteria
di Alex Giuliani è sempre puntuale e precisa. Il disco è destinato a piacere molto, sopratutto ai cultori delle contaminazioni Prog, che qui troveranno materiale sonoro di ottimo livello, entro il quale sarà divertente ritrovare gli echi e le reminiscenze dei gruppi di riferimento; il tutto senza però dimenticare che i Graal hanno una spiccata personalità propria, degna di essere scoperta dal grande pubblico.

L’album si chiude con i sei minuti di Northern Cliff, uno strumentale di grande livello che altro non fa se non confermare appieno tutte le belle sensazioni provate lungo tutto il percorso sonoro dell’opera.
Se cercate una piacevole novità, “Chapter IV” è il disco che fa per voi: dategli una chance, non vi deluderà.

 .© RIPRODUZIONE RISERVATA

graal chapter IV

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