Gospel Book Revisited: “Won’t You Keep Me Wild” (2017) – di Maurizio Galli

Facciamo subito una doverosa premessa: la qualità di un disco indubbiamente non si può misurare né con il numero di brani presenti né tantomeno con il minutaggio, questo è un dato di fatto. Oggi a ricordarcelo ci sono i torinesi Gospel Book Revisited (o più brevemente: GBR). Un nome che non fatichiamo a definire evocativo quello della jam band piemontese in quanto i Gospel Book Revisited racchiudono nel loro DNA la passione per la musica nera (e di conseguenza le sue radici), la rivisitazione, la dimensione live tipica delle jam band e infine l’omaggio al Blues. In estrema sintesi con simili connotati una “signora” band. La Gospel Book Revisited si è formata nel 2014 attorno a quattro persone e incarna per sua natura quattro “anime” diverse tra loro: quella gospel di Camilla, quella rock di Umberto, quella funk di Gianfranco e infine quella progressive di Samuel; quattro anime sì diverse ma messe a fattor comune al servizio del loro magico sound. Un disco questo che per la natura stessa della formazione deve molto alle jam band statunitensi cui si ispirano, un disco che come loro stessi definiscono è composto di “venti minuti di blues declinato in varie gradazioni di rock (dalla ballad al garage) al seguito di una voce soul e che voce aggiungiamo noi. Nel loro primo Ep, “Won’t You Keep Me Wild”, l’esplosivo quartetto riesce a miscelare sapientemente la riscrittura di classici con due brani originali a loro firma. Ad aprire l’Ep, come nella migliore delle tradizioni, ci pensa un classico del Blues: I Just Want To Make Love To You, brano scritto da Willie Dixon e registrato per la Chess Records da Muddy Waters nel 1954 ([…] I don’t want you to be no slave / I don’t want you to work all day / But I want you to be true / And I just wanna make love to you […]); cover si ma, in questo caso, decisamente non formale con i suoi tre minuti di puro rock che trasuda energia da tutti i pori. Rimaniamo ancora in ambito cover con Clean Up Woman, brano scritto e prodotto dalla coppia Clarence Reid e Willie Clarke e presente nel secondo album (“I Love The Way You Love” del 1972) di Betty Wright. Anche in questo caso ci troviamo davanti ad una originale riscrittura da parte della GBR che assesta un colpo al punto giusto con un sound che va’ dal southern-rock al soul-funk. Infine giunge l’omaggio, in chiave tipicamente garage, al compianto bluesman del Mississippi (ahimè ricordiamo che ci ha lasciati lo scorso 19 Dicembre 2017) Leo “Bud” Welch con la sua I Don’t Know Her Name; alzi la mano chi riesce a stare fermo ascoltando questa incalzante versione. Eccoci infine ai due brani originali a loro firma: Keep Me Wild e Mary And The Fool; il primo perfetto singolo da radio che arriva dritto dritto allo stomanco grazie alla perfetta performance vocale della talentuosa Camilla e al groove che i tre sodali compagni di viaggio riescono a strappar fuori dai loro strumenti musicali, mentre il secondo è una ballad che, fidatevi, vi farà venir voglia di schiacciare nuovamente il tasto play del vostro lettore cd. Alla realizzazione dell’album oltre ai quattro GBR hanno contribuito anche Dave Moretti all’armonica, Maurizio Spandre alle tastiere e Daniela Dimopoli ai cori. Ricordiamo inoltre che l’EP è stato realizzato con il supporto di Guitar Club, Blues Made in Italy e A-Z Blues, e registrato nei primi mesi del 2017 nel corso di una recording session di tre giorni presso gli Attimo Recording Studio di Cafasse (TO). Quattro artisti maturi per cinque brani che vi terranno incollati al vostro hi-fi. Parola nostra. Alla via così.

Tracks: 1. I Just Want To Make Love To You. 2. Keep Me Wild. 3. Clean Up Woman.
4. I Don’t Know Her Name. 5. Mary And The Fool.

Camilla Maina voce. Umberto Poli chitarra. Gianfranco Nasso basso. Samuel Napoli batteria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *