Gli “opposti complementari” e il Punk Blues – di Nicola Chiello

Ascoltando la musica dei White Stripes, ci viene in mente un aspetto del loro genere di riferimento: il punk blues e il concetto degli “opposti complementari” Il poeta francese Paul Éluard una volta descrisse il mondo e l’amore folle che gli da colore “blu come un’arancia”. Non dice “un’arancia blu” perché in tal caso si tratterebbe di una semplice metafora e l’unico colore che verrebbe in mente sarebbe il blu, mentre l’intento del poeta è quello di accostare due colori, uno l’opposto dell’altro. Tuttavia gli opposti non necessariamente si scontrano, o se si scontrano si completano, come appunto il blu e l’arancione, che in arte e sulla tavolozza sono colori complementari. Il protoromantico William Blake, in particolare, basò quasi tutta la sua Opera sugli “opposti complementari”: nei suoi celebri versi di The Tyger (“Songs of Experience” 1794), egli vede la tigre come l’animale che in sé porta sia la bellezza che, allo stesso tempo, la distruzione (cosa che poi capitò anche ad Antonio Ligabue nel Novecento). Dove vogliamo andare a parare? Alla tigre blu e arancio della giungla del rock’n’roll, quell’unico spettacolare animale che ha in sé l’energia distruttrice del punk e l’elegante bellezza del blues. Punk e blues si incontrarono e diventarono un solo genere già a fine anni 60 con The Stooges e The Sonics, gruppi che oggi chiamiamo proto-punk, ovvero la quiete (mica tanto quieta) prima della tempesta. In effetti, l’avvento del punk vero e proprio nel ’77, segnò in modo importante il futuro di un ancora immaturo “punk blues”… perché quest’ultimo in quegli anni era ancora una miscela di rithm&blues e rock’n’roll, un miscuglio la cui direzione era decisamente verso qualcosa di simile al punk, senza poi prenderne significativamente parte (eccetto i precedentemente citati Stooges). Ciò che invece accomuna gli artisti punk blues del post-punk anni 90 (e qui mi riferisco soprattutto ai Jon Spencer Blues Explosion e ai nostri eroi, i White Stripes) è un amore viscerale per il blues originale, quella musica del Diavolo grezza che nasce nell’America nera sotto il tallone dello schiavismo. Questi gruppi non si limitarono al blu, perché nella loro musica era già presente anche l’arancione del punk, a cui diedero nuova vita e forma, più elegante e maestosa… come la tigre di Blake. Fu grazie a quest’amore folle e all’attitudine di questi musicisti che dalla cultura underground scaturì nuovamente l’unico genere tanto blu come un’arancia.

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