Giuseppe Scaravilli: “Gli Incroci del Rock – I Grandi Gruppi degli anni Settanta” (2019) – di Fabio Rossi

Giuseppe Scaravilli, che nella sua seconda uscita editoriale “Jethro Tull 1968-1978: The Golden Years” (Europa Edizioni 2018) ci ha narrato il periodo d’oro della mitica band inglese capitanata da Ian Anderson, torna ora alla ribalta con un nuovo saggio, anch’esso focalizzato sulla musica rock dei favolosi anni settanta. Con “Gli Incroci del Rock – I Grandi Gruppi degli anni Settanta” (Arcana 2019), l’autore ha inteso articolare la sua opera presentando un cospicuo numero di formazioni dell’epoca, traendo spunto dagli inevitabili “incroci” che questi gruppi hanno avuto tra di loro per i più disparati motivi. Un’idea intelligente che consente di spaziare agevolmente dai Led Zeppelin ai Traffic, passando per gli Yes, attraverso monografie dettagliate e zeppe di notizie variegate. Il libro risulta piacevole alla lettura ed è indicato anche – e forse soprattutto – per i meno esperti; non ha alcuna pretesa di essere esaustivo – vista l’assenza di combo seminali – per una comprensione capillare della storia del rock (citiamo ad esempio gli Emerson, Lake & Palmer) e possiede l’indubbio merito di descriverci magistralmente un lasso temporale tanto breve quanto pregno di espressioni sonore di livello assolutamente eccelso. Forse sarebbe stato necessario, per una questione di uniformità, destinare un maggiore spazio agli iconici King Crimson: a tal riguardo si percepisce l’affetto viscerale di Scaravilli per i Genesis e i Jethro Tull, le cui biografie sono più corpose rispetto a quella del Re Cremisi ma, giova ripeterlo, siamo al cospetto di un testo lungi dall’avere un severo carattere enciclopedico.
L’obiettivo infatti è quello di manifestare l’amore verso il rock di quel periodo privilegiando le figure artistiche che stanno più a cuore all’autore. I momenti migliori sono quelli a sfondo autobiografico, quando accenna alle vicende dei Malibran, storico gruppo siciliano nel quale milita Giuseppe, o quando racconta della sua amicizia con la “cantantessa” Carmen Consoli. Di spicco le parti dedicate agli esponenti italiani, con ampi riferimenti agli Area, Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi, Le Orme e Osanna, a testimonianza di come questi primeggiavano quasi incontrastati in tutto il il panorama italiano e anche internazionale. Cronologicamente questo sarebbe il terzo saggio musicale di Scaravilli; a voler essere più precisi, tuttavia, si tratta di un sostanzioso ampliamento del suo primo libro “Crossroads: Gli Incroci del Rock”, uscito nel 2017 per la casa editrice etnea Passim, il cui testo è stato completamente stravolto e i contenuti si sono talmente espansi che possiamo parlare a tutti gli effetti di un’opera saggistica a sé stante. Sono trascorse cinque decadi e si continua a parlare del rock degli anni settanta, un fenomeno straordinario che va approfondito e storicizzato per la sua importanza culturale: gli “Gli Incroci del Rock” è un libro emozionale e non può che figurare degnamente nella biblioteca di ogni vero appassionato, anche per le meravigliose foto in bianco e nero le quali immortalano i musicisti che gli estimatori del mondo delle sette note amano da sempre.

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