Giuseppe Perez: “Odisseo in analisi – l’animale umano” – di Angela Caporaso

Scanzonato e ironico, è questa la coppia di aggettivi che userei per definire “Odisseo in analisi – l’animale umano”, racconto lungo di Giuseppe Perez pubblicato da Urban Apnea Edizioni di Palermo (Co-edizione Leima) e scaricabile gratuitamente al   seguente indirizzo
http://www.urbanapneaedizioni.it/prodotto/odisseo-in-analisi-lanimale-umano-12-2/
Il racconto, che offre un’originale visione dell’Ulisse di Omero, narra dell’eroe greco alle prese con un’improbabile fobia sia dei cani – nello specifico di Argo –  che delle tele ininterrottamente tessute dalla fedelissima Penelope… e allora, consigliato dalla saggia Atena, Ulisse si rivolge a Chirone il centauro, che per l’occasione indossa le vesti di un bravissimo analista di indubbia fama avendo già guarito Achille dalla timidezza e Narciso da una bassa autostima. Ulisse però, non potendosi permettere la costosa terapia, pur di risolvere i suoi problemi che lo vedono allergico a qualsiasi tipo di fedeltà, di cui i simboli sono per l’appunto Argo e Penelope, interroga Tiresia – l’onnipresente indovino – che gli consiglia di allontanarsi per un po’e partecipare ad una “guerra lampo”.
La surreale vicenda si conclude con Ulisse che sbarca addirittura in America e Penelope, che convertita agli affari e alla globalizzazione, esporta la sua tela in tutto il mondo. L’Odisseo di Giuseppe Perez ci racconta di un eroe perennemente alla ricerca di incontri casuali e porti sconosciuti, metafora vivente di quel viaggio che è la vita stessa, che può riscoprirsi solamente nel ripartire e nella messa in discussione delle proprie certezze. Comportamento questo diametralmente opposto a quello dell’Ulisse cantato da Lucio Dalla in Ulisse coperto di sale, canzone scritta nel 1975 dal poeta Roberto Roversi, che trova la sua forza solo nel rientro, e precisamente nella casa da cui si è allontanato perché “la vita è sempre un lungo, lungo ritorno”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ulisse coperto di sale

Vedo le stanze imbiancate
tutte le finestre spalancate.
Neve non c’è, il sole c’è,
nebbia non c’è, il cielo c’è!

Tutto scomparso, tutto cambiato
mentre ritorno da un mio passato
tutto è uguale, irreale
sono Ulisse coperto di sale!

È vero
la vita è sempre un lungo, lungo ritorno.
Ascolta,
io non ho paura dei sentimenti.
E allora guarda,
io sono qui,
ho aperto adagio adagio con la chiave;
come un tempo
ho lasciato la valigia sulla porta
‒ ho lasciato la valigia sulla porta.

Ho guardato intorno prima di chiamare, chiamare
non ho paura,
ti dico che sono tornato per trovare, trovare
come una volta
dentro a questa casa
la mia forza
come Ulisse che torna dal mare
come Ulisse che torna dal mare.

Una mano di calce bianca
sulle pareti della mia stanza
cielo giallo di garbino,
occhio caldo di bambino!

Tiro il sole fin dentro la stanza
carro di fuoco che corre sul cuore
perché ogni giorno è sabbia e furore
e sempre uguali non sono le ore!

Voglio dirti:
non rovesciare gli anni come un cassetto vuoto.
Ascolta:
anche i giovani non hanno paura di un amore
e mai, mai, mai
strappano dal cuore i sentimenti;
io ti guardo,
la tua forza è un’ombra di luce
la tua forza è un’ombra di luce.

‒ La mano affondata
nel vento del vento,
aria calda,
urlano quelle nostre ore
strette in un pugno
urlano come gli uccelli,
i sassi si consumano,
non si consuma la vita
la giornata è uguale
a una mano che è ferita
io sono Ulisse al ritorno
Ulisse coperto di sale!
Ulisse al principio del giorno!

odisseo-caporaso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.