Giulia Mei: “Diventeremo Adulti” (2019) – di Marco Valerio Sciarra

Quanti sogni si hanno a vent’anni… tanti da sfidare il cielo in maniera ambiziosa e incosciente, consapevoli che volare troppo in alto potrebbe portare poi ad una caduta fin troppo devastante ma sospinti comunque da una fresca fresca strafottenza che spinge a non ascoltare i saggi consigli o i moniti di morigeratezza. Lo stesso vale per i sentimenti. Ogni innamoramento, anche il più volatile, sembra quello definitivo ed è quello su cui si fantastica di più, al punto che potrebbe non esistere nemmeno. Una volta sola si hanno vent’anni e tutto profuma di vita. Giulia Mei scalpita, sprigiona energia, e rivendica, il suo spazio e soprattutto il suo tempo… anche fosse il tempo degli sbagli. L’album d’esordio “Diventeremo Adulti” (Il cantautore necessario 2019) è il suo manifesto da ventenne esuberante che sa cogliere le lezioni del passato. Il disco potrebbe tranquillamente chiamarsi anche “Tutta Colpa di Vecchioni”, perché è evidente la vicinanza di Giulia al mondo cantautoriale italiano e soprattutto a quello del professore milanese. Tutto vissuto dal filtro della sua età e della sua personalità umana e artistica che le permette di scrivere testi diretti ma che sanno cogliere le sfumature agrodolci delle dinamiche esistenziali e di inserirli negli arrangiamenti più adatti alle sue corde. Il suo talento le permette di passare con disinvoltura dagli stornelli tradizionali appartenenti alla cultura Folk alle ballate intime e malinconiche di solo pianoforte. Dai ritmi sostenuti simili al Rag Time alla leggerezza tutta Pop. Dedicando nel finale un intenso omaggio alle sue radici siciliane. Sono tanti i passaggi in cui Giulia Mei tocca vette elevatissime di composizione completa come in Kundera, o Maledetto o ancora Destinatario Inesistente. Per spiegare certe istanze, per cui non bastano mai le parole, le si deve vivere ogni volta sulla propria pelle e ogni volta è diversa dall’altra. Perché il desiderio di una vita dedicata all’arte che non ha legami concreti con la realtà è sempre difficile da imporre a chi non comprende questa esigenza, in qualsiasi periodo storico ci si trovi o a qualsiasi generazione si appartenga, con un anelito di leggerezza che non guasta mai. Ci pensa la vita a presentare il suo conto affilato e tagliente. C’è in gioco tutto e Giulia Mei sfila tutte le carte a sua disposizione: l’allegria, la profondità, la follia, la saggezza del senno di poi, l’ironia, la recita, la sensualità, per vincere questa ardua partita di ventenne al cospetto dell’eternità.

Testi e musiche: Giulia Mei. Produzione artistica: Edoardo De Angelis.
Giulia Mei: voce e pianoforte. Guerino Rondolone: Basso elettrico.
Fabrizio Guarino
: chitarre, mandolino, bouzouki, Ukulele.
Simone Talone: batteria e percussioni.
Primiano Di Biase: fisarmonica e pianoforte nelle tracce 3,6,10.
Emanuele Ridulfo: violoncello. Giuseppe Milici: armonica.
Orchestra Filarmonica di Dnepropetrovsk in La Bellezza.

TRACKLIST: 1. Tutta colpa di Vecchioni. 2. Kundera. 3. La 600 (tutta rotta). 4. La Bellezza.
5. Lui. 6. E fattela ‘na risata!. 7. A mia madre. 8. Maledetto.
9. Quelli che amano hanno lo sguardo più lucido e folle che c’è.
10. Destinatario inesistente. 11. Vivi, c’hai la vita, deficiente!. 12. Iu c’àiu a tia (bonus track).

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