Giulia Franchi e Massimiliano di Lauro: “AGO – Storia di un capitano” (2018) – di Lucia Gargano

Quel bambino timido, ma dal sorriso tenero; che parlava poco e si vergognava un po’ a stare con gli altri. Quel bambino che un giorno al campetto si fece coraggio e chiese di giocare a calcio perché con il pallone tra i piedi si sentiva sicuro. Quel bambino che voleva stare al centro del campo e passare la palla ai compagni… da grande indosserà la maglia giallorossa con il numero 10 sulle spalle, prenderà il suo posto in mezzo ad un campo di calcio vero e con la fascia di capitano al braccio, in uno stadio stracolmo di gente, condurrà la sua squadra alla vittoria, e dalla curva sud i tifosi acclameranno il suo nome «Ago Ago Agostino Gol…». Agostino Di Bartolomei, il capitano della rivalsa, che ha riportato lo scudetto alla Roma (1982-83); che ha sfiorato la coppa dei Campioni nella finale contro il Liverpool (1984), è il protagonista bambino del libro a lui dedicato: “AGO – Storia di un capitano” (2018), breve testo di una passione disegnata con i pennarelli; edito da Biancoenero edizioni, scritto da Giulia Franchi e illustrato da Massimiliano di Lauro. Due giovani autori fedeli tifosi della Roma (ma è bene precisare che Ago non ha militato solo con la Roma), amanti del calcio pulito, semplice, giocoso, ben rappresentato dalla personalità introversa e generosa, dal modo di giocare e di essere in campo di “Ago Diba”, come lo chiamavano affettuosamente i tifosi romanisti. Per loro, ma anche per chi ha la passione del pallone, Di Bartolomei è stato simbolo di un calcio avvincente, genuino e di cuore: ha emozionato con le sue gesta sportive: indimenticabili i suoi passaggi illuminati, le punizioni-bomba e i calci di rigore impeccabili tirati da fermo, senza rincorsa. Abile centrocampista, ha esaltato il gioco di squadra, passando la palla come solo lui sapeva fare. Un fuoriclasse riflessivo e dal tiro potente.In mezzo al campo comandava il gioco; era punto di riferimento per i suoi compagni di squadra. Sempre preciso nelle aperture, quando prendeva il pallone sapeva già dove lanciarlo e riusciva a metterlo là dove voleva. A chi gli rimproverava di non essere veloce lui rispondeva che era vero, però la palla la faceva correre. Grande atleta e uomo esemplare per la sua professionalità e serietà. Timido, ma grintoso in campo; corretto con gli avversari e rispettato; introverso, ma capace di farsi seguire da una squadra intera. Era un grande capitano: esempio di responsabilità, correttezza e umiltà. Si rivolgeva agli arbitri portando le braccia all’indietro; una brava persona prima che un campione… ma quello che di lui più conquistava era la calma e la determinazione che portava sul campo. Serietà, impegno, grinta, disciplina,in ogni goccia di sudore grondante dal corpo di un atleta talentuoso. Una carriera piena di successi, ma senza lieto fine: il calciatore più amato dai tifosi giallorossi si tolse la vita il 30 maggio 1994. La sua improvvisa scomparsa; l’inspiegabilità di un gesto insensato ed estremo; il dolore della famiglia, degli amici e dei tifosi che lo avevano amato e ammirato… il vuoto. L’assenza. Non era facile dedicare un libro illustrato per bambini al campione e all’uomo che fu Agostino Di Bortolomei, ricordarlo come esempio per i giovani calciatori, nonostante l’epilogo tragico della sua vita. Eppure il libro non è triste. In poche e misurate parole e attraverso disegni di giallo e di rosso sgargianti, simili ai sogni dei bambini che fantasticano di diventare campioni, affiora tutto il mondo di Ago: fatto di passione, sacrificio, gioia. Un piccolo libro che racconta la storia di un talento che cresce: dal bambino taciturno che inizia a tirare calci al pallone sui campetti di Tor Marancia, al talentuoso ragazzo di borgata che entra presto nelle giovanili della Roma, fino al ruolo dell’indimenticabile capitano giallorosso che all’Olimpico è al culmine della sua carriera calcistica. Dal tempo e dalla passione che gli autori hanno dedicato al progetto del libro è venuto fuori questo piccolo Ago, animato da parole semplici e delicate, rivestito di colori, tanto e intensamente disegnato nel suo giocare vivace. Disegni ispirati alla vita, ai gol, alle vittorie del capitano. Di grande sensibilità l’idea di far conoscere ai giovanissimi un personaggio del calcio degli anni 80; un campione particolare e diverso: leale, discreto e rigoroso. Un campione che non si mostrava, non si esaltava, abbassava gli occhi e affrontava le sfide. Parlava poco, ma il suo sorriso comunicava più delle parole. Dopo il ritiro dal calcio agonistico, Di Bartolomei continuò a dedicarsi allo sport, allenando i ragazzini di Castellabate e scrivendo anche un “Manuale del calcio” uscito postumo nel 2012 grazie al figlio Luca. Voleva trasmettere ai giovani l’idea di un gioco di squadra che diverte e insegna ad emergere con fatica e a vincere insieme. Visione di chi il calcio l’ha vissuto sul campo. Altri bambini, come lui, giocano su prati di periferia, coltivano la propria passione: terreno fertile per lo sviluppo del talento. Mi piace pensare a loro mentre sfogliano le pagine di questo piccolo albo: possono leggere, farsi raccontare per poi raccontare ad altri bimbi, fermarsi nei disegni e, pensando a “cosa faranno da grandi”, immaginarsi come Ago: esultante, con i pugni levati al cielo e le braccia grandi abbastanza per accogliere traguardi e sogni mai sperati. Così lo ricordano i tifosi che l’hanno visto giocare.

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