Giovanni Falcone: (18 maggio 1939 – 23 maggio 1992) – di elcordobés

Anche quest’anno… tutti amici di Giovanni Falcone. Prima di Capaci tanti amici di oggi lo ostacolarono, si prestarono al volere del potere che li avrebbe ben ricompensati; e il colpo mortale glielo assestò il csm. Nominando antonino meli alla Procura Generale di Palermo lo consegnarono alla mafia… questa è la verità. Di questo Uomo normale ci riempiamo la bocca e gli occhi, ne cantiamo le epiche lodi riservate agli eroi… Giovanni Falcone non era un eroe (come ci piace pensare per lavarci la coscienza e pensare che quel che faceva lo può fare solo un eroe), non aspirava a nessun aulico podio, non aveva sete di potere, non voleva la vita sregolata e straordinaria che conduceva. Come pochi altri, era semplicemente un Uomo… e da uomo ha vissuto, in piedi e con la schiena dritta: costi quel che costi. Con Lui Magazzini Inesistenti ricorda quelli che a Capaci c’erano quel pomeriggio: Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, morirono con Lui; Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista Giuseppe Costanza si salvarono quel giorno. Giuseppe sedeva dietro nella macchina maledetta, per consentire al Magistrato e a sua Moglie un raro momento di normalità. Guidare e ridere come una coppia qualunque… e forse morirono così, sereni e consapevoli, tanto da sfidare i carnefici con un’ultima beffa… Giovanni Falcone, all’improvviso, sfilò le chiavi dal quadro mentre guidava e le porse all’autista, come a sottrarsi, morendo, alla barbarie dei suoi carnefici.

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