Giorgio Chinaglia: “(I’m) Football Crazy” (1974) – di Riccardo Panzone

La Lazio di Giorgio Chinaglia, una delle massime rappresentazioni di caos organizzato nella storia del calcio Italiano, ha lasciato in eredità al Paese anche comparsate, di dubbio gusto, in ambito artistico. Le gesta sportive della squadra fanno ormai parte della leggenda del football italico: spogliatoio diviso in due clan apertamente in conflitto in un intreccio di spacconate, goliardate al limite della legalità e politica, in grado di far sussultare un’intera città. Una città, quella di Roma, devotamente ai piedi degli eroi biancocelesti, gladiatori del riscatto di un popolo, quello laziale, da sempre relegato a comprimario sulla scena del football capitolino. Il simbolo di quella squadra era Giorgio Chinaglia, in arte Long John, anche per via dell’emigrazione dei genitori in Galles, punta di diamante della Lazio del primo scudetto (1973 1974) e antiromanista per eccellenza.
Chinaglia arriva alla Lazio quando gli aquilotti sono ancora in serie B e, grazie ad un gruppo composto da molti dei migliori calciatori dell’epoca, porta a suon di goal la squadra ad uno scudetto tanto meritato quanto inaspettato, in un’epoca in cui il titolo nazionale ancora non era prerogativa esclusiva delle tre grandi del nord. Del Chinaglia calciatore, ormai, si è detto e ridetto “tutto e il contrario di tutto” e tuttavia in pochi, probabilmente a ragione, conoscono le gesta del Chinaglia cantante country. All’indomani della vittoria in campionato, infatti, “Giorgione” incide il suo primo ed unico 45 giri intitolato “(I’m) Footbal Crazy”, edito da RCA con musica e testo degli Oliver Onions, in cui celebra se stesso come the best in all the world, il migliore del mondo. Un atteggiamento guascone e sfrontato che aderisce perfettamente a quello che era il personaggio di Chinaglia e frutto della consapevolezza di aver compiuto un’impresa storica, ancora oggi indimenticabile per i tifosi laziali.
Un atteggiamento, tuttavia, fortemente ridimensionato nell’estate del 1974 dal fallimento della spedizione italiana ai mondiali di Germania, in cui il Giorgione nazionale si distinse solo ed esclusivamente per un vaffa in mondovisione indirizzato all’allenatore Ferruccio Valcareggi. Considerati i limiti oggettivi dell’interprete canoro, la canzone (I’m) Football Crazy, in perfetto stile country, è orecchiabile e divertente come tutti i pezzi degli Oliver Onions, tanto che verrà utilizzata anche come sigla iniziale del film “L’Arbitro”, di Luigi Filippo D’Amico, con Lando Buzzanca.
Nel 1976 Chinaglia, operando ancora una volta una scelta assolutamente controcorrente, lascerà il campionato italiano (all’epoca il più ambito del mondo) per trasferirsi negli Stati Uniti e giocare nei New York Cosmos di Pelè.
Tornerà in Italia anni dopo, da dirigente della Lazio, ma la sua esperienza da manager sarà segnata da alterne fortune e guai giudiziari. Nel bene e nel male, la formazione allenata da Tommaso Maestrelli ha caratterizzato gli anni 70 del calcio italiano, lasciando attorno e sé un’aura di leggenda alimentata dai molti aneddoti tramandati ai posteri. Perché quando il calcio era ancora un gioco semplice era anche giustificabile essere, come Chinaglia, un po’ “pazzi per il football”.

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