“Gates of Gold”… Los Lobos – di Lino Gregari

Gates of Gold è il nuovo album in studio dei Los Lobos, e arriva a cinque anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio,  Tin Can Trust del 2010.
Siamo al cospetto di un grande disco
, come i Lupi non ne facevano dai tempi di Kiko.
Un’opera molto varia e sfaccettata, come una saga americana che affonda le radici nella ricca tradizione letteraria di Steinbeck e Faulkner. Un universo musicale variegato e complesso, che abbraccia stili musicali diversi, condensandoli in un prodotto di elevato spessore artistico.
Nulla è lasciato al caso, ogni brano trova la sua giusta collocazione, a partire dall’iniziale
“Made To Break Your Heart”, che richiama immediatamente sonorità elettriche tipiche di C S N & Y.

Gates of Gold segue a Disconnected In New York, un album dal vivo che ha celebrato il 40° anniversario della Band e che ha avuto il merito di tener vivo l’interesse dei molti fans che attendevano il nuovo lavoro.
Quello che abbiamo tra le mani è un album dalle molte anime, che alterna Rock classico a produzioni più sofisticate, senza tralasciare la tradizione messicana, opportunamente rivisitata dalla Band. Un disco che piace da subito e che cresce ascolto dopo ascolto, facendoci ritrovare il gruppo che abbiamo amato alla follia in un passato recente.
Oltre al già citato brano di apertura, è doveroso ricordare la notevole “Gates Of Gold”, in bilico tra la tradizione e il nuovo sound della Band, mentre le messicane “Paquito Para Aqui” e “La Tumba Sera El Final” ripropongono l’anima vera dei Los Lobos, con tutto il loro bagaglio di sonorità tipicamente popolari.
Molto bella anche I Believed You So”, un blues ruvido e graffiante suonato alla grande.
Un disco molto bello quindi, che ci riconsegna i Lupi al meglio delle loro enormi possibilità.
Bentornati ragazzi, ci siete mancati…

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