“Garage Olimpo”… un manto di Fiori bianchi – di Giovanna Caterina Salice

I ricordi cambiano, ritornano e si trasformano… rimescolano i pensieri in un caldo pomeriggio italiano.
L’Argentina di mia madre… e dello zio Bruno.
La terra sconfinata che accoglieva poveri emigranti come lui…
che appena sedicenne, partì da un amaro borgo della Calabria in cerca di fortuna.
Eh… sì era l’America.
Un continente Madre sconvolto dalla follia che cancellò la Speranza del suo Popolo.
Lo zio Bruno diventò architetto e s’appassionò all’impiego del vetro…
e la società di allora, permeata da una Gioventù piena di vita che stava tentando di percorrere un cammino di Progresso… un rombo sordo d’areo m’attraversa la mente… nel cielo terso sopra il grande Oceano…
poi il buio delle notti fatali per i giovani argentini dei primi anni 70…
L’Argentina divenne la Terra degli Scomparsi… e sì trasformò nell’inferno in terra.
Torna adesso, come un lampo che ammanta l’orrore, il pensiero della la mia prima adolescenza…
la musica dei ’45’ al mangiadischi e la musica che accompagnava le mie giornate spensierate…
i giovani amici di allora, le mie letture…
La scoperta della Poesia come “Canto General” di denuncia e di Speranza…
la fine dei sogni che sognavo ascoltando il racconto di mia madre… spezzato da una parola che era un lungo brivido d’inquietudine… Desaparecidos… poi la Poesia di Juan Gelman squarciò il velo.
Chi meglio di lui… Padre di Marcelo e Testimone del fiero cammino de las Madres… 
y las Abuelas “locas de Plaza de Mayo’’.
Quell’esercito di Riscatto riuscì a maledire le notti dei carnefici di tanta bella Gioventù…
quelli che torturarono e violentarono nella certezza di stare dalla parte di Dio contro il diavolo rosso;
quelli che si comunicavano con l’ostia prima di montare il turno nei luoghi della follia, alla ricerca della delazione e dell’annientamento; quelli che si alzavano in volo dalla pista dell’E.S.M.A…
la famigerata Escuela de Mecánica de la Armada…
il rombo sordo d’areo mi torna nei pensieri… e il cielo terso sopra il grande Oceano.
Volava tutti i giorni nel vuoto quella bella Gioventù, all’alba o al tramonto…
come se quell’orrore avesse solo ottenuto di far fiorire un manto di Fiori bianchi sul grande Oceano
che non potranno mai appassire…

© RIPRODUZIONE RISERVATA

NOBLEZAS

El poema es pálido y noble.
No cambia nada, no curva colinas, no
da una sola fruta roja, ni
hace el ruido de quien arranca
un pedazo de pan para dar
un pedazo de pan.
Se acuclilla en un rincón y
no se queja.
Vive en todo lo que se alza
al aire y de nacer.
Ni pide que lo visiten.
Le basta con lo que no sucedió.


La poesia è pallida e nobile.

Non cambia niente, non incurva colline, non
da un solo frutto rosso, non
fa il rumore di chi strappa
un pezzo di pane per offrire
un pezzo di pane.
Si rannicchia in un angolo e
non si lamenta.
Vive in tutto ciò che si innalza
all’aria e dal nascere.
Non chiede nemmeno una visita.
Le basta quel che non è successo

Juan Gelman

garage olimpo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.