Gabriella Ferri e i Pandemonium: “… E Adesso Andiamo a Incominciare” (1977) – di Alessandro Freschi

La strada nostra è come un girotondo, te credi che va avanti all’infinito, te sembra che hai girato tutto er mondo e te ritrovi indove sei partito. Sortanto che però lungo la via te sei perduta mezza compagnia, e piano piano, mentre er tempo va, t’accorgi che sei sola a camminà. Le era stata da sempre al fianco, sin dai tempi in cui, ancora bambina, lo seguiva seduta sopra il carretto da venditore ambulante di dolciumi in giro per le vie dei quartieri popolari della Capitale. Grazie a lui si era avvicinata, con viscerale amore, alla ricerca sulla canzone dialettale romanesca ed insieme si erano ritrovati a comporre brani per un album omonimo, “Gabriella Ferri” (1970). Una figura insostituibile, un rapporto inossidabile, Così, quando quella sera di ottobre nel corso della registrazione della quarta ed ultima puntata di “Mazzabubù”, acclamato varietà del sabato sera ideato dal regista Antonello Falqui in collaborazione con la premiata ditta del Bagaglino Castellacci e Pingitore, sopraggiunse l’inaspettata notizia della morte del padre Vittorio, a Gabriella Ferri cadde in un attimo tutto il dolore del mondo addosso. L’artista testaccina stava attraversando una parentesi artistica di autentico splendore, costellata dalle ravvicinate affermazioni sulla rete televisiva nazionale di trasmissioni come “Questa sera … Gabriella Ferri” e, soprattutto, “Dove sta Zazà”, spettacoli attraverso i quali aveva fatto breccia nelle case e nei cuori degli italiani con quel suo aspetto da passionale “Mamma Roma” e quella poderosa timbrica contagiata di retrogusto malinconico.
La perdita dell’adorato genitore aveva amplificato di colpo vortici di ansia e paura, squarciato una latente fragilità caratteriale e spinto irreversibilmente i suoi fantasmi esistenziali oltre la soglia di un deleterio stato depressivo. Con il calare del sipario su “Mazzabubù” si smorzavano fatalmente le luci magiche del suo periodo d’oro. A posteriori, appare emblematica la sequenza filmata sulla quale scorrano i titoli di coda dello show; con il viso cosparso di pallido cerone ed una valigia chiusa con lo spago stretta nella mano, Gabriella si allontana mestamente sulle verghe di un binario dismesso sulle note di un girotondo, quasi a simulare una quanto mai profetica uscita di scena. In realtà, a distanza di un biennio, Gabriella Ferri farà il suo ritorno sulla seconda rete RAI con “… E Adesso Andiamo a Incominciare”, ennesimo recital del sabato sera diretto da Luigi Perelli. Lontano dai fasti mediatici dei programmi che lo avevano preceduto, del varietà trasmesso a fine 1977 ci resta in eredità un disco di buona fattura al quale prende parte un interessante collettivo formato da talenti emergenti messo insieme dalla RCA Italiana, tra le cui fila spiccano le presenze di Giorgio Bettinelli, Dario Farina e Amedeo Minghi: i Pandemonium.
Avanti! Avanti! Bel pubblico sovrano e prepararsi il denaro nella mano. Venite avanti, non fatevi pregare che lo spettacolo andiamo a incominciare!” Uno spettacolo in cinque atti con tanto di illusionisti, grandi clown (l’indimenticabile Nani Colombaioni) ed acrobati. Un’ambientazione circense dalle tinte felliniane. Prodotta da Piero Pintucci, apprezzato arrangiatore e direttore d’orchestra in numerose kermesse musicali dell’epoca, e scritta dal regista Luigi Perelli in collaborazione con Roberto Lerici, la prima puntata di “… E Adesso Andiamo a Incominciare” viene messa in onda il 20 Novembre 1977. La scelta del conduttore da affiancare a Gabriella ricade su Luigi Pistilli, apprezzato doppiatore ed attore di origini grossetane proveniente dal Piccolo Teatro di Milano, capace di passare con naturalezza dai western di Sergio Leone ai thriller di Mario Bava e Sergio Martino, senza disdegnare passaggi teatrali con il Maestro Giorgio Strehler. Il supporto in ambito musicale è offerto dal Laboratorio Pandemonium, corale di Teatro-Canzone che si ispira alle gesta del longevo ed indimenticabile Quartetto Cetra. Sedici elementi capaci di cantare e suonare, ed accompagnare il moog di Roberto Formentini e le percussioni di Adriano Giordanella, fresco reduce dal successo con i fratelli De Angelis (Oliver Onions) per il soundtrack dello sceneggiato “Sandokan”.
In virtù di una track-list particolarmente considerevole (quattordici tracce) il nono album di Gabriella Ferri viene rilasciato dalla RCA in versione doppio longplaying, formato che purtroppo già della prima ravvicinata ristampa, viene ridotto inspiegabilmente di cinque brani, Un “impoverimento” estremamente significativo del quale fanno le spese la struggente Seminario, (“Andove c’era un giorno un seminario adesso c’è na prigione. Io me ce trovo chiusa drentro da tant’anni“) scritta dal padre Vittorio, il tributo al compianto Luigi Tenco Vedrai Vedrai e, soprattutto, Cristo al Mandrione, capolavoro di Pier Paolo Pasolini dedicato alla sventurata borgata nata sotto il grande acquedotto e divenuta rifugio per gli sfollati del primo dopo guerra (“Filame se ce sei Gesu Cristo!). La short-version di … E Adesso Andiamo a Incominciare inaugurata dagli slogan pacifisti del breve intro lennoniano Give Peace a Chance, custodisce comunque al suo interno rivisitazioni di innegabile suggestività: dall’Ave Maria di Schubert, in bilico tra solennità e ritmiche R&B a Il Terzo Uomo di Anton Karas, maestosamente re-architettato dalla recita e i fischiettii di Gabriella Ferri e i cori Pandemonium, attraversando l’incalzante Lasciami Sola (“Il mio vestito è rosso è di un rosso rubino e lo so che non ti piace. Tu lo trovi volgare ma io ci scendo in quartiere, anzi ci vado in farmacia“) portata al successo dalla cantautrice australiana Helen Reddy (Leave Me Alone) e Oração de Mãe Meniniha, gioiello del patriarca della musica brasileira Dorival Caymmi e sorta di tributo a quelle lande d’oltreoceano nelle quali Gabriella è particolarmente amata e apprezzata (non si dimentichi l’affermazione discografica di Te Regalo Yo Mis Ojos, versione spagnola della B Side del 45 giri È Scesa Ormai la Sera, capace di vendere in Sudamerica qualcosa come un milione di copie).
Di riflesso, il profilo inedito dell’album è illuminato dalle aspre quotidianità di Lunedì, scritta da una delle menti creative dei Pandemonium, Gianni Mauro (“E torna un altro lunedì, il tram rimbomba nella testa. E la domenica, che festa e. donne e vino e che allegria. Ti viene la malinconia e aspetti il fine settimana come un bambino la befana“) e dalle facciate del singolo apri-pista. Ma che Ne So e … E Adesso Andiamo a Incominciare, scritte da Lerici sulle musiche di Pintucci sono piccoli gioielli che dipingono amare metafore sulla vita, segnata da spietati rendez vous con i bilanci ed inevitabili “The Show Must Go On“. L’incedere da marcia circense dei brani è commosso e coinvolgente, un cliché vincente che lo stesso Pintucci riprenderà con successo a distanza di due anni ne Il Carrozzone del camaleontico Renato Zero.
Grave deficienza nelle teche Rai, nelle quali sembrano non esistere tracce tangibili di riflessi filmati, “… E Adesso Andiamo a Incominciare” è l’ultima grande occasione per ammirare all’opera Gabriella Ferri sul piccolo schermo in tutto il suo splendore di artista con la A maiuscola, simbolo di una romanità man mano smarrita e di un ineffabile antidivismo. Dal canto loro i compagni di avventura Pandemonium si affermeranno affiancando sul proscenio teatrale mostri sacri del calibro di Gigi Proietti, Renato Rascel e Gino Bramieri, sul palco del Sanremo 78 – dapprima in supporto al trionfante Rino Gaetano ed in seguito con la grottesca Tu Fai Schifo Sempre – ed in TV la “Raffaella nazionale“, Pippo Baudo e Loretta Goggi, confermando ad oggi, nonostante i fisiologici avvicendamenti di una line-up sulla quale gravitano oltre quarant’anni di attività, il loro modo di essere genialmente dissacranti. “Nessuno pianga, nessuno si commuova. Ridi pagliaccio, non è una storia nuova! Il circo è una pianta di follia, specchio di riso e di malinconia.

Gabriella Ferri: voce. Piero Pintucci: pianoforte.
Roberto Formentini: moog. Adriano Giordanella: percussioni.
Pandemonium: Sergio Lonsani: batteria. Mariano Perrella: basso, voce.
Sergio Foresio: tastiere, voce. Jimmy Tamborrelli: chitarra classica e elettrica.
Angelo Giordano: sax, flauto, clarino, voce.
Amedeo Minghi, Giorgio Bettinelli, Michele Paulicelli,
Monica Bergamaschi, Elga Paoli, Gianni Mauro, Angela Campanelli,
Gianna Carlotti, Carmen D’Amelio, Anna Pirastu: voce.

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Un pensiero su “Gabriella Ferri e i Pandemonium: “… E Adesso Andiamo a Incominciare” (1977) – di Alessandro Freschi

  • Ottobre 17, 2021 in 8:02 pm
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    Un album imprescindibile, nel quale scoprire e riscoprire lo strabordante talento di un’artista indimenticabile e forse, purtroppo, non abbastanza ricordata.
    Le atmosfere sospese tra una melancolia tutta italiana e quelle più internazionali danno prova della caleidoscopica personalità della Ferri che, a ragione, spalanca le porte della sua anima su un mondo convintamente intenzionato, e al contempo costretto, a dare tutto sul palco dove, come recita il brano che dà il titolo all’album, regna il “pubblico sovrano”.

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