Frumious Bandersnatch: una storia psichedelica – di Maurizio Fierro

The Golden son of Libra is me! LSD can allow you the experience of clear light, and pure, total, essence of being. You don’t know what’s gonna happen to you when you take it” (da Woodrose Syrup). Se il surf-rock, insieme al folk-rock e al fratello minore country rock sono gli stili di tendenza nella Los Angeles degli anni 60, buona parte dell’immaginario musicale californiano dell’epoca sconta un debito di riconoscenza verso il rock psichedelico, autentica epitome di un’era nella quale quel termine, psichedelico, assurge a simbolo di una generazione che fa della ribellione, dell’antimilitarismo, del pacifismo e del desiderio di aggregazione uno stile di vita che marchia a fuoco un indimenticabile periodo storico e sociale. E quando si parla di vibrazioni psichedeliche, non si può non pensare allo spirito di San Francisco”, ad Haight-Ashbury, alle comunità hippie e all’afflato libertario e artistico che aleggia sulla città della baia, così diverso dall’atmosfera “business as usual” che pervade lo star system e l’industria musicale della rutilante City of Angels. L’oceano e il sole, i vigneti e le superstrade, l’LSD e le tavole da surf. Tutto sembra dilatarsi, a San Francisco. Non è importante il singolo ma la comunità, il viaggio non la meta, e allora anche i pezzi rock si adeguano, e lo stile sibarita e l’atteggiamento rilassato si sublimano in interminabili jam session che fondono musicisti e pubblico in una sostanza omogenea e sognante, una pulsazione condivisa che è il denominatore comune che dà il groove alla sinfonia della quotidianità.
E se i Grateful Dead di Jerry Garcia sono i fedeli depositari del verbo antisistema, gli stravaganti Quicksilver Messanger Service di John Cipollina i primi a fare di un certo way of life una filosofia, sistemandosi nella zona rurale di Marin County, in una sorta di ritorno alla natura alla Thoreau, e i Jefferson Airplane di Paul Kantner e Jorma Kaukonen la prima grande band cittadina a virare su sonorità in stile Beatles, impreziosite dalla splendida voce dell’ex modella Grace Slick, tutto un sottobosco di gruppi scalpita per rappresentare il nuovo che avanza. Fra questi spicca una band che decide di chiamarsi Frumious Bandersnatch, mutuando il nome da un personaggio immaginario di Lewis Carroll apparso in “Jabberwocky, una delle poesie nonsense più famose della letteratura inglese, contenuta nella novella “Dietro lo specchio”. Originari dell’area di Orinda/Lafayette, nell’East Bay, il lato della baia con le contee di Alameda e Contra Costa che comprende le città di Oakland, Berkeley e Richmond, quella che sarà considerata the great lost psichedelic band”, a rappresentanza della vena più acida del periodo psichedelico, nasce come uno di quei gruppi appartenenti alla seconda ondata del Frisco Sound ma, a differenza di altre band come Country Joe & The Fish, non subiscono alcuna influenza di natura folk e i loro testi sono del tutto privi di riferimenti politici.
Tipico esempio di garage-band emerso dalla scena dell’Area Contra Costa, i cui componenti suonano in gruppi rivali nelle High School della contea, i Frumious Bandersnatch nascono quando il batterista Jack King e il chitarrista George Tickner lasciano gli Shadows Blue LTD di Lafayette per unirsi alla cantante Raja Doria di Oakland, al chitarrista Dave Danny dei Breakers e al bassista Brian Hough degli All Night Fly, entrambi di Pleasent Hill. Con questa formazione, nell’estate del 1967 i Frumious Bandersnatch si fanno conoscere suonando nei locali di punta della città come il Matrix, il Western Front e il Fillmore ma alla fine di quell’anno un rovescio della sorte fa perdere alla band tutto l’equipaggiamento, trafugato dal loro magazzino di Oakland. A seguito di quell’evento il gruppo si scioglie e a quel punto Jack King e Dave Denny decidono di guardarsi intorno, chiamano il bassista Ross Valory e il chitarrista di Seattle Jimmy Warner, entrambi precedentemente con i Good Timers, un altro gruppo di Lafayette e, insieme all’ex roadie Herbie Herbert, nasce la seconda fase dei Frumious. Il manager della band, Jim Nixon, decide di non cambiare il nome e arruola il cantante Bobby Winkelman (una vecchia conoscenza di King e Valory ai tempi del Diablo Valley College) dei Fabolous Epics.
Il sound della nuova line up recupera materiale di repertorio dei primi Frumious, arricchendolo con l’esperienza e il talento dei nuovi arrivati. Valory decide di ospitare i componenti della band nel suo ranch di Happy Valley Road, con mogli e fidanzate a seguito, e da quella convivenza dal sapore flower&power scaturisce una chimica di gruppo che produce una miscela musicale esplosiva. Il feeling familiare da tutti per uno uno per tutti ha un effetto additivo sulle canzoni e la voce imperiosa di Winkelman, la sezione ritmica di King e Valory e il contrasto fra lo stile melodico della chitarra di Denny e quello super aggressivo di Warner producono indimenticabili esibizioni dal vivo all’Avalon e allo Straight Theatre e, soprattutto, durante lo Sky River Festival del Pacific Northwest, nell’estate del 1968. Cooptati da Bill Graham per fare da supporto ai Byrds presso il mitico Kaleidoscope Club di Los Angeles, in quei mesi i Frumious autoproducono il loro primo disco, “Muggles Gramophone Works”, per la G. M. W., un’incisione composta da quelli che sono considerati i loro tre cavalli di battaglia, What is a Bandersnatch?, piccolo inno allo spirito di amicizia, Can a Bliss, una delle più spontanee descrizioni della sinergia cannabis-musica, e Woodrose Syrup, dal nome dell’infuso che dà un blando effetto allucinogeno.
Insieme a Hearts to Cry, a Rosemary’s Baby di Winkelman, reinterpretazione in chiave psichedelica del film di Roman Polanski, e alla melanconica e introspettiva Black Box, scritta da King che si immagina da vecchio a osservare la sua vita nei ricordi chiusi in una metaforica scatola nera della memoria, questi brani compariranno nella compilation postuma del 1996A Young Man’s Song”, piccola gemma dell’acid sound. Alla fine del 1968, un po’ per l’incapacità di Nixon di pensare in grande, un po’ a causa del suo inestirpabile anelito al cambiamento, Valory lascia la band. Gli altri componenti abbandonano la sua fattoria ponendo fine a quella piccola esperienza comunitaria. Il gruppo continua a esibirsi ma nel gennaio del 1969 anche Jimmy Warner lascia, e da quel momento inizia un’agonia che si protrae per tutto l’anno, nonostante un’altra effervescente esibizione estiva allo Sky River Festival. Da lì a poco Herbie Herbert intraprenderà una carriera da illustratore, Winkelman e King andranno a far parte della Steve Miller Band, mentre Valory e Tickner saranno fra i membri fondatori dei Journey, comparendo nei due primi LP del supergruppo di Greg Rollie, Aynsley Dunbar e Neal Shon, prima della loro svolta Oar. Nel 1994 i Frumious Bandersnatch si riuniranno in occasione di un concerto benefico per Chet Helms, il guru dei Family Dog, e quella sarà l’occasione per gli ex ragazzi dell’East Bay di ritrovarsi per un ultimo viaggio. Un viaggio in un altrove mentale ed emotivo e, perché no, spirituale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: