IL FREDDO (prima puntata) – di Gianluca Morozzi –

Siamo in tre in questa macchina che corre verso sud, io, Elena e l’Allegro Lettore, e non lasciatevi ingannare, se per caso mi state sorpassando in autostrada e mi vedete un po’ curvo sul volante e, indubitabilmente, da solo nell’abitacolo vuoto. Ci sono tutti e due. Viaggiano con me verso Firenze Nord, appollaiati sulle mie spalle.
Sulla spalla sinistra c’è Elena, stravaccata nelle sue pose un po’ zotiche e scomposte. Mi guarda, mi parla, dice delle cose taglienti, cambia posizione, si stravacca nella posa della rana partoriente, mi dice delle cose taglienti, cambia posizione, mi dice E poi per tutto questo tempo non hai fatto che scrivere delle tue scopate, bella roba, ci hai sfruttate tutte quante solo per scrivere!,  e io le   rispondo, addirittura. Cioè, se mi state sorpassando mi vedete serio e silenzioso al volante, non vedete le mie  labbra muoversi, ma io sto rispondendo a Elena, in realtà, anzi, sto un po’ urlando.

Copia di il freddo 1 puntata seconda

Poi c’è l’Allegro Lettore, appollaiato sulla spalla destra. Ride.
L’Allegro Lettore legge le mie cose per una grande casa editrice. Tutte le cose che gli faccio leggere, dice, sono divertentissime. Io a volte scrivo cose divertentissime, a volte no, ma per lui sono tutte divertentissime. Secondo lui, io voglio far ridere anche quando faccio di tutto per dissimularlo. E’ una scrittura comica inconscia, la mia. Anche il racconto sul ragazzo che viene investito da un’auto pirata, l’odissea del padre che cerca il colpevole, per lui faceva ridere anche quello. Ah, diceva, sì, in   apparenza è un racconto drammatico, però la scena del padre che picchia il giovane fascista perché pensa che sia stato lui a investire il figlio, ah, quella era molto molto  ironica.
Insomma, pensavo io.
E poi quell’altro racconto che hai scritto, quello sulla madre che spezza il collo al figlio e poi lo divora un dito alla volta e un pezzo alla volta, ah, quello sembra un    racconto dell’orrore, sì, ma c’è tutto un gusto della parodia del genere, un’ironia, è divertentissimo…
Insomma, pensavo io, di nuovo.
Allora vediamo, se questo racconto qua lo fa ridere, oltre a parlare delle mie scopate.
 
Segue…
 
Tutti i diritti riservati  © (Gianluca Morozzi – illustrazioni el cordobès)

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