Fred Buscaglione: quella miscela di swing e ironia – di Gabriele Peritore

Un cappello a larghe falde sulle ventitré, un doppiopetto gessato e un paio di baffetti da sparviero, fanno balzare immediatamente alla mente l’immagine di Fred Buscaglione, un po’ gangster un po’ guascone. Un’immagine costruita ad arte, ispirata alla figura di Clark Gable, e impersonata con estrema naturalezza, perché cucita su misura. Come la risata da gradasso e l’uso del fischio – classico richiamo da uomo di strada – presenti nelle incisioni e nelle sue esibizioni. Fred (Ferdinando) Buscaglione, a dispetto dei natali poveri ha sempre studiato musica fin da bambino, anche al conservatorio di Torino (la città in cui è nato nel 1921) finché le finanze lo hanno permesso. Quando non ha potuto più frequentare le scuole ha continuato comunque a fare musica, ovunque e con qualsiasi strumento, pur di suonare, facendo dei lavoretti di bassa manovalanza per mantenersi. Fino alla chiamata alle armi per la seconda guerra mondiale. Ma non c’è guerra che tenga per uno come lui. L’amore per la musica è più forte, così anche da prigioniero in Sardegna trova il modo di intrattenere i suoi commilitoni.
Venendo a contatto con le truppe straniere si impratichisce con i ritmi d’oltreoceano. Rock’n’roll, tango, milonga, merengue, rumba, ma soprattutto swing. La capacità di far tesoro di ogni esperienza gli permette di mettere su una band, gli Asternovas, composta da amici musicisti in grado di swingare tutto, ma proprio tutto, in presa diretta, e anche di cambiare genere al volo in base all’esigenza. Di passare, ad esempio, dallo swing al tango con tutti gli strumenti nel tempo di una battuta, nel caso in cui dalla frenesia urbana si doveva passare alla tematica della gelosia. Grazie al rapporto di amicizia fraterno con lo scrittore Leo Chiosso può costruire a tavolino l’immagine che porta in giro per l’Europa, anche nei più infimi locali. Esperienze queste che, però, contribuiscono a alimentare la sua leggenda. Un vero e proprio personaggio che parla e si muove come uscito da un romanzo hard- boiled. I testi si avvicinano prevalentemente alle tematiche del genere “Bulli&Pupe“. Il bullo ovviamente è lui.
In molti dei brani più belli si presenta con tutta la sua spavalderia ed è un piacere per le orecchie ascoltare ancora oggi: Whisky Facile, Io Piaccio, Che Notte, Il Dritto Di Chicago, Le Rifififi. Tra la gente dei localetti di periferia il successo è immediato ma la celebrità è ancora lontana. Non è facile imporre il suo personaggio negli anni cinquanta. Un periodo storico in cui il nostro Belpaese subiva enormi cambiamenti. L’avvento del rock’n’roll, l’avvento della televisione, e i gusti degli italiani che si dividevano tra Domenico Modugno e Nilla Pizzi. Difficile soprattutto per lui che sceglie di presentare tematiche legate al sesso, all’alcol, alle botte, tutto comunque proposto e infarcito da un’impareggiabile ironia e altrettanta capacità di tenere il palco. Per ogni brano sceglie delle storie da raccontare con il suo stile da istrionico guitto e le porta in scena con gli Asternovas pronti, prontissimi, a trasformare in partiture le sue idee e a improvvisare se necessario.
Il successo vero arriva nel 1958 con l’intramontabile Eri Piccola Così, brano che parla della gelosia e dello strapotere delle donne anche sull’uomo più duro. Tematiche che aveva già messo a fuoco con l’altrettanto celebre Che Bambola o anche in Teresa Non Sparare. Era sua abitudine prendere notizie fresche e ridurle in piccole storie da cantare, come nel caso della casalinga che spara al marito infedele. Oltre le sue capacità interpretative e dallo swing le sue storie erano arricchite da innovativi effetti sonori che ricreavano nell’incisione, sirene, frenate, sgommate, strilloni, tutto il mondo della strada, insomma. Proprio grazie a queste caratteristiche Fred Buscaglione è da annoverare tra gli artisti di quel momento che hanno contribuito notevolmente al cambiamento dei gusti musicali. La sua cifra stilistica già esplosiva si espande ancora di più grazie al suo lato romantico che lo porta a interpretare lo spaccone dal cuore tenero. Nella sua produzione sentimentale troviamo capolavori indelebili come Guarda Che Luna, Criminalmente Bella, Love In Portofino e come non citare Una sigaretta, Buona Sera (Signorina), e ancora Carina e Non Partir. In cui vengono esaltati il suo rispetto e la sua adorazione per le donne.
La bellezza femminile è il centro dell’universo e il desiderio maschile gravita attorno con galante corteggiamento generando follia, felicità se contraccambiato appena da un semplice sguardo; tormento, sofferenza se non ricambiato. In poco tempo ha disseminato di genio le sue numerosissime creazioni ed è un peccato non poterle citare tutte. Ognuna andrebbe ascoltata come merita. Aveva trovato la strada per le luci della ribalta e la percorreva ogni notte alla massima velocità. Era richiestissimo da TV, radio e cinema. Proprio una di quelle albe del 1960, dopo una notte allegra, in cui si doveva recare a registrare uno spot pubblicitario, sfrecciando ad alta velocità con la sua Cabrio, si schiantava contro un camion che trasportava porfido. Uno scontro, proprio come nelle sue storie, la fine della vita, l’inizio della leggenda. Una scintilla la sua manifestazione artistica impressa con un sorriso nel firmamento della Musica.

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