Frank Zappa & The Mothers of Invention: “Uncle Meat” (1969) – di Piero Ranalli

Nel 1965 Frank Zappa propose a una band di nome Soul Giants di suonare le sue composizioni e dopo averla ribattezzata The Mothers (che era una sottile abbreviazione di motherfucker) attirarono l’attenzione del produttore Tom Wilson. Quello stesso anno la MGM Verve offrì un contratto al gruppo e dopo aver cambiato il loro nome in The Mothers Of Invention (per soddisfare alcuni dirigenti della MGM Records, che pensavano che l’altro nome fosse troppo provocatorio), pubblicarono Freak Out! (1966).
Uncle Meat“, pubblicato nel 1969, è il loro quinto album e fu pensato come colonna sonora di un omonimo film che non vide la luce prima del 1987 e che prevedeva la combinazione di diversi elementi di science fiction con storie di vita on the road ispirate agli eccessi sessuali del gruppo in tour. Successivamente Frank iniziò a lavorare ad un progetto chiamato No Commercial Potential, di cui fa parte anche “Uncle Meat“, insieme ad altri album (“Lumpy Gravy” del 1967), We’re Only in It for the Money  e
Cruising with Ruben & the Jets” entrambi del 1968), per cui il materiale inserito in “Uncle Meat” è organicamente collegato a questi dischi, come se fossero un unico album. Il disco in questione contiene molto del materiale e della musica che sarebbero stati utilizzati nel film finale, quindi è per questo che è così vario nel suo stile: ci sono anche molte conversazioni tra la band e spezzoni parlati e recitativi vari da parte del personaggio della groupie Suzy Creamcheese che sarebbero state usate nel film.
Frank Zappa usò molte tecniche interessanti per unire e modificare il flusso dell’album e le attrezzature utilizzate erano abbastanza all’avanguardia: un banco mixer a 12 piste, oltre a una gran varietà di tecniche per realizzare la sua visione, incluse moltissime sovraincisioni, l’impiego di strumenti inusuali ed effetti di studio, accelerando e rallentando i nastri per ottenere effetti artistici non convenzionali. Si voleva realizzare, insomma, un album in grado di sfidare l’apatia e la piattezza della musica commerciale contemporanea e l’assuefazione del pubblico ad essa. “Uncle Meat” è considerato un importante passo discografico di Frank Zappa verso il jazz e la musica classica ed include anche elementi di blues, rock’n’roll, e tutti questi elementi sono fusi insieme in un gruppo di tracce quasi continue che si susseguono quasi senza soluzione di continuità. Un eccellente esempio della capacità di Frank di manipolare il suono e la musica per ottenere il tipo di prodotto finale che riteneva perfetto.
Il lavoro così contiene davvero tante tracce ma i punti salienti sono principalmente costituiti da quelle strumentali e le tracce vocali sono perlopiù frammenti di canzoni, o portate fuori dal contesto quindi, non hanno lo stesso effetto che avrebbero nella loro forma originale… ma questo non esclude il fatto che il prodotto finale funzioni perfettamente e dà l’idea che queste incisioni siano state pensate per stare insieme. Nel caso del vinile doppio (Bizarre Records 1969), i primi tre lati sono un gruppo di brani che descrivono la gamma dello stile della band: dal jazz d’avanguardia alle canzoni classiche e umoristiche. La maggior parte di questi brani sono tutti uniti a brevi frammenti di partecipazione del pubblico e conversazioni registrate, poi ci sono registrazioni in studio e dal vivo, alcune prese da lunghe jam strumentali basate su temi come Dog Breath, King Kong, A Pound For a Brown e le Uncle Meat Variations, con Frank Zappa che accelera molte registrazioni e manipola il suono attraverso il suo giocattolo preferito, chiamato da lui stesso Apostolic Blurch Injector. Il quarto lato del vinile presenta versioni e assoli tratti da diverse registrazioni di King Kong, che è un tema usato da Zappa per permettere che la band esegua improvvisazioni e assoli.
La versione CD doppio
(Rykodisc 1987) raccoglie nel disc two tutto il quarto lato del vinile che inizia con un estratto di oltre 30 minuti del filmUncle Meat“, seguito dal brano Tengo Na Minchia Tanta, cantato dal giornalista rock italiano Massimo Bassoli, seguito di nuovo da un altro estratto di tre minuti dal film (da considerare tutto materiale aggiunto rispetto alla versione in vinile del 1969). Vi è una traccia, If We’d All Been Living in California, molto divertente dove Jimmy Carl Black (il batterista) parla con Zappa del motivo per cui i The Mothers of Invention non guadagnano e, quando arriva alla parte in cui dice: “stiamo morendo di fame, questa band sta morendo di fame“, si può davvero cogliere la disperazione nella sua voce. Jimmy Carl Black aveva un paio di figli in California mentre The Mothers of Invention operava a New York all’epoca in cui è stato registrato “Uncle Meat” e quando sei lontano dalla tua famiglia per molto tempo come nel caso di Jimmy Carl Black, diventa difficile consentire una vita agiata ai famigliari. The Mothers of Invention – come altre band del periodo – non ha mai tirato su molti soldi… solo quanto bastava per sopravvivere. C’era molta frustrazione tra i membri della band per questo problema e forse è stato uno dei motivi per cui Zappa ha sciolto The Mothers of Invention nel 1969. Inusuale e lodevole che Zappa abbia scelto di inserire questa conversazione come commento a quella situazione. Un’altra curiosità: nel retro di copertina c’è un teschio con impressa un’annata, 1348; si presume che Zappa abbia fatto riferimento all’anno in cui la vecchia Europa fu travolta dalla peste nera, in cui fu vittima circa un terzo della popolazione del continente di allora (venti milioni di persone su una popolazione totale di circa 60 milioni). Di sicuro ascoltare questo disco, come altri di Zappa, senza cogliere appieno la complessità del contenuto artistico può essere frustrante, ma se si segue al meglio il messaggio complessivo, diventa tutto più piacevole e grandioso. Le Mothers all’epoca di questa registrazione erano: Frank Zappa (chitarra, voce, percussioni), Ray Collins (voce), Jimmy Carl Black (batteria), Roy Estrada (basso), Don Preston (piano elettrico), Billy Mundi (batteria), Bunk Gardner (flauto, clarinetto, clarinetto basso, sax alto, soprano e tenore, fagotto), Ian Underwood (organo, piano, clavicembalo, celeste, flauto, clarinetto, sax alto e baritono), Artie Tripp (batteria, timpani, vibrafono, marimba, xilofono, wood blocks, bells, small chimes), Euclid James Sherwood (sax tenore, tamburello), Ruth Komanoff (marimba, vibrafono), Nelcy Walker (voce soprano).

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