Frank Zappa and The Mothers of Invention: “One Size Fits All” (1975) – di Mr. Hyde

Anno 1975 – La genialità di questo musicista è indiscutibile, e quest’album lo testimonia pienamente. Captain  Beefheart suona l’armonica – cos’altro può fare? Ubriacatevi con questo prog-jazz di stampo americano i cui unici riferimenti storici musicali sono il country, il blues, il jazz, il rock’n rollFrank Zappa si inventa un passato, la musica che naviga lungo il Mississippi, si arrampica sui vecchi grattacieli insieme a King Kong e si nutre dei cortocircuiti delle vecchie insegne luminose dei Casino e dei locali notturni. Bach e la Sagra di Sigfrido sono andati a farsi fottere. Qui si sente l’urlo di Tarzan mentre Hollywood applaude. Niente male per uno che si sarebbe autodefinito “A Man From Utopia” alla ricerca di una tetta madre tra antiche ruine e cupole arabo-normanne. Eclettico discendente di Federico II, Stupor mundi oltre le Colonne d’Ercole, qualche secolo dopo. Sono rimaste  la carica eversiva della sua chitarra, delle sue parole, la sua ironia acida.

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Line up eccezionale:
Frank Zappa – guitar, lead vocals on “Po-Jama People”,
“Evelyn, a Modified Dog” and “Sofa No. 2”, backing vocals
George Duke – keyboards, synthesizer, lead vocals on “Inca Roads”,
“Andy” and “Sofa No. 2”, backing vocals
Napoleon Murphy Brock – flute, tenor saxophone, lead vocals on “Florentine Pogen”
and “Andy”, backing vocals
Ruth Underwood – marimba, vibraphone, percussion
Chester Thompson – drums, sound effects, voices
Tom Fowler – bass guitar
James “Bird Legs” Youman – bass guitar on “Can’t Afford No Shoes”
Johnny “Guitar” Watson – vocals on “San Ber’dino” and “Andy”
Captain Beefheart (credited as ‘Bloodshot Rollin’ Red’) – harmonica
Released June 25, 1975 – Label DiscReet

Side 1: Inca roads / Can’t afford no shoesSofa no. 1Po-jama people 
Side 2: Florentine Pogen Evelyn, a modified dogSan Ber’dino Andy / Sofa no. 2 
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3 pensieri riguardo “Frank Zappa and The Mothers of Invention: “One Size Fits All” (1975) – di Mr. Hyde

  • Settembre 25, 2016 in 11:36 am
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    nell’ultima edizione delle “Mothers” Franky estrae dal cilindro una delle sue migliori perle da collezione, imprescindibile e con una formazione spettacolo che lo accompagnò anche nei celebri concerti al Roxy, spettacolare ma forse troppo “composta e ordinata” …fuori dal palco intendo…per quelli che erano i suoi gusti in tema di band e suoi comportamenti al tempo…The Po-jama People pare sia stata scritta proprio per loro…anche perché forse come spesso gli è capitato, il ns mentre era impegnato in un progetto…contemporaneamente era già proiettato in altre “dimensioni”…che di li a qualche anno avrebbero preso vita…

    Risposta
  • Pingback:Un giorno lungo un giorno – C con S

  • Febbraio 24, 2019 in 11:36 am
    Permalink

    Dici bene. Frank non ha mai smesso di crescere e sperimentare. Alla fine di un concerto, le idee che erano nate – durante il concerto- lo rendevano già diverso da quello che era -prima del concerto – .Non era un fatto di ricerca stilistica, questo suo cercare e crescere e mutare
    in continuazione.Era un processo biologico..

    Risposta

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