Frank Sinatra: “Standing Room Only” (2018) – di Luca Coccia

Frank Sinatra (“The Voice”), il crooner più famoso del mondo, non pago della sua interminabile discografia ufficiale che vanta più di 20 singoli prima dell’album di debutto ed a seguire, un’incredibile lista di album inediti, continua a stupire a distanza di anni dalla sua morte, avvenuta nel 1998 nella sua poco modesta casa di Los Angeles, in California. Un infarto portò via una delle icone più popolari del XX secolo che, nonostante tutto, continua ad ammaliare nuove schiere di giovani fans. Così, a pochi giorni dall’uscita dell’ultimo lavoro discografico, sono tornato ad innamorarmi dello suo stile inconfondibile . “Standing Room Only” è un’opera ben curata, una raccolta di canzoni che è molto più di una semplice compilationUn viaggio che si sviluppa nell’arco di 3 differenti decenni, accomunati da una sempre presente precisione di esecuzione ed una intensità d’interpretazione da fare scuola ancora oggi. Ognuno dei 3 dischi del cofanetto è un concerto storico: si parte con il Live at The Sands del 1966, storico locale di Las Vegas, teatro di molte avventure professionali e non di Frank Sinatra, che amava intrattenersi qui in compagnia dei suoi amici storici: Dean Martin, Sammy Davis Jr., Peter Lawford, Joey Bishop… soprannominati Rat Pack, letteralmente “branco di ratti”. Con il secondo cd facciamo un salto di 8 anni e siamo alla fine del 1974, con un concerto al The Spectrum di Philadelphia che propone alcuni dei titoli più interessanti della discografia di Sinatra, tra i quali The Lady is A Tramp, I’ve Got You Under My Skin eil capolavoro scritto da Paul Anka, My Way, con il quale Sinatra chiude il concerto in maniera a dir poco spettacolare. Il terzo cd ci propone un Sinatra ormai 71enne eppure in splendida forma. Con il concerto di Dallas, alla Reunion Arena; non ci si può esimere dal notare che la sua voce, col passare dei decenni, rimanga comunque perfetta per il suo repertorio e per l’interpretazione a tutt’oggi ineguagliata. Insomma, questo è un cofanetto di importanza storica, che contiene le maggiori hit di Sinatra, tutte rigorosamente dal vivo, situazione in cui “The Voice” era in grado di far capire a tutti l’origine del suo soprannome.

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