Franco Battiato: Voglio vederti danzare (1982) – di Benedetta Servilii

Mia amava gli imprevisti, i dettagli irrilevanti, il silenzio e la fantasia. Pensava che questi ultimi fossero da sempre la miglior compagnia. Mia amava farsi compagnia. Detestava i logorroici, chi voleva insegnarle il modo giusto di vivere, le lamentele, i colori pastello e l’ora solare. Era affascinata dalle persone complesse (ho detto “complesse”, non complicate. Scusate, ma Mia l’avrebbe puntualizzato), dagli uomini curiosi, colti e che sapevano utilizzare la punteggiatura e le parole in modo originale. Mia amava il suono delle parole. Era alla guida della sua macchina in un’anonima giornata estiva quando un improvviso temporale la costrinse ad accostarsi sul ciglio della strada. Quando ci si trova in certe situazioni si pensa soltanto a una canzone e a una persona e, di solito, una delle due fa particolarmente la differenza. Non so cosa arrivò per prima nella mente di Mia, fu un pensiero così immediato e spontaneo che è impossibile sceglierne la sequenza. Il cielo era ormai di piombo, il vento schiaffeggiava ripetutamente gli alberi intorno e strattonava l’auto come una barchetta in mare aperto, la pioggia battente era ormai mista a grandine. A Mia non importava perché si sentiva al sicuro, le piacevano quei momenti di pausa forzata, aveva la capacità di trasformarli in viaggi temporali e bolle surreali. Mia pensò a Franco Battiato, l’unico che sarebbe riuscito a trasformare quell’attimo in poesia, l’unico capace di accostare immagini e parole al punto da risvegliare conoscenze archetipiche, uno dei pochi con cui sognava di trascorrere del tempo parlando del senso delle cose o della loro insensata natura, sotto la luce lunare, magari bevendo un bicchiere di buon vino rosso. Incurante di una tempesta che non accennava a terminare, Mia si affrettò a metter su Voglio vederti danzare, quasi timorosa di perdere istanti di magia. Sorrise. Ironia della sorte, era una canzone di un album del 1982, “L’Arca di Noè”, anno della sua nascita. Sin da bambina aveva avuto su di lei l’effetto di un carillon e, crescendo, l’aveva eletta il suo inno alla vita, anche se non comprendeva minimamente chi fossero le balinesi, i dervisci o cosa fosse il Kathakali. Aveva solo capito che bisognava danzare. So per certo, però, che adorava il suono e l’immagine del verso “…regni di sciamani e suonatori zingari ribelli”, le evocava un senso di estatica libertà a cui non avrebbe potuto e voluto mai rinunciare. Mia sorrise di nuovo e, guardandosi negli occhi nello specchietto retrovisore, ricordò tutte le volte che aveva danzato e tutte le volte che non lo aveva fatto. Pensò che ci fosse bisogno di un promemoria indelebile, magari sulla pelle. Chiuse gli occhi e si parlò. Voglio vederti danzare al suono di un tamburo che amplifichi i battiti del cuore… sotto la pioggia, senza il timore di bagnarti, senza l’urgenza di metterti al riparo. Voglio vederti danzare tra una folla composta, ignorando il suo sguardo che ti vuole diversa… con l’eleganza di un cigno e la fierezza di un leone. Voglio vederti danzare scalza su una terra nuda, perché tu possa sentire la sua forza e sia per te linfa vitale … nuda, orgogliosa dei difetti che ti rendono una donna perfetta. Voglio vederti danzare quando sei arrabbiata, finché quello che arriva fino alle viscere si trasformi in energia per ribellarti o stanchezza per il riposo delle membra… dopo l’abbraccio di chi sai che non andrà via domani… ad occhi chiusi, passeggiando nelle tue stanze e tra i tuoi ricordi, immaginando ancora nuovi mondi. Voglio vederti danzare anche se è sconveniente, pericoloso e credi di non saperlo fare… anche quando non c’è musica, soprattutto quando non c’è musica… Mia aprì gli occhi ed ebbe la sensazione di riconoscere la strada da prendere: “Grazie Franco, anche stavolta”. Poi il sole tornò.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

2 pensieri riguardo “Franco Battiato: Voglio vederti danzare (1982) – di Benedetta Servilii

  • Settembre 6, 2018 in 12:03 pm
    Permalink

    Grazie a te della lettura 🙂 !!!

    Risposta

Rispondi a benedetta Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.