Francis “Scrapper” Blackwell e il Blues perduto – di Rosanna Cornaglia

Da cinque giorni avevo compiuto quattro anni, ma allora di Blues non ne sapevo nulla.
Fu molti anni dopo, mentre percorrevo la mia personale strada di conoscenza musicale, che collegai questa data d’ottobre vicina alla mia nascita,  alla scomparsa di un grande Bluesman…
Il 6 ottobre 1962 moriva Francis “Scrapper” Blackwell, già allora sbrigativamente collocato tra le figure di secondo piano della Musica del Diavolo e considerato nella storia del Blues come un ottimo chitarrista e poco più. Faceva coppia con il triste e più noto Leroy Carr che lo accompagnava al piano.
Assieme hanno contribuito a dare una svolta trasformatrice e fondamentale al Blues
da quello rurale (grezzo, legnoso e primitivo) a quello più evoluto e raffinato (avvolgente e urbano).
Al piano Carr teneva il tempo e Francis improvvisava, in un’altalena di fraseggi scanditi dal “nota per nota” e da accordi completi. Dal 1928 al 1935 Scrapper realizzò una serie di registrazioni che finirono sui 78 giri dell’epoca. Poi, qualche benemerita casa discografica, si è impegnata in un lavoro di ricerca riguardante le incisioni Blues prodotte prima del secondo conflitto mondiale.
Grazie a questo possiamo ascoltare la grande Musica di questo Artista innovativo, pieno d’inventiva e mai banale, collocato in un preciso contesto storico di passaggio, che ha purtroppo determinato la perdita di un
enorme patrimonio sonoro, oggi difficilmente recuperabile nel suo complesso.

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scrapper cornaglia

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