Francesco Mirenzi: “Rock progressivo italiano – La storia, i concerti, i protagonisti” (2018) – di Fabio Rossi

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un abbondante proliferare di opere editoriali sul progressive rock di matrice italiana. La necessità incalzante di voler storicizzare un movimento musicale, fiore all’occhiello del nostro Paese al punto di arrivare a rivaleggiare con i maestri inglesi, costituisce la leva principale che ha portato numerosi saggisti ad affrontare un argomento strutturalmente complesso. Eppure il progressive tricolore, nel periodo più fulgido e intenso, è durato oggettivamente poco, demolito dall’avvento delle radio private, soppiantato dal cantautorato d’autore e dal minimalismo imperante del punk, new wave e disco music. La casa editrice romana Derive Approdi, per la collana “I Giradischi”, ha recentemente riunito e pubblicato in unico volume, intitolato “Rock progressivo italiano – La storia, i concerti, i protagonisti”, quelli che a tutti gli effetti sono stati i due testi antesignani sulla tematica: “Rock Progressivo Italiano – Vol I: la storia, i protagonisti, i concerti” e “Rock Progressivo Italiano – Vol II: i gruppi, le testimonianze”, entrambi editi nell’aprile del 1997 da Castelvecchi. L’autore è Francesco Mirenzi, di professione avvocato, nonché giornalista e scrittore. A lui si deve il merito di essere stato il primo saggista ad affrontare in maniera organica (senza l’ormai indispensabile ausilio di Internet), la storia del progressive Italiano. Rispetto alle versioni di oltre vent’anni fa, il recente libro è stato arricchito da: un’appendice composta da tre interventi di Guido Bellachioma, autorevole critico musicale del settore (“Quando raro è bello”, un’analisi dei cento 33 giri più rilevanti degli anni settanta, “Il passaggio dagli anni settanta ai novanta” e una “Discografia selezionata del progressive italiano degli anni Ottanta e Novanta”); un inserto di Franco Brizi, collezionista tra i più competenti, che ha stilato la lista de “I 100 dischi più rari del progressive italiano”, includendovi le relative quotazioni; e la squisita postfazione“Abbiamo tutti un Prog nell’armadio”, curata da Renato Marengo, noto giornalista e produttore. La pubblicazione, priva di ulteriori aggiunte, è destinata ad affascinare il lettore trasportandolo, come una macchina del tempo, in un periodo storico ormai lontano. La prima parte si apre con un sunto degli avvenimenti salienti dal 1968 al 1979 e prosegue con la cronistoria dei concerti e dei raduni tenuti nella nostra Penisola, tra cui la “Festa del Proletariato Giovanile” organizzata da “Re Nudo”, la rivista che per prima si impegnò nella diffusione del concetto di “controcultura”. Francesco Mirenzi ha voluto dare la parola ad alcuni protagonisti del circuito alternativo per cercare di comprendere meglio quello che è stato un fenomeno unicamente italiano in cui la musica e la politica si sono intrecciate a doppio filo. Sfortunatamente questo comportò lo scatenarsi di violenti scontri tra i giovani che volevano assistere gratuitamente ai concerti (una vera e propria assurdità contestata degli stessi musicisti) e le forze dell’ordine. Conosciamo tutti quali sono state le conseguenze nefaste di tutto ciò… l’embargo dell’Italia evitata come la peste bubbonica dal numerosi artisti stranieri. Nella seconda parte sono riportate le interviste a personaggi che parteciparono alla formazione e allo sviluppo di alcune tra le mitiche formazioni del periodo: Le Orme, Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso, Area, Canzoniere del Lazio, Perigeo, Osanna, Balletto di Bronzo, Formula 3 e Il Volo. Coinvolgenti la parte dedicata all’indimenticabile Demetrio Stratos e l’intervento del Maestro Luis Bacalov che racconta come furono realizzati i dischi “Concerto Grosso 1 & 2” dei New Trolls, “Milano Calibro 9” degli Osanna 3, “Contaminazione” de Il Rovescio della Medaglia. Il libro è di agevole lettura ed è accuratamente dettagliato, sia sotto il profilo musicale che quello sociopolitico. Ancora oggi, a dispetto delle tecnologie, lo sforzo letterario e cartaceo di Francesco Mirenzi risulta con certezza tra i testi più significativi mai scritti sul rock progressivo italiano. Consigliata vivamente la lettura a tutti gli appassionati.

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