Folkabbestia: “Il Fricchettone 2.0” (2019) – di Laura Pescatori

Leggiamo sul comunicato stampa dei Folkabbestia:“I Folkabbestia, insieme a Finaz ed Erriquez della Bandabardò e Dudu e Fry dei Modena City Ramblers, colorano, tra tradizione irlandese e rock’n’roll, una nuova versione del brano “U’ frikkettone” che, cantato in dialetto pugliese, toscano ed emiliano, diventa un vero e proprio inno all’unità del popolo italicoVenerdì 31 maggio 2019 uscirà “Il Fricchettone 2.0”, una rivisitazione del brano dopo circa venticinque anni dalla prima uscita (…) “.
La cosa ci incuriosisce non poco e cerchiamo di capire meglio intervistando Lorenzo Mannarini, voce e non solo dei Folkabbestia.
Raccontaci questa nuova esperienza che guarda al vostro passato…
“In questi 25 anni non siamo mai stati fermi, abbiamo girato in lungo e in largo lo Stivale facendo più di 2.000 concerti, abbiamo pubblicato 8 album, siamo entrati nel guinness dei primati, abbiamo suonato a numerosi festival europei e chi più ne ha più ne metta… U’ frikkettone è stata la nostra prima canzone e, da allora, ad ogni concerto viene cantata da tutto il pubblico. L’hanno intonata in dialetto barese anche in Bretagna. Abbiamo deciso di celebrarla insieme ai nostri vecchi compagni di viaggio che abbiamo incontrato lungo le vie del folk, la Bandabardò e i Modena City ramblers, facendone una nuova versione completamente diversa dall’originale, nel ritmo, nell’arrangiamento, nel testo (cantato in barese, sassuolese e toscano)”.
Questa rivisitazione del celebre brano tinto di Irish e Rock cantato rigorosamente in dialetto pugliese, toscano ed emiliano a vostro dire è “un vero e proprio inno all’unità del popolo italico”… cos’è, un nuovo manifesto, un appello?
“Certamente è un impegno, in un periodo di divisioni sociali, in cui il diverso e lo straniero vengono visti con paura e sospetto noi cantiamo un inno alla pace e alla fratellanza, da veri fricchettoni d’altri tempi.
La canzone in questione apparve nel vostro primo album “Breve saggio filosofico sul senso della vita” pubblicato nel 1998, perché riprenderla?
“Perché il brano così prende nuova vita, prima era una lenta ballata in tre quarti da cantare abbracciati e battendo le mani, ora diventa un rock scatenato pieno di interventi strumentali in stile irlandese.
Da sempre propensi al Folk Irlandese U’ frikkettone è una rivisitazione in dialetto barese di una famosissimo traditional… The Wild Rover
U frikkettone nasceva originariamente come la rielaborazione in dialetto barese della famosissima The wild rover, come tu dici. Questo brano irlandese lo suonavamo ad ogni concerto ed era il momento in cui tutto il pubblico partecipava cantando e battendo le mani. Il nostro violinista, Osvaldo, ebbe l’idea di riadattare il testo irlandese in dialetto barese e il “vagabondo selvaggio” diventò, nella versione dei Folkabbestia, u’ frikkettone, cioè un personaggio anticonformista e stravagante che, dopo una vita obliqua e randagia, decideva di tornare a casa da mamma e papà per ricevere in cambio una buona tazza di tè”.
Questo frikkettone anticonformista, stravagante, contestatore, vagabondo, tiratardi e dormiglione, come vogliamo inquadrarlo nel contesto sociale di oggi?
“Quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario del concerto di Woodstock, mezzo secolo dall’epoca dei veri fricchettoni, quelli che cantavano slogan come “fate l’amore e non fate la guerra”. Ora viviamo nel mondo digitale di internet e siamo sommersi dai social e dalla musica trap, ma questi messaggi sono ancora attuali e, anche se nel ritornello del brano diciamo che non ne vogliamo più sapere di fare i fricchettoni, in realtà crediamo ancora che un mondo fatto di musica, pace e amore possa esistere: se siamo in tanti a sognare il sogno diventa reale. Fricchettoni di tutto il mondo unitevi!

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