Focus: “Hamburger Concerto” 1974 – di La scighera Magar

I Focus… un altro pezzo della storia del  progressive rockvediamo brevemente la loro storia.
Si formano nel 1969, grazie all’unione di due grandi musicisti; uno è Thijs Van Leer, estroso organista/flautista, nonché cantante e Jan Akkerman, uno dei migliori chitarristi di quegli anni. I Focus pubblicano il loro primo Album nel 1970, dal titolo In and Out Focus”, con una formazione che comprende anche il bassista Martin Dresden e il batterista Hans Cleuver. Il disco però non riscuote il successo sperato e Jan Akkerman se ne va, unendosi al bassista Cyril Havemans e al batterista Pierre Van Linden, per un nuovo progetto. 
Ma il destino è in agguato… ha già deciso tutto. Il primo nucleo dei Focus si scioglie, Cleuver e Dresden lasciano e Thijs Van Leer si riunisce al vecchio amico Jan, portando in dote il nome Focus. L’Album che segue è quello della svolta che fa conoscere al mondo la Band e il suo sound, fatto dai riff incalzanti di  Akkerman, uniti allo stile classicheggiante di Van Leer che usa l’organo e il flauto in modo decisamente innovativo. Il cantato di Thijs, a volte in falsetto, a volte in un inusuale Hard Jodel, caratterizzano ulteriormente la Band, assieme ai ricorrenti, ma mai fastidiosi, assolo di batteria. Moving Wawes” – questo il titolo dell’Album – ha anche il pregio di contenere uno dei pezzi più noti del gruppo… Hocus Pocus che ancora oggi suona graffiante e irriverente. Le peripezie della Band non finiscono qui. Nel 1973 Havemans viene sostituito da Bert Ruiter, e la nuova formazione dà alla luce “Focus 3”. Altro disco epocale, che contiene brani come Sylvia e la lunga Answer, Question -Question, Answer. L’incisione lancia definitivamente la Band, ottenendo un ottimo riscontro di vendite e di critica. Segue a ruota il bellissimo “LIVE at the Rainbow”  che definisce perfettamente la grandezza del gruppo. Nel 1974 i Focus cambiano batterista, arruolando Colin Allen, proveniente dagli Stone the Crows e pubblicano l’Album del quale ci occupiamo qui di seguito. Hamburger Concerto” è un grande disco, e molti lo considerano il loro migliore. Un perfetto connubio tra Musica Rock e Musica Classica… tradizionale e innovativo allo stesso tempo. Delitae Musicae è un breve pezzo medievale giocato sul liuto di Jan Akkerman, che mostra tutto il suo amore per la musica antica. Harem Scarem fa emergere un sound più sofisticato… la Band da il meglio di sé con la chitarra di Akkerman e l’organo di Van Leer che lasciano il segno. La Cathedrale de Strasbourg rimanda ancora al suono medievale caro ad Akkerman, ben supportato dal resto del gruppo. Birth è invece un brano tipico di Leer, con il flauto che giganteggia, ricordando a tratti i Jetrho Tull. La title track occupa l’intero lato B del vinile. Hamburger Concerto è un grandissimo pezzo… puro Prog con echi dei Pink Floyd uniti alla leggerezza tipica del gruppo. I Focus continueranno a suonare e a incidere album, alcuni davvero belli. “Hamburger Concerto” resta probabilmente la loro vetta e va considerato alla stessa stregua dei grandi Album Prog di quel periodo.

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