“Flussi Sonori Aperti” e “La Tela”: sul fare musica ed arte in tempi di emergenza

L’Asilo, ex sede del Forum delle Culture di Napoli, dal 2 marzo 2012 è uno spazio aperto improntato da una pratica di gestione condivisa e partecipata di uno spazio pubblico dedicato alla cultura. La pratica spontanea avviata in questi anni ha messo in evidenza la necessità di creare un centro di produzione interdipendente che ruotasse attorno a una comunità di riferimento in autogestione, composto dai lavoratori dell’arte, della cultura e dello spettacolo, da artisti e da studiosi, nonché dallo stesso pubblico. Prima del lockdown l’Asilo di Napoli aveva in programma una serie di appuntamenti con “Geografie del suono“, la rassegna concertistica basata sul proposito di mettere in connessione musicisti di ogni parte del mondo in transito da Napoli con artisti locali. Venuta a mancare quella possibilità, la comunità dello spazio si è interrogata su come riuscire, nella nuova situazione, a produrre musica mantenendo lo stesso spirito di cooperazione orizzontale e di interdipendenza, magari approfittandone per allargare il processo. In questo contesto fortemente influenzato dall’emergenza da Covid19 è nato il progetto dei “Flussi Sonori Aperti” (http://www.exasilofilangieri.it/flusso-aperto-vir-t-uale/), lanciati attraverso una call pubblica destinata a musiciste e musicisti di ogni dove (che è tuttora aperta: http://www.exasilofilangieri.it/chiamata-flusso-sonoro/).
La proposta è stata quella di suonare o cantare e registrare delle linee secondo determinati parametri combinatori: da una selezione di note articolate in tutti i modi possibili, a sequenze fisse con decorsi dinamici a piacere, ad assoli condizionati solo dall’interpolazione di ampie pause, a bicordi suonati in un determinato ambito modale. Nel giro di poco tempo circa un centinaio di musicisti sparsi in tutta Italia ha accolto l’invito registrando con ogni mezzo disponibile che si ritrovava in casa durante la quarantena, chi usando una scheda audio, chi un semplice cellulare. Queste linee sonore sono state poi assemblate tra di loro secondo modalità parzialmente casuali: poiché non sempre è risultato possibile sovrapporre tutte le linee ricevute, nella maggior parte dei casi le si è spezzettate e distribuite sulla linea temporale della DAW semplicemente badando a non affastellarne troppe, rimanendo in una media di tre/quattro tracce simultanee per linea.
Altre versioni sono state poi realizzate man mano che arrivavano altri contributi, semplicemente ridistribuendo a caso le tracce e i frammenti. Conseguenza di questa impostazione è che non esiste un solo possibile risultato, ma infiniti possibili, determinati dal rimescolamento casuale di tutte le linee. In effetti chiunque potrebbe acquisire questi materiali e ricombinarli tra di loro per prodursi la propria versione. E’ una cosa che l’Asilo renderà presto possibile. I flussi sonori sono poi entrati a far parte di un progetto più esteso, la Tela, uno spazio web multimediale condiviso e aperto ai contributi di chiunque desideri connettersi con la comunità de l’Asilo. Nata durante la quarantena, La Tela (http://www.exasilofilangieri.it/la_tela/) è uno spazio web di libera condivisione, popolato da materiali raccolti ed elaborati dalle persone che abitavano l’Asilo, rimaste prive di spazio materiale in cui ritrovarsi, ragionare e creare, e da persone che si sono lasciate coinvolgere dal processo creativo. Trasferendo online il desiderio di un’azione collettiva che trascendesse il contributo del singolo e mosse dall’urgenza di prendere parola in quel momento tramite i linguaggi dell’arte, quelle persone hanno provato a immaginare percorsi diversi dagli abituali, approfittando di un nuovo tempo, divenuto improvvisamente lento.
Nel momento in cui la contingenza obbligava alla distanza, si è pensato di fare dell’imprevisto una guida, dell’improvvisazione un motto: molti dei contenuti che disegnano la Tela nascono come semi sparsi, messi poi a interagire tra loro per scoprire cosa ti combina il caso. La Tela così è diventata un esperimento per dare forma ad una mega composizione (o non-composizione) in cui niente è determinato, predefinito. Inoltre, ogni inevitabile errore che può manifestarsi nel codice di programmazione non è respinto ma viene accolto come possibilità generatrice di ulteriori possibilità. Visitandola ci si imbatte in immagini, si ascoltano letture dal contenuto di varia natura, dal poetico al politico, si avviano video montati durante la quarantena, si leggono testi. Il tutto immerso nei flussi musicali basati su criteri combinatori di cui si parla più sopra. Pubblicata domenica 14 giugno, la Tela è anche l’embrione di ciò che un giorno potrebbe prendere una nuova forma ed essere visto e ascoltato dal vivo.
Inoltre, in continuità col pensiero fondante dell’Asilo, la Tela è anche un’occasione per interrogarsi sul fare arte oggi: un’arte priva di una direzione prestabilita, alla quale innanzitutto preme mettere in scena principi di orizzontalità, cooperazione e interdipendenza. È su questo piano che si è provato a intrecciare il percorso politico e relazionale con la sperimentazione artistica. Dal momento della sua pubblicazione, La Tela è aperta a qualunque intervento. Sul sito dell’Asilo (all’indirizzo http://www.exasilofilangieri.it/arti-virali/) è possibile conoscere le modalità per partecipare alla sua elaborazione. Dare il proprio contributo significa essere disponibili a considerare la propria proposta non come progetto finito, ma come punto di partenza per un’azione condivisa (è per questa ragione che si parla di “arti derivate”): attraversandola ci si accorge infatti che nessuno dei contenuti è chiuso, bensì pronto a ibridarsi accompagnandosi a qualcos’altro. Da questo punto di vista è impossibile prevedere ciò che diventerà la Tela in futuro.

Foto Pietro Previti©tutti i diritti riservati 
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