Felix Gary Gray: “Straight Outta Compton” (2015) – di Dario Lopez

“Negri con attitudine”. Non male come presentazione per il gruppo di ragazzi di Compton, contea di L.A. che, di lì a poco, grazie alla militanza nel combo musicale N.W.A. (Niggaz With Attitudes), contribuì in maniera decisa alla nascita e alla diffusione del gangsta rap nella seconda metà degli anni 80. “Straight Outta Compton”, oltre ad essere il titolo del loro primo album e di uno dei singoli più celebri del gruppo, nel 2015 è divenuto anche il titolo di un riuscito biopic musicale a opera del regista Felix Gary Gray, artista già legato all’ambiente della musica rap e hip hop, direttore di diversi video per artisti come Ice Cube e Dr. Dre (entrambi fondatori degli N.W.A.) e poi Outkast, Cypress HillJay-Z“Straight outta Compton” è stato realizzato a stretto contatto con i veri protagonisti della vicenda. Oltre al regista, decisamente addentro all’ambiente, tra i produttori compaiono proprio Ice Cube e Dr. Dre, Tomica Wright che è stata la moglie di Eazy-E (altro membro fondatore degli N.W.A.) e, ad interpretare Ice Cube, troviamo proprio suo figlio O’Shea Jackson Jr. Alla luce di questi fortissimi legami della produzione con i componenti degli N.W.A., tutto lascia presupporre che i fatti narrati nel film siano adesi alla realtà. Le informazioni sono di primissima mano, viene però anche il sospetto che alcuni di quelli che a tutti gli effetti sono anche i protagonisti della storia possano aver voluto addolcire alcuni degli aspetti negativi legati all’ambiente del gangsta rap. Non sono poche infatti le grane e le accuse che nel corso degli anni i membri degli N.W.A. hanno dovuto affrontare: ad esempio, la nascita dell’etichetta discografica Ruthless, fondata da Eazy-E (Jason Mitchell) e portata avanti insieme al manager Jerry Heller (Paul Giamatti), sembra sia stata foraggiata da soldi sporchi derivanti dallo spaccio di droga. Nel corso delle vicende legate ai membri della band alcuni di loro, Dr. Dre (Corey Hawkins) in particolare, si legheranno ad esponenti della criminalità come Suge Knight (R. Marcus Taylor), cofondatore della Death Row Records. Tutti i membri del gruppo arrivano da Compton, luogo che ha dato i natali alle più celebri gang di strada (Crips e Bloods) e dove gli spunti per comporre liriche al vetriolo non mancavano di certo: violenza, soprusi da parte della polizia, ingiustizia sociale… tutte cose che finirono poi nei testi dei brani del gruppo, alcuni dei quali crearono ulteriori problemi… uno su tutti il pezzo Fuck tha Police che mise il gruppo in cattiva luce agli occhi delle forze dell’ordine. Forse alcuni di questi aspetti, che comunque in “Straight Outta Compton” sono tutti presenti, potrebbero essere stati alleggeriti per fare uscire meglio alcuni dei protagonisti agli occhi del pubblico. Ad ogni modo questo è un aspetto di poca importanza nell’economia di un film che appassiona dalla prima all’ultima sequenza… e ve lo dice uno a cui del gangsta rap non è mai importato nulla e che ha sempre frequentato ascolti di tutt’altro genere. La storia un poco l’abbiamo già riassunta: alcuni ragazzi provenienti da Compton, quartiere a prevalenza nera, fondano la Ruthless Records insieme al manager Jerry Heller. Ai due principali fondatori, Eazy-E in primis supportato da Dr. Dre, si uniscono Ice Cube, MC Ren (Aldis Hodge) e DJ Yella (Neil Brown Jr), dando vita a un fenomeno che diverrà di grandissima importanza per la storia della musica moderna. Dal ghetto all’enorme successo di pubblico, toccando la pancia e gli istinti della gente, le rime di Ice Cube, di Mc Ren, le basi di Dr Dre e Yella, la voce di Eazy, porteranno in giro per l’America la violenza, i soprusi e la rabbia che arrivano dritti da Compton, L.A.. “Straight Outta Compton” è una classica storia di ascesa e caduta: il regista e gli sceneggiatori mixano al meglio gli aspetti sociali marcando l’importanza della provenienza da Compton dei vari protagonisti a tutto il comparto musicale. Il progressivo avvicinarsi al successo, l’arrivo dei soldi, gli eccessi, le liti, i tradimenti, possono sembrare tappe forzate di un percorso risaputo ma non per questo queste risultano meno appassionanti e coinvolgenti. Il cast riesce a far entrare lo spettatore all’interno della storia senza più mollarlo nemmeno per un attimo. Personalmente ho concluso la visione del film pienamente appagato e con la voglia feroce di andarmi ad ascoltare l’intero album… “Straight Outta Compton”, cosa che poi ho realmente fatto e che non avrei mai pensato di fare prima di guardare questo film. Le vicende umane mescolate alle leggi spietate dello show business… il tutto amalgamato da un discreto numero di teste calde, creano un mix al quale è impossibile rimanere indifferenti. Per il suo incedere “Straight Outta Compton” mi ha ricordato molto “Lords Of Dogtown”, film che narra la nascita del fenomeno dello skate, altra pellicola che mi aveva entusiasmato non poco. Come ciliegina sulla torta, anche se non si può certo definirlo un fatto positivo, il film mostra risvolti sociali purtroppo attualissimi, con la popolazione nera che ancora oggi, a trent’anni di distanza, continua a subire in America angherie da parte delle forze dell’ordine, con il pericolo continuo che si debba assistere da un momento all’altro a nuovi episodi come quello che coinvolse Rodney King, tassista brutalmente pestato dalla polizia, episodio che viene riportato anche nel film. Ad ogni modo, “Straight Outta Compton”, che siate o meno appassionati di musica rap, si rivela un biopic di grande fattura che riuscirà a catturare l’attenzione di tutti i tipi di pubblico.

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