Fabrizio Corneli allo Studio Trisorio di Napoli – di Marina Marino

Napoli, dal 15 Febbraio al 22 Marzo 2019Poche forme di Bellezza sono più coinvolgenti di un’ombra sul muro, di un gioco di luce. In questo è maestro Fabrizio Corneli, fiorentino, classe 1958, che fin da giovanissimo, poco più che ventenne, espone a Roma al Palazzo delle Esposizioni: da allora non ha mai smesso di incantare. Giochi di luce e ombra, un’attrazione magnetizzante, chi da bambino non si è perso in un caleidoscopio? Corneli spazia dalla statuaria classica, con il Doriforo di Policleto, a paesaggi in stile Tao, o la danza magica ed effimera di due sfere policrome di luce, arte che somiglia a un gioco Halo, opera presentata qui per la prima volta, dietro cui si indovina un percorso linguistico e figurativo nuovo e archetipico al contempo. Spalancando le porte della immaginazione, l’artista interagisce con lo spettatore, trasformandolo in un fruitore attivo e non passivo dell’opera, con una parete, un pavimento, un sapiente lavoro di luci. Il contrasto tra Ombra e Luce, uno dei topos più antichi e ricchi di significato di ogni tempo. L’osmosi, l’interfacciarsi tra culture diverse e apparentemente inconciliabili, tema caro a Corneli, viene avvalorata da un’installazione su un pavimento della galleria, che sembra un disegno islamico e invece riproduce una tarsia del portale del Duomo di Piazza dei Miracoli a Pisa. Facile smarrirsi tra quello che è e quello che appare. I rappresentanti della buona borghesia presenti all’inaugurazione, che si piccano di essere esperti d’arte, interrompono ogni dotta discettazione per balzare sul ricco buffet come se fossero appena scesi dalla zattera di Delacroix, non moraleggio, fa parte del gioco, sorrido. Febbraio, una prima sera fredda e ventosa, nel cielo spicca una falce di luna crescente, lontana e vicinissima. Meravigliosa.

Biografia: Fabrizio Corneli vive e lavora a Firenze dove è nato nel 1958. Ha esposto in numerosi spazi pubblici e privati in Italia e all’estero fra i quali: Palazzo delle Esposizioni, Roma (1979); Villa Romana, Firenze; Maryland Institute, Baltimora; XI Quadriennale di Roma; P.A.C. Milano (1986); Villa Celle, Santomato Pistoia (1988); Palau de la Generalitat Valenciana, Valencia (1990); Museo de arte contemporáneo Sofía Imber, Caracas (1992); Kunstverein Grafschaft Bentheim, Neuenhaus; Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna; Rocca Paolina, Perugia (1997); Museum of Modern Art, Kamakura; Museum of Contemporary Art, Sapporo (1999); Palau de la Virreina, Barcellona (2000); Metropolitan Museum of Photography, Tokyo (2001); Villa Medicea La Màgia, Quarrata, Pistoia; Palazzo delle Papesse, Siena; MAN, Nuoro (2006); Archäologisches Museum Frankfurt (2012); Musée Granet, Aix-en-Provence (2013); Sharjah Art Museum UAE (2014); Museo della Città, Rimini; Torre degli Zuccaro e Torre di Sant’Alò, Mantova (2016); Istituto Italiano di Cultura, Madrid (2017), a cura dello Studio Trisorio. Ha realizzato installazioni permanenti nelle città di Colonia, Pistoia, Sélestat, Prato, Kobe, L’Aquila. Collabora con lo Studio Trisorio dal 2002.

Foto Pietro Previti©tutti i diritti riservati 
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