Fabio Rossi: “Rory Gallagher – Il Bluesman Bianco con La Camicia a Quadri” (2017) – di Claudio Trezzani

Ci sono degli artisti e dei musicisti che per qualche strano motivo o allineamento negativo degli astri, non sono riconosciuti per il talento, l’importanza che hanno avuto durante la loro esistenza e, soprattutto, alle nostre latitudini non hanno mai raggiunto vette di fama e classifiche (questo ultimo punto mi pare un merito ma tralasciamo). Ecco, uno di questi musicisti è stato certamente Rory Gallagher, irlandese di Ballyshannon che dalla seconda metà degli anni 60 ha stupito il mondo con la sua Fender e il suo talento cristallino, il suo blues rock contaminato dal Delta ma arricchito della rabbia del popolo. La prima reazione che viene nello sfogliare “Rory Gallagher – Il Bluesman Bianco con La Camicia a Quadri”, di Fabio Rossi (se siete come chi scrive un amante della musica di Gallagher) è un bel “ci voleva!”. Ci voleva perché la sua storia merita di essere conosciuta e tramandata e in Italia nessuno ci aveva mai pensato… e diciamo anche che gli altri lavori del genere non sono così corposi. Il libro è scritto in maniera appassionata, mai pesante, pieno di aneddoti, dichiarazioni di chi lo ha conosciuto e vissuto, un’analisi del suo lavoro ma anche delle sue emozioni. Rory Gallagher è stato un caso più unico che raro nel mondo del music business, un personaggio che non si è mai amalgamato, ha creato la sua musica senza compromessi, senza dare ascolto alle mode o a chi lo voleva diverso… e per questo scriverne deve essere stato faticoso: una ricerca impegnativa ma doverosa. Il risultato è un racconto ma anche un punto di vista critico… Troverete infatti anche recensioni canzone per canzone dei suoi lavori. Fabio Rossi è si un fan ma non celebra in modo “cieco”, analizza e crea la curiosità di andare ad ascoltare per chi non conosce la materia e questo è merito non indifferente. Conoscerete uno dei pochi artisti che ha creato blues rock “sporco” nei terribili anni ottanta. Non ci credete? Leggete e poi ascoltate. Troverete in queste pagine tantissimi aneddoti curiosi e quasi incredibili, il suo amore per lo spionaggio oppure il fatto che fosse talmente e totalmente dedito alla sua musica e alla maniacale perfezione che non si fece mai nemmeno sfiorare dal mondo delle groupie dei parties, che in quegli anni (e non solo) erano la regola. Mai sposato, zero figli. Solo lui e la sua Fender. Insomma, un personaggio unico e irripetibile che Fabio Rossi racconta in maniera precisa, esaustiva e mai scontata, un libro in cui l’autore cerca di spiegare il mistero che avvolge un artista mai davvero “famoso”, mai davvero apprezzato, uno che ha scritto musica pazzesca senza mai riuscire a far uscire il suo “Led Zeppelin IV”. Bellissima poi l’idea di mettere alla fine della biografia i ricordi dei colleghi ma soprattutto le testimonianze dirette dei fans italiani che (beati loro) lo hanno visto dal vivo nei pochi passaggi italiani, racconti personali e curiosità che personalmente ho apprezzato molto. Ho anche scoperto, per esempio, che nella discoteca rock dove andavo da ragazzino “ignorante” della musica vera, il Nautilus di Cardano al Campo (VA), Rory Gallagher tenne, il 20 luglio 1972,un infuocato live… non fosse stato per questo libro non lo avrei mai scoperto. Incredibile. Nota di merito anche all’idea di mettere alcuni dei suoi testi più belli tradotti. Un libro che consigliamo vivamente ai fan del Bluesman con la camicia a quadri”, che troveranno tanti spunti e curiosità ma, soprattutto, a chi, amante della musica blues e rock, voglia avvicinarsi alla storia di uno dei più grandi che abbia mai imbracciato una “sei corde”… uno che quando morì, il 14 giugno 1995, fece fermare tutta la “sua” Irlanda e privò il mondo di un talento davvero speciale. Buona lettura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.