“Everybody Hurts”… (famo tutto da soli) – di Cinzia Pagliara

Che strano giorno era stato quello appena trascorso, il tempo sembrava non avere avuto più senso, anche se in effetti per Rocco il tempo non aveva mai senso. Ne sentiva parlare, aveva preso atto che per gli altri intorno a lui esisteva, che era un problema, spesso, che a volte era troppo e diventava un peso e a volte troppo poco e toglieva il fiato. A lui, comunque, non importava. Però quella giornata gli era sembrata strana
Rocco era un abitudinario, anche se si adattava docilmente agli altri, e niente era stato ”come sempre”, anche se non avrebbe saputo spiegare perché. Lo chiamano intuito, ma Rocco preferiva chiamarlo istinto. “When your day is long and the night, the night is yours alone, when you’re sure you had enough of this life…” Osservava la gente intorno che parlava, pochi sorrisi, che strano, in genere erano tutti più allegri, specie davanti ad un bicchiere di vino, invece avevano gli occhi lucidi, e non di alcol, anche se qualcuno cercava una parola allegra, nonostante tutto. Ma che erano strani Rocco lo sapeva bene, si somigliavano tutti un po’, in quel certo modo di guardare, nell’espressione del sorriso, nel modo di camminare lungo i viali. A Rocco piacevano molto, soprattutto Lui, erano simili tra loro, e diversi da tutti gli altri.
Stavano cantando una canzone… “don’t let yourself go ‘cause everybody cries and everybody hurts sometimes” e gli sembrò perfetta. Lui rideva spesso, quasi sempre, era tutto dentro quel suo sorriso trascinante, ma Rocco sapeva quanto era difficile riuscire a farlo, a volte, e come Lui riuscisse comunque a trovare un modo, anche quando era impossibile. Rocco riconosceva il pianto dentro il suo sorriso, per istinto. “If you think you’ve had too much of this life, well hang on”, famo tutto da soli. All’inizio gli era sembrato complicato, poi si era lasciato convincere. Lui era così. E gli andava benissimo, perché ogni giorno, ogni attimo era una sfida da supereroi. Chissà dove era, in quel momento lui… Federico, gli altri Lo nominavano, ma Rocco lo aveva atteso pazientemente e inutilmente, chissà in quale altra avventura si era lanciato, con quel suo sorriso dentro gli occhi. ”if you feel like you’re alone, no, no, no you’re not alone”: bella quella canzone, una di quelle da ricordare, magari mentre si sta sdraiati su un prato e si guarda il cielo e ti sembra magnifico o davanti al mare che chissà dove finisce o sotto la pioggia che ti sembra di nascere ogni volta di nuovo: catarsi, aveva sentito dire che si chiama. Tutte parole troppo complicate per uno come Rocco, ma il senso lo capiva bene, per istinto. “Everybody hurts sometimes  ,so hold on, hold on…”  A volte si sta molto male, a volte. Di nuovo il tempo “a volte” significava tanto? Quanto dura “a volte”? Era importante capirlo, può fare la differenza. A volte. Qualcuno piangeva, qualcuno abbracciò Rocco sedendoglisi accanto. Ma Federico dove era? Rocco si allungò paziente, si accucciò leccandosi le zampe, in mezzo alle carezze che gli scrollavano la testa, intanto che la canzone finiva. Lo avrebbe aspettato, anche se sì, faceva male. Non capiva perché, semplicemente lo sentiva. Per istinto. “Hold on, hold on, hold on… everybody hurts”.

When your day is long / And the night, the night is yours alone
When you’re sure you’ve had enough / Of this life, well hang on
Don’t let yourself go / ‘Cause everybody cries
And everybody hurts sometimes / Sometimes everything is wrong
Now it’s time to sing along / When your day is night alone (Hold on, hold on)
If you feel like letting go (Hold on) / If you think you’ve had too muchOf this life, well hang on
Everybody hurts / Take comfort in your friends / Everybody hurts
Don’t throw your hand, oh no / Don’t throw your hand
If you feel like you’re alone / No, no, no, you are not alone
If you’re on your own in this life / The days and nights are long
When you think you’ve had too much of this life to hang on / Well, everybody hurts sometimes
Everybody cries / Everybody hurts sometimes / And everybody hurts sometimes
So hold on, hold onHold on, hold on, hold on, hold on, hold on, hold on
Everybody hurts.

In Memoria di Federico Palmieri

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Un pensiero riguardo ““Everybody Hurts”… (famo tutto da soli) – di Cinzia Pagliara

  • Ottobre 24, 2019 in 12:19 pm
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    Ho visto anch’io Rocco ed il sguardo attento e le orecchie sempre dritte ad aspettare, impaziente ma un pó rassegnato, di veder sbucare il suo unico amore.
    Straziante. Ci sono dei fatti che in questa vita sono contro natura: un genitore che vive la scomparsa di un figlio e un cane quella del suo padrone. Perchè quelli che restano sono coloro che soffrono.
    É ció che io grideró in faccia a Federico quando lo rivedró e dopo lo abbracceró fortissimo.

    Risposta

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